Normativa nazionale

Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460(Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1998 - Supplemento Ordinarion. 1)

"Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delleorganizzazioni non lucrative di utilita' sociale.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l'articolo 3, commi 186, 187, 188, 189 dellalegge 23 dicembre 1996, n. 662, recante delega al Governo per la disciplinatributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative diutilita' sociale; Vista la preliminare deliberazione del Consigliodei Ministri, adottata nella riunione del 4 luglio 1997; Visto l'articolo 3, comma 1, della legge 31 luglio1997, n. 259, che ha fissato alla data del 30 novembre 1997 il termine per l'eserciziodelle deleghe legislative recate dal citato articolo della legge n. 662 del1996; Vista la deliberazione del Presidente del Senatodella Repubblica, d'intesa col Presidente della Camera dei deputati, adottataai sensi dell'articolo 3, comma 15, della citata legge n. 662 del 1996, recanteproroga di venti giorni del termine per l'espressione del parere da parte dellaCommissione parlamentare istituita a norma dell'articolo 3, comma 13, dellamedesima legge n. 662 del 1996; Acquisito il parere della summenzionata Commissioneparlamentare; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 14 novembre 1997; Sulla proposta del Ministro delle finanze, diconcerto con il Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica;
E m a n a
il seguente decreto legislativo: Sezione I
Modifiche alla disciplina degli enti non commerciali in materia di imposte sulreddito e di imposta sul valore aggiunto

. Art. 1.
Qualificazione degli enti e determinazione dei criteri per individuarne l'oggettoesclusivo o principale di attivita'.

1. Nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, all'articolo 87, il comma 4 e' sostituitodai seguenti:
"4. L'oggetto esclusivo o principale dell'ente residente e' determinatoin base alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto, se esistenti in formadi atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata. Per oggettoprincipale si intende l'attivita' essenziale per realizzare direttamente gliscopi primari indicati dalla legge, dall'atto costitutivo o dallo statuto.
4-bis. In mancanza dell'atto costitutivo o dello statuto nelle predette forme,l'oggetto principale dell'ente residente e' determinato in base all'attivita'effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale disposizione si applicain ogni caso agli enti non residenti.".
Art. 2.
Occasionali raccolte pubbliche di fondi e contributi per lo svolgimento convenzionatodi attivita'

1. Nell'articolo 108, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernenteil reddito complessivo degli enti non commerciali, dopo il comma 2, e' aggiunto,in fine, il seguente:
"2-bis. Non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli entinon commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 87:
a) i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuateoccasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di serviziai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
b) i contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche ai predetti enti perlo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di cui all'articolo8, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituitodall'articolo 9, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 7 dicembre 1993,n. 517, di attivita' aventi finalita' sociali esercitate in conformita' ai finiistituzionali degli enti stessi.". 2. Le attivita' indicate nell'articolo 108, comma2-bis, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificatodal comma 1, fermo restando il regime di esclusione dall'imposta sul valoreaggiunto, sono esenti da ogni altro tributo. 3. Con decreto del Ministro delle finanze, daemanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.400, possono essere stabiliti condizioni e limiti affinche' l'esercizio delleattivita' di cui all'articolo 108, comma 2-bis, lettera a), del testo unicodelle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica22 dicembre 1986, n. 917, possa considerarsi occasionale.
Art. 3.
Determinazione dei redditi e contabilita' separata

1. All'articolo 109 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernentela determinazione dei redditi degli enti non commerciali, sono apportate leseguenti modificazioni: a) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
"2. Per l'attivita' commerciale esercitata gli enti non commerciali hannol'obbligo di tenere la contabilita' separata.
3. Per l'individuazione dei beni relativi all'impresa si applicano le disposizionidi cui all'articolo 77, commi 1 e 3-bis.
3-bis. Le spese e gli altri componenti negativi relativi a beni e servizi adibitipromiscuamente all'esercizio di attivita' commerciali e di altre attivita',sono deducibili per la parte del loro importo che corrisponde al rapporto tral'ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il redditod'impresa e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi; per gli immobiliutilizzati promiscuamente e' deducibile la rendita catastale o il canone dilocazione anche finanziaria per la parte del loro ammontare che corrispondeal predetto rapporto."; b) il comma 4-bis e' sostituito dal seguente:
"4-bis. Gli enti soggetti alle disposizioni in materia di contabilita'pubblica sono esonerati dall'obbligo di tenere la contabilita' separata qualorasiano osservate le modalita' previste per la contabilita' pubblica obbligatoriatenuta a norma di legge dagli stessi enti.".
Art. 4.
Regime forfetario di determinazione del reddito

1. Nel testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo l'articolo 109 e' inserito ilseguente:
"Art. 109-bis (Regime forfetario degli enti non commerciali). - 1. Fattosalvo quanto previsto, per le associazioni sportive dilettantistiche, dallalegge 16 dicembre 1991, n. 398, e, per le associazioni senza scopo di lucroe per le pro-loco, dall'articolo 9-bis del decreto-legge 30 dicembre 1991, n.417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1962, n. 66, glienti non commerciali ammessi alla contabilita' semplificata ai sensi dell'articolo18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, possonooptare per la determinazione forfetaria del reddito d'impresa, applicando all'ammontaredei ricavi conseguiti nell'esercizio di attivita' commerciali il coefficientedi redditivita' corrispondente alla classe di appartenenza secondo la tabellaseguente ed aggiungendo l'ammontare dei componenti positivi del reddito di cuiagli articoli 54, 55, 56 e 57:
a) attivita' di prestazioni di servizi:
1) fino a lire 30.000.000, coefficiente 15 per cento;
2) da lire 30.000.001 a lire 360.000.000, coefficiente 25 per cento;
b) altre attivita':
1) fino a lire 50.000.000, coefficiente 10 per cento;
2) da lire 50.000.001 a lire 1.000.000.000, coefficiente 15 per cento.
2. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizied altre attivita' il coefficiente si determina con riferimento all'ammontaredei ricavi relativi all'attivita' prevalente. In mancanza della distinta annotazionedei ricavi si considerano prevalenti le attivita' di prestazioni di servizi.
3. Il regime forfetario previsto nel presente articolo si estende di anno inanno qualora i limiti indicati al comma 1 non vengano superati.
4. L'opzione e' esercitata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effettodall'inizio del periodo d'imposta nel corso del quale e' esercitata fino a quandonon e' revocata e comunque per un triennio. La revoca dell'opzione e' effettuatanella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dall'inizio del periodod'imposta nel corso del quale la dichiarazione stessa e' presentata.
5. Gli enti che intraprendono l'esercizio d'impresa commerciale esercitano l'opzionenella dichiarazione da presentare ai sensi dell'articolo 35 del decreto delPresidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.".
Art. 5.
Enti di tipo associativo

