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(12 maggio 2006) SECONDO RAPPORTO MONDIALE DELL'ILO SUL LAVORO MINORILE 'PORRE FINE AL LAVORO MINORILE OGGI È POSSIBILE'.

Secondo il nuovo rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), per la prima volta, si registra una netta riduzione del lavoro minorile nel mondo, specie le sue forme peggiori, che - si dice - potrebbe essere eliminate nel giro di dieci ann

SECONDO RAPPORTO MONDIALE DELL'ILO SUL LAVORO MINORILE

«PORRE FINE AL LAVORO MINORILE OGGI È POSSIBILE »  12 maggio 2006 ILOOrganizzazione Internazionale del Lavoro


Secondo il nuovo rapportopubblicato oggi dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), perla prima volta, si registra una netta riduzione del lavoro minorile nelmondo, specie le sue forme peggiori. Il rapporto dell'ILO, intitolatoThe end of child labour: Within reach (« Porre fine al lavorominorile oggi è possibile »), sottolinea che, se l'attualetendenza continuerà e non verrà meno la mobilitazione mondialeper l'abolizione del lavoro minorile, il fenomeno nelle sue forme peggioripotrebbe essere eliminato entro dieci anni. «Porre fine allavoro minorile oggi è possibile », afferma Juan Somavia,Direttore Generale dell'ILO. « Nonostante la lotta contro illavoro minorile resti una sfida difficile, siamo nella giusta direzione.Possiamo eliminare le sue forme peggiori entro dieci anni senza perderedi vista l'obiettivo ultimo di porre fine ad ogni forma di lavoro minorile». Il nuovo rapporto sostieneche tra il 2000 ed il 2004, a livello mondiale, il numero di lavoratoriminorenni è sceso dell'11%, da 246 milioni a 218 milioni. Ma la diminuzione piùimportante si registra nei lavori pericolosi, con un calo generaledel 26% nella fascia di età 5-17 anni, con 126 milioni di lavoratoriminorenni nel 2004 invece di 171 milioni secondo le stime precedenti.Per la fascia di età 5-14 anni, la diminuzione nei lavori pericolosiraggiunge anche il 33%. Quattro anni fa, l'ILO hapubblicato il rapporto più completo ed aggiornato sul lavoro minorilenel mondo. Applicando la stessa metodologia statistica utilizzata in talerapporto, l'ILO registra da allora una considerevole riduzione del lavorominorile. Il nuovo rapporto attribuisceil merito di tali risultati ad un maggior impegno politico, aduna maggiore consapevolezza e ad un'azione concreta, specialmente perquanto riguarda la riduzione della povertà e l'istruzione per tuttiche hanno portato ad un « movimento mondiale contro il lavoro minorile». Attraverso il Programma internazionale per l'eliminazionedel lavoro minorile (IPEC), l'ILO sostiene la costruzione di capacitànazionali per fronteggiare il lavoro minorile e fornisce consigli perdeterminare linee politiche. Inoltre, durante lo scorso decennio, il Programmaha raggiunto direttamente circa 5 milioni di minori. Tali iniziative hannogiocato un importante ruolo catalizzatore nel suscitare nuove azioni enel fornire gli strumenti per eliminare il lavoro minorile. Durante i cinque anni scorsi,l'IPEC ha sostenuto numerosi paesi nel predisporre misure a tempo definitoper eliminare le peggiori forme di lavoro minorile. Il rapporto richiamatutti gli Stati membri che non si sono ancora adeguati ad adottare piania tempo definito entro il 2008. Secondo il rapporto, oltre 30 Stati membridell'ILO hanno già stabilito obiettivi a tempo definito per l'abolizionedefinitiva delle peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 o ancheentro una data più ravvicinata. Nonostante i considerevoliprogressi nella lotta contro il lavoro minorile, il rapporto mette inevidenza anche importanti sfide, specialmente nel settore dell'agricolturanel quale sono impegnati 7 lavoratori minorenni su 10. Altre sfide riguardanol'impatto dell'AIDS/HIV sul lavoro minorile ed il collegamento tra l'occupazionegiovanile e il problema del lavoro minorile. Il rapporto lancia un appelloper azioni nazionali più incisive, coinvolgendo governi ed organizzazioniimprenditoriali e sindacali — i costituenti che compongono la strutturatripartita dell'ILO. L'ILO inoltre promuove il rafforzamento del movimentomondiale affinché il lavoro minorile diventi una realtàdel passato. In aggiunta — afferma il rapporto — raggiungere gli Obiettividi sviluppo del millennio (MDG) entro il 2015 favorrirebbe senz'altrola definitiva abolizione del lavoro minorile.


