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(3 maggio 2006) RAPPORTO UNICEF SULLA DENUTRIZIONE INFANTILE: 'Progress for Children: a Report Card on Nutrition'.

PiĆ¹ di un quarto di tutti i bambini sotto i 5 anni dei Paesi in via di sviluppo sono sottopeso, molti a un punto tale da metterne a rischio la sopravvivenza, avverte un rapporto presentato dall'UNICEF. Le carenze nutrizionali continuano a pesare come un'e

RAPPORTOUNICEF SULLA DENUTRIZIONE INFANTILE

" Progress for Children: a Report Card on Nutrition
"
 3 maggio 2006 Unicef


Il rapporto dell'UNICEF "Progress for Children: a Report Cardon Nutrition" sostiene che la percentuale di bambini sotto i5 anni che sono sotto peso è diminuita solo lievemente dal 1990,una prova che il mondo non sta mantenendo gli impegni presi per l'infanzia. "La mancanza diprogressi nella lotta alla denutrizione sta provocando gravi danni tantoai bambini quanto alle nazioni", ha affermato il Direttore generaledell'UNICEF Ann Veneman, intervenendo a un anno dal suo incaricoa capo del Fondo mondiale dell'ONU per l'infanzia: "Pochi fattorihanno un impatto maggiore della nutrizione sulle possibilità diun bambino di sopravvivere, imparare con profitto e sfuggire a una vitadi povertà".


Malnutrizione, ostacolo allo sviluppo


Il rapporto descrive i progressi ottenuti a livello nazionale e regionaleper il conseguimento del primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio:debellare la povertà estrema e la fame entro il 2015. Raggiungerequesto obiettivo significa dimezzare la percentuale di bambini che sonosottopeso per la loro età, il segno più visibile di denutrizione.Ma le tendenze attuali indicano che il mondo è ancora fuori rotta. Sebbene vi siano stati progressiin alcune nazioni, le medie per la denutrizione dei paesi in via di svilupposono diminuite di appena 5 punti percentuali negli ultimi 15 anni. Oggiil 27% dei bambini nei paesi in via di sviluppo sono sottopeso:oltre 146 milioni di bambini. Quasi i tre quarti dei bambini sottopesovivono in appena 10 paesi, e la metà di loro in 3 soli paesi: Bangladesh,India e Pakistan.

Questi dati rappresentano solo la punta dell'iceberg. "Per ognibambino visibilmente denutrito, ve ne sono molti altri che combattonouna crisi nutrizionale nascosta", ha affermato il Direttore Generaledell'UNICEF: "Molti hanno gravi carenze di vitamine e mineralifondamentali, quali iodio, vitamina A e ferro". Le carenzedi vitamine e minerali possono non essere riscontrabili a prima vista,ma le loro conseguenze sono ben visibili su scala mondiale. Tali componentinutrizionali di base sono essenziali per lo sviluppo fisico e cognitivodel bambino: senza il loro apporto, il bambino diviene facile preda dimalattie comuni e incapace di riuscire con successo nella scuola. Solo per dare un esempio,la carenza di iodio nella dieta alimentare familiare lascia ogni anno37 milioni di nuovi nati esposti a disabilità dell'apprendimento,mentre la carenza di ferro è tra le principali cause di mortalitàmaterna. Eliminare tali carenze può cambiare la sorte di un'interanazione, afferma il rapporto UNICEF. Una buona alimentazione èfondamentale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio,dall'eliminazione della povertà alla garanzia del diritto all'istruzione,dalla riduzione della mortalità materna alla lotta contro le principalimalattie infantili.


I progressi conseguiti su scala regionale


Il rapporto indica che solo due aree al mondo sono sulla rottagiusta per raggiungere l'Obiettivo di sviluppo del millennio relativoalla riduzione della denutrizione infantile: America Latina e Caraibie Asia orientale e Pacifico, dove i tassi di bambini sottopeso siattestano, rispettivamente, al 7 e 15%.

I progressi registrati in Asia orientale sono da attribuire al grandebalzo in avanti compiuto dalla Cina nella riduzione dei tassi di bambinisottopeso, scesi in media di circa il 6,7% dal 1990. Nella stessa arearegionale molti altri paesi restano però indietro. In Asia meridionale, Bangladesh,India e Pakistan registrano oltre la metà di tutti i bambini sottopesoal mondo: circa il 47% della popolazione sotto i 5 anni dell'India èsottopeso, abbassando di conseguenza la media regionale. L'area dell'Africa meridionalee orientale, sconvolta dalle carestie, non ha compiuto progressidegni di nota nel conseguimento dell'Obiettivo di Sviluppo del Millennioper la riduzione della denutrizione infantile, con una percentuale complessivaferma al 29%. Nonostante alcuni risultati positivi, soprattutto in Botswana,molti paesi restano alle prese con gli effetti di crisi alimentari dovutea siccità ricorrenti e dell'aumento dell'HIV/AIDS.