1. All'articolo 111 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernentel'attivita' svolta dagli enti di tipo associativo, sono apportate le seguentimodificazioni:
a) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
"3. Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose,assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale edi formazione extra-scolastica della persona non si considerano commercialile attivita' svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuateverso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associatio partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attivita' e cheper legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un'unica organizzazionelocale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesseratidalle rispettive organizzazioni nazionali, nonche' le cessioni anche a terzidi proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati."; b) dopo il comma 4, sono aggiunti, in fine, iseguenti:
"4-bis. Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli entidi cui all'articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287,le cui finalita' assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell'interno,non si considerano commerciali, anche se effettuate verso pagamento di corrispettivispecifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sediin cui viene svolta l'attivita' istituzionale, da bar ed esercizi similari el'organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, sempreche' le predette attivita'siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degliscopi istituzionali e siano effettuate nei confronti degli stessi soggetti indicatinel comma 3.
4-ter. L'organizzazione di viaggi e soggiorni turistici di cui al comma 4-bisnon e' considerata commerciale anche se effettuata da associazioni politiche,sindacali e di categoria, nonche' da associazioni riconosciute dalle confessionireligiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, sempreche'sia effettuata nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3.
4-quater. Per le organizzazioni sindacali e di categoria non si consideranoeffettuate nell'esercizio di attivita' commerciali le cessioni delle pubblicazioni,anche in deroga al limite di cui al comma 3, riguardanti i contratti collettividi lavoro, nonche' l'assistenza prestata prevalentemente agli iscritti, associatio partecipanti in materia di applicazione degli stessi contratti e di legislazionesul lavoro, effettuate verso pagamento di corrispettivi che in entrambi i casinon eccedano i costi di diretta imputazione.
4-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4-bis, 4-ter e 4-quater si applicanoa condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole,da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dell'attopubblico o della scrittura privata autenticata o registrata:
a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestionenonche' fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo chela destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge;
b) obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso di suo scioglimentoper qualunque causa, ad altra associazione con finalita' analoghe o ai finidi pubblica utilita', sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3,comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazioneimposta dalla legge;
c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita' associativevolte a garantire l'effettivita' del rapporto medesimo, escludendo espressamentela temporaneita' della partecipazione alla vita associativa e prevedendo pergli associati o partecipanti maggiori d'eta' il diritto di voto per l'approvazionee le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organidirettivi dell'associazione;
d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico efinanziario secondo le disposizioni statutarie;
e) eleggibilita' libera degli organi amministrativi, principio del voto singolodi cui all'articolo 2532, secondo comma, del codice civile, sovranita' dell'assembleadei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione,criteri e idonee forme di pubblicita' delle convocazioni assembleari, dellerelative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti;
f) intrasmissibilita' della quota o contributo associativo ad eccezione deitrasferimenti a causa di morte e non rivalutabilita' della stessa.
4-sexies. Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del comma 4-quinquiesnon si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessionicon le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonche' alle associazionipolitiche, sindacali e di categoria.". 2. Nell'articolo 4 del decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relativo all'esercizio di impreseai fini dell'imposta sul valore aggiunto, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel quarto comma, secondo periodo, relativo al trattamento di talune cessionidi beni e prestazioni di servizi effettuate da enti di tipo associativo, leparole: "e sportive" sono sostituite dalle seguenti: "sportivedilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica dellapersona"; nello stesso comma, il terzo periodo e' soppresso;
b) nel quinto comma, lettera a), relativo al trattamento delle pubblicazionicurate da enti di tipo associativo, le parole: "e sportive" sono sostituitedalle seguenti: "sportive dilettantistiche, di promozione sociale e diformazione extra-scolastica della persona";
c) dopo il quinto comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti:
"Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cuiall'articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, lecui finalita' assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell'interno, nonsi considera commerciale, anche se effettuata verso pagamento di corrispettivispecifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sediin cui viene svolta l'attivita' istituzionale, da bar ed esercizi similari,sempreche' tale attivita' sia strettamente complementare a quelle svolte indiretta attuazione degli scopi istituzionali e sia effettuata nei confrontidegli stessi soggetti indicati nel secondo periodo del quarto comma. Le disposizioni di cui ai commi quarto, secondoperiodo, e sesto si applicano a condizione che le associazioni interessate siconformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivio statuti redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticatao registrata:
a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestionenonche' fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo chela destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge;
b) obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso di suo scioglimentoper qualunque causa, ad altra associazione con finalita' analoghe o ai finidi pubblica utilita', sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3,comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazioneimposta dalla legge;
c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita' associativevolte a garantire l'effettivita' del rapporto medesimo, escludendo espressamenteogni limitazione in funzione della temporaneita' della partecipazione alla vitaassociativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'eta' ildiritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamentie per la nomina degli organi direttivi dell'associazione;
d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico efinanziario secondo le disposizioni statutarie;
e) eleggibilita' libera degli organi amministrativi, principio del voto singolodi cui all'articolo 2532, secondo comma, del codice civile, sovranita' dell'assembleadei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione,criteri e idonee forme di pubblicita' delle convocazioni assembleari, dellerelative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti;
f) intrasmissibilita' della quota o contributo associativo ad eccezione deitrasferimenti a causa di morte e non rivalutabilita' della stessa.
Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del settimo comma non si applicanoalle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Statoha stipulato patti, accordi o intese, nonche' alle associazioni politiche, sindacalie di categoria.". 3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigoredel presente decreto, le associazioni costituite prima della predetta data predispongonoo adeguano il proprio statuto, ai sensi dell'articolo 111, comma 4-quinquies,del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal comma 1, letterab), ed ai sensi dell'articolo 4, settimo comma, del decreto del Presidente dellaRepubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal comma 2, lettera b). 4. Per le associazioni politiche, sindacali edi categoria, il termine di cui al comma 3 e' di dodici mesi dalla data di entratain vigore del presente decreto.
Art. 6.
Perdita della qualifica di ente non commerciale

1. Nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo l'articolo 111, e' inseritoil seguente:
"Art. 111-bis (Perdita della qualifica di ente non commerciale). - 1. Indipendentementedalle previsioni statutarie, l'ente perde la qualifica di ente non commercialequalora eserciti prevalentemente attivita' commerciale per un intero periodod'imposta.
2. Ai fini della qualificazione commerciale dell'ente si tiene conto anche deiseguenti parametri:
a) prevalenza delle immobilizzazioni relative all'attivita' commerciale, alnetto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attivita';
b) prevalenza dei ricavi derivanti da attivita' commerciali rispetto al valorenormale delle cessioni o prestazioni afferenti le attivita' istituzionali;
c) prevalenza dei redditi derivanti da attivita' commerciali rispetto alle entrateistituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, leliberalita' e le quote associative;
d) prevalenza delle componenti negative inerenti all'attivita' commerciale rispettoalle restanti spese.
3. Il mutamento di qualifica opera a partire dal periodo d'imposta in cui vengonomeno le condizioni che legittimano le agevolazioni e comporta l'obbligo di comprenderetutti i beni facenti parte del patrimonio dell'ente nell'inventario di cui all'articolo15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. L'iscrizionenell'inventario deve essere effettuata entro sessanta giorni dall'inizio delperiodo di imposta in cui ha effetto il mutamento di qualifica secondo i criteridi cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli enti ecclesiasticiriconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili.". 2. Nel decreto del Presidente della Repubblica26 ottobre 1972, n. 633, recante disciplina dell'imposta sul valore aggiunto,all'articolo 4, dopo l'ultimo comma, e' aggiunto il seguente: "Le disposizioni sulla perdita della qualificadi ente non commerciale di cui all'articolo 111-bis del testo unico delle impostesui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, si applicano anche ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.".
Art. 7.
Enti non commerciali non residenti

1. All'articolo 114 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, riguardantegli enti non commerciali non residenti nel territorio dello Stato, nel comma2, le parole: "senza tenerne contabilita' separata si applicano le disposizionidei commi 2 e 3 dell'articolo 109" sono sostituite dalle seguenti: "siapplicano le disposizioni dei commi 2, 3 e 3-bis dell'articolo 109".
Art. 8.
Scritture contabili degli enti non commerciali

1. Nell'articolo 20 decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,n. 600, riguardante le scritture contabili degli enti non commerciali, dopoil primo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti:
"Indipendentemente alla redazione del rendiconto annuale economico e finanziario,gli enti non commerciali che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono redigere,entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, un apposito e separato rendicontotenuto e conservato ai sensi dell'articolo 22, dal quale devono risultare, anchea mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entratee le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne disensibilizzazione indicate nell'articolo 108, comma 2-bis, lettera a), testounico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Gli enti soggetti alla determinazione forfetariadel reddito ai sensi del comma 1 dell'articolo 109-bis del testo unico delleimposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, che abbiano conseguito nell'anno solare precedente ricavinon superiori a lire 30 milioni, relativamente alle attivita' di prestazionedi servizi, ovvero a lire 50 milioni negli altri casi, assolvono gli obblighicontabili di cui all'articolo 18, secondo le disposizioni di cui al comma 166dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.".
Art. 9.
Agevolazioni temporanee per il trasferimento di beni patrimoniali