Tendenze regionali

Secondo ilrapporto, l'America Latina ed i Caraibi spiccano in termini di rapidariduzione del lavoro minorile. Il numero dei lavoratori minorenninella regione è sceso di 2/3 durante gli ultimi quattro anni, conappena il 5% di minori di età compresa tra i 5-14 anni ancora coinvoltinel lavoro minorile. Il rapporto indica il Brasile come esempio di comeun paese può condurre efficacemente la lotta al lavoro minorile.Dal 1992 al 2004, il tasso d'attività è sceso del 61% nellafascia di età 5-9 anni e del 36% nella fascia di età 10-17anni. Un altro paese che ha registrato una considerevole riduzione dellavoro minorile è il Messico. Poiché la metà deiminori in America Latina vive in Messico o in Brasile, tali diminuzionisono molto significative e attestano la tendenza generale ad una diminuzionegenerale. Anche l'Asia ed il Pacificoregistrano una riduzione del numero di minori economicamente attivi.Tuttavia, dal momento che è diminuito l'insieme della popolazioneinfantile, la diminuzione percentuale del lavoro minorile è menosignificativa. Secondo stime dell'ILO, la regione continua ad avere ilpiù alto numero di lavoratori minorenni nella fascia di età5-14 anni: circa 122 milioni. Secondo il rapporto, l'Asia rappresentail primo esempio di come l'impegno politico per ridurre la povertàe garantire l'istruzione per tutti contribuisca all'eliminazione del lavorominorile. Tuttavia, in tutto il mondo, i progressi non sono uguali. Con il 26% — circa 50 milionidi lavoratori minorenni — l'Africa Sub-Sahariana è la regionenel mondo con la più alta incidenza di minori economicamente attivi.Secondo il rapporto globale, la concomitanza di un'alta crescita dellapopolazione, dell'aumento della povertà e dell'epidemia dell'AIDS/HIVhanno ostacolato i progressi nella lotta al lavoro minorile. Comunque,i segni di progresso sono evidenti. Ad esempio le iscrizioni alla scuolaelementare nella regione sono aumentate del 38% tra il 1990 ed il 2000.Il rapporto ricorda anche il movimento internazionale senza precedentiche ha posto le priorità del continente africano al centro dell'attenzionemondiale, aprendo nuove opportunità per la lotta al lavoro minorile. Secondo Juan Somavia, «Nel XXI secolo, non dovrebbero più esistere minori maltrattati,sfruttamenti o esposti a lavori pericolosi. A nessuno di loro dovrebbeessere negato l'accesso all'istruzione. Nessun minore dovrebbe ridursia schiavitù per sopravvivere. Portiamo avanti il movimento internazionale.Portiamo a termine la lotta per i diritti di tutti i minori alla loroinfanzia ». Il Programma internazionaleper l'eliminazione del lavoro minorile (IPEC) è il principaleprogramma internazionale per l'eliminazione del lavoro minorile come pureil più importante programma di questo tipo all'interno dell'ILO.Dall'avvio nel 1992, l'IPEC ha speso per le sue attività circa350 milioni di dollari, con una spesa annuale di circa 50-60 milioni didollari. Oltre ai costituenti tripartiti dell'ILO (governi, organizzazioniimprenditoriali e sindacali), l'IPEC collabora anche con altri partners,tra cui: diverse agenzie internazionali e governative, organizzazionisindacali ed imprenditoriali, compagnie private, organizzazioni a livellodelle comunità, ONG, media, parlamentari, magistratura, università,gruppi religiosi, ed ovviamente minori e loro famiglie. L'azione a livellonazionale e comunitario è determinante per il successo del programmaIPEC. Attraverso autorità locali e municipali, l'IPEC riesce araggiungere i minori nell'economia informale e nelle attività economichepiccole o medie nei quali è attiva la stragrande maggioranza deiminori, come anche promuovere approcci integrati per portare i minoridai posti di lavoro alle aule scolastiche.


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