In Africa centrale e occidentale le cose vanno meglio, inparte per l'impegno di alcuni paesi nella promozione dell'allattamentoesclusivo al seno e nell'assistenza sanitaria di base erogata a livellodi comunità locali, grazie al sostegno del Programma acceleratoper la sopravvivenza e lo sviluppo dell'infanzia promosso dall'UNICEFnella regione. I tassi di denutrizionenei grandi Stati di Medio oriente e Nord Africa hanno provocatoun regresso delle medie regionali. Iraq, Sudan e Yemen mostranoun aumento della percentuale di bambini sottopeso, a causa principalmentedei conflitti in corso. L'area dell'Europa centro-orientalee della Comunità degli Stati Indipendenti registra i piùbassi tassi di bambini sottopeso, che si attestano appena al 5%. Main tale contesto, come nei paesi industrializzati, si registrano grandidisparità: il sottopeso alla nascita è più comunetra i poveri e le minoranze etniche; in alcuni paesi, al contrario, l'obesitàinfantile è ormai un problema grave.


Le soluzioni: non solo cibo

Poiché le cause della denutrizione risiedono nella povertà,nella mancanza d'istruzione e nelle disuguaglianze, l'azione di contrastorichiederà più che la semplice distribuzione di cibo,secondo quanto emerge dal rapporto UNICEF Progress for Children. Pratichealimentari inadeguate e i ripetuti attacchi di malattie come diarrea emalaria sono tra i principali fattori che deprivano i bambini di sostanzenutritive essenziali.

Inoltre, nell'Africa sub-sahariana l'HIV/AIDS sta sottraendo amilioni di bambini il sostegno di cui hanno bisogno per essere nutritie accuditi. L'UNICEF ha lanciato una campagna globale, "Unitiper i bambini, uniti contro l'AIDS", per mobilitare maggioriaiuti, cure e sostegno ai bambini colpiti dalla pandemia. Le soluzioni possonoessere tanto semplici quanto una capsula di vitamina A del costo di pochicentesimi somministrata durante le vaccinazioni, una misura che permetteoggi di salvare circa 350.000 vite l'anno, rafforzando il sistema immunitariodei bambini. L'arricchimento degli alimenti di base con sostanze nutritivefondamentali quali iodio e ferro si è dimostrato efficace per proteggeremilioni di bambini da danni e ritardi allo sviluppo. Il rapporto dell'UNICEFsottolinea l'urgenza di una "rete di protezione" nutrizionaleche ogni giorno garantisca ai bambini l'accesso a tali servizi d'integrazionealimentare. Ciò significa rendere la nutrizione infantile una componentecentrale delle politiche e dei bilanci nazionali, garantendo alle famigliemigliori informazioni sull'alimentazione e maggiori risorse, e programmandole risposte alle crisi alimentari. Il rapporto evidenzia inoltrel'importanza dei primi due anni di vita, periodo cruciale in cuisi possono salvaguardare le potenzialità future del bambino. Losviluppo fisico e cognitivo del bambino può essere irreparabilmentecompromesso dagli effetti di un'alimentazione inadeguata in questa fasedella crescita.

Una gravidanza sana, durante la quale la donna goda di un'alimentazioneadeguata, è un primo passo fondamentale; la promozione dell'allattamentoesclusivo al seno è il più potente strumento per garantireal bambino la possibilità di crescere sano durante la prima infanzia. Un approccio comuneai problemi della denutrizione è egualmente essenziale, soprattuttoper ciò che riguarda l'aiuto ai bambini più poveri. Il Direttoregenerale dell'UNICEF ha appena assunto l'incarico di presiedere il Comitatopermanente dell'ONU per la nutrizione e, insieme al Programma AlimentareMondiale (PAM/WFP), l'UNICEF è alla guida della nuova iniziativa"Debellare la fame e la denutrizione infantile", diretta a crearei presupposti per il raggiungimento dell'Obiettivo di sviluppo del millenniosulla nutrizione entro il 2015.

La nutrizione è anche una componente essenziale della partnershippromossa dall'UNICEF per la salute materna, neonatale e infantile, direttaad accelerare i progressi verso il raggiungimento dell'Obiettivo di Sviluppodel Millennio per la riduzione della mortalità infantile.
SezioneUnicef sulla nutrizione infantile
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