1. Il trasferimento a titolo gratuito di aziende o beni a favore di enti noncommerciali, con atto sottoposto a registrazione entro il 30 settembre 1998,e' esente dalle imposte sulle successioni e donazioni, ipotecaria e catastale,sull'incremento di valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva, nonda' luogo, ai fini delle imposte sui redditi, a realizzo o a distribuzione diplusvalenze e minusvalenze, comprese quelle relative alle rimanenze e compresoil valore di avviamento, ne' costituisce presupposto per la tassazione di sopravvenienzeattive nei confronti dell'ente cessionario, a condizione che l'ente dichiarinell'atto che intende utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento dellapropria attivita'. Qualora il trasferimento abbia a oggetto l'unica aziendadell'imprenditore cedente, questi ha l'obbligo di affrancare le riserve o fondiin sospensione d'imposta eventualmente costituiti in precedenza previo pagamentodi un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche ovverodell'imposta sul reddito delle persone giuridiche, dell'imposta locale sui redditie dell'imposta sul valore aggiunto pari al 25 per cento, secondo le modalita'determinate con decreto del Ministro delle finanze. Per i saldi attivi di rivalutazionecostituiti ai sensi delle leggi 29 dicembre 1990, n. 408, e 30 dicembre 1991,n. 413, recanti disposizioni tributarie per la rivalutazione dei beni, lo smobilizzodi riserve e di fondi e per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobilidelle imprese, l'imposta sostitutiva e' stabilita con l'aliquota del 10 percento e non spetta il credito d'imposta previsto dall'articolo 4, comma 5, dellapredetta legge n. 408 del 1990 e dall'articolo 26, comma 5, della predetta leggen. 413 del 1991; le riserve e i fondi indicati nelle lettere b) e c) del comma7 dell'articolo 105 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono assoggettatiad imposta sostitutiva della maggiorazione di conguaglio con l'aliquota, rispettivamente,del 5 per cento e del 10 per cento. 2. L'ente non commerciale che alla data di entratain vigore del presente decreto utilizzi beni immobili strumentali di cui alprimo periodo del comma 2 dell'articolo 40 del testo unico delle imposte suiredditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,n. 917, puo', entro il 30 settembre 1998, optare per l'esclusione dei beni stessidal patrimonio dell'impresa, mediante il pagamento di una somma a titolo diimposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche, dell'impostalocale sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nella misura del 5 percento del valore dell'immobile medesimo, determinato con i criteri di cui all'articolo52, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro,approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131,nel caso in cui gli stessi provengano dal patrimonio personale, e del 10 percento nel caso di acquisto in regime di impresa. Per bene proveniente dal patrimoniosi intende il bene di proprieta' dell'ente stesso non acquistato nell'eserciziodi impresa indipendentemente dall'anno di acquisizione e dal periodo di tempointercorso tra l'acquisto e l'utilizzazione nell'impresa. 3. Con decreto del Ministro delle finanze, dapubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro sessanta giorni dalla data di entratain vigore del presente decreto, sono stabilite le modalita' di presentazionedella dichiarazione di opzione e di versamento delle imposte sostitutive previsteai commi 1 e 2.
Sezione II
Disposizioni riguardanti le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale
Art. 10.
Organizzazioni non lucrative di utilita' sociale
1. Sono organizzazioni non lucrative di utilita' sociale (ONLUS) le associazioni,i comitati, le fondazioni, le societa' cooperative e gli altri enti di carattereprivato, con o senza personalita' giuridica, i cui statuti o atti costitutivi,redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticatao registrata, prevedono espressamente:
a) lo svolgimento di attivita' in uno o piu' dei seguenti settori:
1) assistenza sociale e socio-sanitaria;
2) assistenza sanitaria;
3) beneficenza;
4) istruzione;
5) formazione;
6) sport dilettantistico;
7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storicodi cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i benidi cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409;
8) tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attivita',esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, specialie pericolosi di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,n. 22;
9) promozione della cultura e dell'arte;
10) tutela dei diritti civili;
11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamenteda fondazioni ovvero da esse affidata ad universita', enti di ricerca ed altrefondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalita' da definirecon apposito regolamento governativo emanato ai sensi dell'articolo 17 dellalegge 23 agosto 1988, n. 400;
b) l'esclusivo perseguimento di finalita' di solidarieta' sociale;
c) il divieto di svolgere attivita' diverse da quelle menzionate alla letteraa) ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse;
d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestionenonche' fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a menoche la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuatea favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte dellamedesima ed unitaria struttura;
e) l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazionedelle attivita' istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
f) l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suoscioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilita'sociale o a fini di pubblica utilita', sentito l'organismo di controllo di cuiall'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversadestinazione imposta dalla legge;
g) l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;
h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita' associativevolte a garantire l'effettivita' del rapporto medesimo, escludendo espressamentela temporaneita' della partecipazione alla vita associativa e prevedendo pergli associati o partecipanti maggiori d'eta' il diritto di voto per l'approvazionee le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organidirettivi dell'associazione;
i) l'uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazionerivolta al pubblico, della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilita'sociale" o dell'acronimo "ONLUS". 2. Si intende che vengono perseguite finalita'di solidarieta' sociale quando le cessioni di beni e le prestazioni di servizirelative alle attivita' statutarie nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione,della formazione, dello sport dilettantistico, della promozione della culturae dell'arte e della tutela dei diritti civili non sono rese nei confronti disoci, associati o partecipanti, nonche' degli altri soggetti indicati alla letteraa) del comma 6, ma dirette ad arrecare benefici a:
a) persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche,sociali o familiari;
b) componenti collettivita' estere, limitatamente agli aiuti umanitari. 3. Le finalita' di solidarieta' sociale s'intendonorealizzate anche quando tra i beneficiari delle attivita' statutarie dell'organizzazionevi siano i propri soci, associati o partecipanti o gli altri soggetti indicatialla lettera a) del comma 6, se costoro si trovano nelle condizioni di svantaggiodi cui alla lettera a) del comma 2. 4. A prescindere dalle condizioni previste aicommi 2 e 3, si considerano comunque inerenti a finalita' di solidarieta' socialele attivita' statutarie istituzionali svolte nei settori della assistenza socialee sociosanitaria, della beneficenza, della tutela, promozione e valorizzazionedelle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939,n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, della tutela e valorizzazione dellanatura e dell'ambiente con esclusione dell'attivita', esercitata abitualmente,di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, della ricerca scientificadi particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni, in ambitie secondo modalita' da definire con apposito regolamento governativo emanatoai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonche' le attivita'di promozione della cultura e dell'arte per le quali sono riconosciuti apportieconomici da parte dell'amministrazione centrale dello Stato. 5. Si considerano direttamente connesse a quelleistituzionali le attivita' statutarie di assistenza sanitaria, istruzione, formazione,sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte e tutela dei diritticivili, di cui ai numeri 2), 4), 5), 6), 9) e 10) del comma 1, lettera a), svoltein assenza delle condizioni previste ai commi 2 e 3, nonche' le attivita' accessorieper natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse.L'esercizio delle attivita' connesse e' consentito a condizione che, in ciascunesercizio e nell'ambito di ciascuno dei settori elencati alla lettera a) delcomma 1, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e chei relativi proventi non superino il 66 per cento delle spese complessive dell'organizzazione. 6. Si considerano in ogni caso distribuzione indirettadi utili o di avanzi di gestione:
a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti,ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloroche a qualsiasi titolo operino per l'organizzazione o ne facciano parte, aisoggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell'organizzazione, ailoro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado,nonche' alle societa' da questi direttamente o indirettamente controllate ocollegate, effettuate a condizioni piu' favorevoli in ragione della loro qualita'.Sono fatti salvi, nel caso delle attivita' svolte nei settori di cui ai numeri7) e 8) della lettera a) del comma 1, i vantaggi accordati a soci, associatio partecipanti ed ai soggetti che effettuano erogazioni liberali, ed ai lorofamiliari, aventi significato puramente onorifico e valore economico modico;
b) l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragionieconomiche, siano superiori al loro valore normale;
c) la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllodi emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decretodel Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e dal decreto-legge21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla legge 3 agosto 1995, n. 336, e successivemodificazioni e integrazioni, per il presidente del collegio sindacale dellesocieta' per azioni;
d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziariautorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie,superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto;
e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superioridel 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoroper le medesime qualifiche. 7. Le disposizioni di cui alla lettera h) delcomma 1 non si applicano alle fondazioni, e quelle di cui alle lettere h) edi) del medesimo comma 1 non si applicano agli enti riconosciuti dalle confessionireligiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. 8. Sono in ogni caso considerati ONLUS, nel rispettodella loro struttura e delle loro finalita', gli organismi di volontariato dicui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, iscritti nei registri istituiti dalleregioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le organizzazioninon governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n.49, e le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381. Sonofatte salve le previsioni di maggior favore relative agli organismi di volontariato,alle organizzazioni non governative e alle cooperative sociali di cui, rispettivamente,alle citate leggi n. 266 del 1991, n. 49 del 1987 e n. 381 del 1991. 9. Gli enti ecclesiastici delle confessioni religiosecon le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazionidi promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all'articolo 3, comma 6,lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalita' assistenzialisiano riconosciute dal Ministero dell'interno, sono considerati ONLUS limitatamenteall'esercizio delle attivita' elencate alla lettera a) del comma 1; fatta eccezioneper la prescrizione di cui alla lettera c) del comma 1, agli stessi enti e associazionisi applicano le disposizioni anche agevolative del presente decreto, a condizioneche per tali attivita' siano tenute separatamente le scritture contabili previsteall'articolo 20-bis del decreto del Presidente delle Repubblica 29 settembre1973, n. 600, introdotto dall'articolo 25, comma 1. 10. Non si considerano in ogni caso ONLUS glienti pubblici, le societa' commerciali diverse da quelle cooperative, gli enticonferenti di cui alla legge 30 luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimentipolitici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di lavoro ele associazioni di categoria.
Art. 11.
Anagrafe delle ONLUS e decadenza dalle agevolazioni

1. E' istituita presso il Ministero delle finanze l'anagrafe unica delle ONLUS.Fatte salve le disposizioni contemplate nel regolamento di attuazione dell'articolo8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, in materia di istituzione del registrodelle imprese, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre1995, n. 581, i soggetti che intraprendono l'esercizio delle attivita' previsteall'articolo 10, ne danno comunicazione entro trenta giorni alla direzione regionaledelle entrate del Ministero delle finanze nel cui ambito territoriale si trovail loro domicilio fiscale, in conformita' ad apposito modello approvato condecreto del Ministro delle finanze. La predetta comunicazione e' effettuataentro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto daparte dei soggetti che, alla predetta data, gia' svolgono le attivita' previsteall'articolo 10. Alla medesima direzione deve essere altresi' comunicata ognisuccessiva modifica che comporti la perdita della qualifica di ONLUS. 2. L'effettuazione delle comunicazioni di cuial comma 1 e' condizione necessaria per beneficiare delle agevolazioni previstedal presente decreto. 3. Con uno o piu' decreti del Ministro delle finanzeda emanarsi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sonostabilite le modalita' di esercizio del controllo relativo alla sussistenzadei requisiti formali per l'uso della denominazione di ONLUS, nonche' i casidi decadenza totale o parziale dalle agevolazioni previste dal presente decretoe ogni altra disposizione necessaria per l'attuazione dello stesso.
Art. 12.
Agevolazioni ai fini delle imposte sui redditi

1. Nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo l'articolo 111-bis, introdottodall'articolo 6, comma 1, del presente decreto, e' inserito il seguente:
"Art. 111-ter (Organizzazioni non lucrative di utilita' sociale). - 1.Per le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale (ONLUS), ad eccezionedelle societa' cooperative, non costituisce esercizio di attivita' commercialelo svolgimento delle attivita' istituzionali nel perseguimento di esclusivefinalita' di solidarieta' sociale.
2. I proventi derivanti dall'esercizio delle attivita' direttamente connessenon concorrono alla formazione del reddito imponibile.".
Art. 13.
Erogazioni liberali

1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 13-bis sono apportate le seguenti modificazioni:
1) nel comma 1, relativo alle detrazioni d'imposta per oneri sostenuti, dopola lettera i), e' aggiunta, in fine, la seguente: "i-bis) le erogazioniliberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni di lire, a favoredelle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale (ONLUS), nonche' i contributiassociativi, per importo non superiore a 2 milioni e 500 mila lire, versatidai soci alle societa' di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settoridi cui all'articolo 1 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, al fine di assicurareai soci un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia,ovvero, in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie. La detrazione e' consentitaa condizione che il versamento di tali erogazioni e contributi sia eseguitotramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamentoprevisti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e secondoulteriori modalita' idonee a consentire all'Amministrazione finanziaria lo svolgimentodi efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministrodelle finanze da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23agosto 1988, n. 400.";
2) nel comma 3, relativo alla detrazione proporzionale, in capo ai singoli socidi societa' semplice, afferente gli oneri sostenuti dalla societa' medesima,le parole: "Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h) e i)" sonosostituite con le seguenti: "Per gli oneri di cui alle lettere a), g),h), i) ed i-bis)";
b) nell'articolo 65, comma 2, relativo agli oneri di utilita' sociale deducibiliai fini della determinazione del reddito d'impresa, dopo la lettera c-quinquies),sono aggiunte, in fine, le seguenti:
"c-sexies) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiorea 4 milioni o al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato, a favore delleONLUS;
c-septies) le spese relative all'impiego di lavoratori dipendenti, assunti atempo indeterminato, utilizzati per prestazioni di servizi erogate a favoredi ONLUS, nel limite del cinque per mille dell'ammontare complessivo delle speseper prestazioni di lavoro dipendente, cosi' come risultano dalla dichiarazionedei redditi.";
c) nell'articolo 110-bis, comma 1, relativo alle detrazioni d'imposta per onerisostenuti da enti non commerciali, le parole: "oneri indicati alle letterea), g), h) e i) del comma 1 dell'articolo 13-bis" sono sostituite dalleseguenti: "oneri indicati alle lettere a), g), h), i) ed i-bis) del comma1 dell'articolo 13-bis";
d) nell'articolo 113, comma 2-bis, relativo alle detrazioni d'imposta per onerisostenuti da societa' ed enti commerciali non residenti, le parole: "oneriindicati alle lettere a), g), h) e i) del comma 1 dell'articolo 13-bis"sono sostituite dalle seguenti: "oneri indicati alle lettere a), g), h),i) ed i-bis) del comma 1 dell'articolo 13-bis";
e) nell'articolo 114, comma 1-bis, relativo alle detrazioni d'imposta per onerisostenuti dagli enti non commerciali non residenti, le parole: "oneri indicatialle lettere a), g), h) e i) del comma 1 dell'articolo 13-bis" sono sostituitedalle seguenti: "oneri indicati alle lettere a), g), h), i) ed i-bis) delcomma 1 dell'articolo 13-bis". 2. Le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici,alla cui produzione o al cui scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa, che,in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono cedutigratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalita' estraneeall'esercizio dell'impresa ai sensi dell'articolo 53, comma 2, del testo unicodelle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica22 dicembre 1986, n. 917. 3. I beni alla cui produzione o al cui scambioe' diretta l'attivita' d'impresa diversi da quelli di cui al comma 2, qualorasiano ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalita'estranee all'esercizio dell'impresa ai sensi dell'articolo 53, comma 2, deltesto unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La cessione gratuita di tali beni,per importo corrispondente al costo specifico complessivamente non superiorea 2 milioni di lire, sostenuto per la produzione o l'acquisto, si consideraerogazione liberale ai fini del limite di cui all'articolo 65, comma 2, letterac-sexies), del predetto testo unico. 4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 si applicanoa condizione che delle singole cessioni sia data preventiva comunicazione, medianteraccomandata con avviso di ricevimento, al competente ufficio delle entratee che la ONLUS beneficiaria, in apposita dichiarazione da conservare agli attidell'impresa cedente, attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamentei beni in conformita' alle finalita' istituzionali e, a pena di decadenza deibenefici fiscali previsti dal presente decreto, realizzi l'effettivo utilizzodiretto; entro il quindicesimo giorno del mese successivo, il cedente deve annotarenei registri previsti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto ovvero in appositoprospetto, che tiene luogo degli stessi, la qualita' e la quantita' dei beniceduti gratuitamente in ciascun mese. Per le cessioni di beni facilmente deperibilie di modico valore si e' esonerati dall'obbligo della comunicazione preventiva.Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17,comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, possono essere stabilite ulterioricondizioni cui subordinare l'applicazione delle richiamate disposizioni. 5. La deducibilita' dal reddito imponibile delleerogazioni liberali a favore di organizzazioni non governative di cui alla legge26 febbraio 1987, n. 49, prevista dall'articolo 10, comma 1, lettera g), deltesto unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' consentita a condizione che perle medesime erogazioni il soggetto erogante non usufruisca delle detrazionid'imposta di cui all'articolo 13-bis, comma 1, lettera i-bis), del medesimotesto unico. 6. La deducibilita' dal reddito imponibile delleerogazioni liberali previste all'articolo 65, comma 2, lettere a) e b), deltesto unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' consentita a condizione che perle medesime erogazioni liberali il soggetto erogante non usufruisca delle deduzionipreviste dalla lettera c-sexies) del medesimo articolo 65, comma 2. 7. La deducibilita' dal reddito imponibile delleerogazioni liberali previste all'articolo 114, comma 2-bis, lettere a) e b),del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' consentita a condizione che perle medesime erogazioni liberali il soggetto erogante non usufruisca delle detrazionid'imposta previste dal comma 1-bis, del medesimo articolo 114.
Art. 14.
Disposizioni relative all'imposta sul valore aggiunto

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recantela disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nell'articolo 3, terzo comma, primo periodo, relativo alla individuazionedei soggetti beneficiari di operazioni di divulgazione pubblicitaria che nonsono considerate prestazioni di servizi, dopo le parole: "solidarieta'sociale," sono inserite le seguenti: "nonche' delle organizzazioninon lucrative di utilita' sociale (ONLUS),";
b) all'articolo 10, primo comma, relativo alle operazioni esenti dall'imposta,sono apportate le seguenti modificazioni:
1) nel numero 12), dopo le parole: "studio o ricerca scientifica"sono aggiunte, in fine, le seguenti: "e alle ONLUS";
2) nel numero 15), dopo le parole: "effettuate da imprese autorizzate"sono aggiunte, in fine, le seguenti: "e da ONLUS";
3) nel numero 19), dopo le parole: "societa' di mutuo soccorso con personalita'giuridica" sono inserite le seguenti: "e da ONLUS";
4) nel numero 20), dopo le parole: "rese da istituti o scuole riconosciuteda pubbliche amministrazioni" sono inserite le seguenti: "e da ONLUS";
5) nel numero 27-ter), dopo le parole: "o da enti aventi finalita' di assistenzasociale" sono inserite le seguenti: "e da ONLUS";
c) nell'articolo 19-ter, relativo alla detrazione per gli enti non commerciali,nel secondo comma, le parole: "di cui all'articolo 20" sono sostituitedalle seguenti: "di cui agli articoli 20 e 20-bis".
Art. 15.
Certificazione dei corrispettivi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto

1. Fermi restando gli obblighi previsti dal titolo secondo del decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le ONLUS, limitatamente alle operazioniriconducibili alle attivita' istituzionali, non sono soggette all'obbligo dicertificazione dei corrispettivi mediante ricevuta o scontrino fiscale.
Art. 16.
Disposizioni in materia di ritenute alla fonte

1. Sui contributi corrisposti alle ONLUS dagli enti pubblici non si applicala ritenuta di cui all'articolo 28, secondo comma, del decreto del Presidentedella Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 2. Sui redditi di capitale di cui all'articolo41 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, corrisposti alle ONLUS, le ritenutealla fonte sono effettuate a titolo di imposta e non si applica l'articolo 5,comma 1, del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, recante modificazionial regime fiscale degli interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni etitoli similari, pubblici e privati.
Art. 17.
Esenzioni dall'imposta di bollo

1. Nella Tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre1972, n. 642, relativa agli atti, documenti e registri esenti dall'imposta dibollo in modo assoluto, dopo l'articolo 27, e' aggiunto, in fine, il seguente:
"Art. 27-bis - 1. Atti, documenti, istanze, contratti, nonche' copie anchese dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioniposte in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilita' sociale(ONLUS).".
Art. 18.
Esenzioni dalle tasse sulle concessioni governative

1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, recantedisciplina delle tasse sulle concessioni governative, dopo l'articolo 13, e'inserito il seguente:
"Art. 13-bis (Esenzioni). - 1. Gli atti e i provvedimenti concernenti leorganizzazioni non lucrative di utilita' sociale (ONLUS) sono esenti dalle tassesulle concessioni governative.".
Art. 19.
Esenzioni dall'imposta sulle successioni e donazioni

1. Nell'articolo 3, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernentil'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo 31ottobre 1990, n. 346, relativo ai trasferimenti non soggetti all'imposta, dopole parole: "altre finalita' di pubblica utilita'" sono aggiunte, infine, le seguenti: ", nonche' quelli a favore delle organizzazioni nonlucrative di utilita' sociale (ONLUS)".
Art. 20.
Esenzioni dall'imposta sull'incremento di valore degli immobili e dalla relativaimposta sostitutiva

1. Nell'articolo 25, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente dellaRepubblica 26 ottobre 1972, n. 643, recante disciplina dell'imposta sull'incrementodi valore degli immobili, relativo all'esenzione dall'imposta degli incrementidi valore di immobili acquistati a titolo gratuito, dopo le parole: "pubblicautilita'", sono inserite le seguenti: ", nonche' da organizzazioninon lucrative di utilita' sociale (ONLUS)". 2. L'imposta sostitutiva di quella comunale sull'incrementodi valore degli immobili di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto-legge28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997,n. 140, non e' dovuta dalle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale.
Art. 21.
Esenzioni in materia di tributi locali

1. I comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzanopossono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l'esenzione dalpagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti.
Art. 22.
Agevolazioni in materia di imposta di registro

1. Alla tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernentil'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nell'articolo 1, concernente il trattamento degli atti traslativi a titolooneroso della proprieta' di beni immobili e degli atti traslativi o costitutividi diritti reali immobiliari di godimento, dopo il settimo periodo, e' aggiunto,in fine, il seguente: "Se il trasferimento avviene a favore di organizzazionenon lucrativa di utilita' sociale (ONLUS) ove ricorrano le condizioni di cuialla nota II-quater): lire 250.000."; nel medesimo articolo, dopo la notaII-ter), e' aggiunta, in fine, la seguente: "II-quater). A condizione chela ONLUS dichiari nell'atto che intende utilizzare direttamente i beni per losvolgimento della propria attivita' e che realizzi l'effettivo utilizzo direttoentro 2 anni dall'acquisto. In caso di dichiarazione mendace o di mancata effettivautilizzazione per lo svolgimento della propria attivita' e' dovuta l'impostanella misura ordinaria nonche' una sanzione amministrativa pari al 30 per centodella stessa imposta.";
b) dopo l'articolo 11 e' aggiunto, in fine, il seguente: "Art. 11-bis -1. Atti costitutivi e modifiche statutarie concernenti le organizzazioni nonlucrative di utilita' sociale: lire 250.000.".
Art. 23.
Esenzioni dall'imposta sugli spettacoli

1. L'imposta sugli spettacoli non e' dovuta per le attivita' spettacolisticheindicate nella tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 640, svolte occasionalmente dalle ONLUS nonche' dagli entiassociativi di cui all'articolo 111, comma 3, del testo unico delle impostesui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, come modificato dall'articolo 5, comma 1, lettera a), in concomitanzadi celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. 2. L'esenzione spetta a condizione che dell'attivita'richiamata al comma 1 sia data comunicazione, prima dell'inizio di ciascunamanifestazione, all'ufficio accertatore territorialmente competente. Con decretodel Ministro delle finanze, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3,della legge 23 agosto 1988, n. 400, potranno essere stabiliti condizioni e limitiaffinche' l'esercizio delle attivita' di cui al comma 1 possa considerarsi occasionale.
Art. 24.
Agevolazioni per le lotterie, tombole, pesche e banchi di beneficenza

1. Nell'articolo 40, primo comma del regio decreto-legge 19 ottobre 1938, n.1933, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 1939, n. 973, recanteriforma delle leggi sul lotto pubblico, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al numero 1), relativo alla autorizzazione a promuovere lotterie, dopo leparole: "enti morali," sono inserite le seguenti: "organizzazioninon lucrative di utilita' sociale (ONLUS),";
b) al numero 2), relativo alla autorizzazione a promuovere tombole, dopo leparole: "enti morali," e' inserita la seguente: "ONLUS,";
c) al numero 3), relativo alla autorizzazione a promuovere pesche o banchi dibeneficenza, dopo le parole: "enti morali," e' inserita la seguente:"ONLUS,".
Art. 25.
Disposizioni in materia di scritture contabili e obblighi formali delle organizzazioninon lucrative di utilita' sociale

1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopol'articolo 20, e' inserito il seguente:
"Art. 20-bis (Scritture contabili delle organizzazioni non lucrative diutilita' sociale). - 1. Le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale(ONLUS) diverse dalle societa' cooperative, a pena di decadenza di beneficifiscali per esse previsti, devono:
a) in relazione all'attivita' complessivamente svolta, redigere scritture contabilicronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza ed analiticita'le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione, e rappresentare adeguatamentein apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizioannuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della organizzazione,distinguendo le attivita' direttamente connesse da quelle istituzionali, conobbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per unperiodo non inferiore a quello indicato dall'articolo 22;
b) in relazione alle attivita' direttamente connesse tenere le scritture contabilipreviste dalle disposizioni di cui agli articoli 14, 15, 16 e 18; nell'ipotesiin cui l'ammontare annuale dei ricavi non sia superiore a lire 30 milioni, relativamentealle attivita' di prestazione di servizi, ovvero a lire 50 milioni negli altricasi, gli adempimenti contabili possono essere assolti secondo le disposizionidi cui al comma 166 dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
2. Gli obblighi di cui al comma 1, lettera a), si considerano assolti qualorala contabilita' consti del libro giornale e del libro degli inventari, tenutiin conformita' alle disposizioni di cui agli articoli 2216 e 2217 del codicecivile.
3. I soggetti richiamati al comma 1 che nell'esercizio delle attivita' istituzionalie connesse non abbiano conseguito in un anno proventi di ammontare superiorea lire 100 milioni, modificato annualmente secondo le modalita' previste dall'articolo1, comma 3, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, possono tenere per l'annosuccessivo, in luogo delle scritture contabili previste al primo comma, letteraa), il rendiconto delle entrate e delle spese complessive, nei termini e neimodi di cui all'articolo 20.
4. In luogo delle scritture contabili previste al comma 1, lettera a), le organizzazionidi volontariato iscritte nei registri istituiti dalle regioni e dalle provincieautonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 6 della legge 11 agosto1991, n. 266, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensidella legge 26 febbraio 1987, n. 49, possono tenere il rendiconto nei terminie nei modi di cui all'articolo 20.
5. Qualora i proventi superino per due anni consecutivi l'ammontare di due miliardidi lire, modificato annualmente secondo le modalita' previste dall'articolo1, comma 3, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, il bilancio deve recare unarelazione di controllo sottoscritta da uno o piu' revisori iscritti nel registrodei revisori contabili.". 2. Ai soggetti di cui all'articolo 10, comma 9,le disposizioni del comma 1 si applicano limitatamente alle attivita' richiamateallo stesso articolo 10, comma 1, lettera a).
Art. 26.
Norma di rinvio

1. Alle ONLUS si applicano, ove compatibili, le disposizioni relative agli entinon commerciali e, in particolare, le norme di cui agli articoli 2 e 9 del presentedecreto.
Art. 27.
Abuso della denominazione di organizzazione non lucrativa di utilita' sociale

1. L'uso nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazionerivolta al pubblico delle parole "organizzazione non lucrativa di utilita'sociale", ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera,idonee a trarre in inganno e' vietato a soggetti diversi dalle ONLUS.
Art. 28.
Sanzioni e responsabilita' dei rappresentanti legali e degli amministratori

1. Indipendentemente da ogni altra sanzione prevista dalle leggi tributarie:
a) i rappresentanti legali e i membri degli organi amministrativi delle ONLUS,che si avvalgono dei benefici di cui al presente decreto in assenza dei requisitidi cui all'articolo 10, ovvero violano le disposizioni statutarie di cui allelettere c) e d) del comma 1 del medesimo articolo sono puniti con la sanzioneamministrativa da lire 2 milioni a lire 12 milioni;
b) i soggetti di cui alla lettera a) sono puniti con la sanzione amministrativada lire 200 mila a lire 2 milioni qualora omettono di inviare le comunicazionipreviste all'articolo 11, comma 1;
c) chiunque contravviene al disposto dell'articolo 27, e' punito con la sanzioneamministrativa da lire 600 mila a lire 6 milioni. 2. Le sanzioni previste dal comma 1 sono irrogate,ai sensi dell'articolo 54, primo e secondo comma, del decreto del Presidentedella Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dall'ufficio delle entrate nel cuiambito territoriale si trova il domicilio fiscale della ONLUS. 3. I rappresentanti legali ed i membri degli organiamministrativi delle organizzazioni che hanno indebitamente fruito dei beneficiprevisti dal presente decreto legislativo, conseguendo o consentendo a terziindebiti risparmi d'imposta, sono obbligati in solido con il soggetto passivoo con il soggetto inadempiente delle imposte dovute, delle relative sanzionie degli interessi maturati.
Art. 29.
Titoli di solidarieta'

1. Per l'emissione di titoli da denominarsi "di solidarieta'" e' riconosciutacome costo fiscalmente deducibile dal reddito d'impresa la differenza tra iltasso effettivamente praticato ed il tasso di riferimento determinato con decretodel Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro delle finanze, purche'i fondi raccolti, oggetto di gestione separata, siano destinati a finanziamentodelle ONLUS. 2. Con lo stesso decreto di cui al comma 1 sonostabiliti i soggetti abilitati all'emissione dei predetti titoli, le condizioni,i limiti, compresi quelli massimi relativi ai tassi effettivamente praticatie ogni altra disposizione necessaria per l'attuazione del presente articolo.
Art. 30.
Entrata in vigore

1. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore il 1° gennaio1998 e, relativamente alle imposte sui redditi, si applicano a decorrere dalperiodo d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1997.

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