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(15 maggio 2006) Ambiente Italia 2006.

Presentata la XVII edizione del rapporto annuale di Legambiente sulla qualità ambientale in Italia. Un check-up dalle rinnovabili ai trasporti, dall'abusivismo alle aree protette fino all'agricoltura biologica. E per mettere l'ambiente al centro delle pol

AmbienteItalia 2006  15 maggio 2006 Legambiente
- Siamo il Paese europeo, tra i 15 membri storici dell'Unione, con lapiù alta mobilità di passeggeri su strada (15400km/ab/anno: +60% sulla Germania, +31% sulla media Ue), e a parte il Lussemburgoquello con la maggiore "dotazione” pro-capite di automobili (58 auto per100 abitanti, la media Ue è di 48). Nel 2004 (ultimi dati disponibili)il 78% delle città italiane ha superato i limiti fissati dall'Europaper l'inquinamento da polveri sottili (in Europa il 53,5%).

- Nel 2004, per la prima volta da sempre, siamo scesi sotto la media europeaper quanto riguarda l'intensità energetica, cioè il consumodi energia per unità di Pil (192,6 Kep/1000 euro 1995 controuna media europea di 190,8), e negli ultimi dieci anni " caso anche questounico nell'Unione europea " i nostri consumi energetici sono cresciutipraticamente allo stesso ritmo del Prodotto interno lordo (13% contro14%). Nel solare termico e nel solare fotovoltaico l'Italia è quasiall'anno zero: 8 mq/1000 abitanti di pannelli per il solare termico (lamedia dell'Unione europea a 15 è di 34) e 0,52 watt/abitante dipotenza fotovoltaica installata (2,2 la media europea); anche per effettodi questa arretratezza nei trend di sviluppo del solare, il carbone dopoanni torna sorpassare l'idroelettrico e tutte le rinnovabili nel contributoalla produzione energetica. Le nostre emissioni di anidride carbonica(il principale gas a effetto serra) sono cresciute dal 1990 ad oggi dioltre l'11%, mentre in base al Protocollo di Kyoto dovrebbero ridursidel 6,5% entro il 2012 e in Europa sono diminuite dell'1,7%.

- Il 45% delle acque di scarico sono fuorilegge (in Europa la percentualescende al 25%), e quasi il 30% delle acque interne non è balenabile(in Europa solo il 7%).

- Galoppa l'abusivismo edilizio (140 mila edifici fuorilegge costruitidal 2001 al 2005) e più del 30% delle coste italiane sono colpiteda fenomeni di erosione (il Europa sono il 20%).

Questi alcuni dei dati meno positivi di "Ambiente Italia 2006”, il rapportoannuale di Legambiente presentato l'11 maggio scorso a Roma dal presidente nazionaleRoberto Della Seta, dal presidente onorario Ermete Realacci, dal direttoregenerale Francesco Ferrante e dal curatore Duccio Bianchi.

Fortunatamente, tra i tanti numeri raccolti da "Ambiente Italia 2006”ce ne sono anche di incoraggianti.

- Circa il 15% del territorio nazionale è in aree protette (parchi,riserve, zone tutelate in base a direttive europee), contro il 12% dell'Europadei 15;

- oltre il 6% della superficie agricola è coltivata secondo metodibiologici (quasi il doppio della media europea), siamo il Paese conil numero più alto di prodotti tipici a marchio europeo Dop e Igp(145 su un totale di 678) e ben 353 vini Doc e Docg;

- crescono fortemente anche le certificazioni Iso e Emase i prodotti con marchio europeo Ecolabel.

"Dalla lettura del Rapporto di Legambiente " afferma RobertoDella Seta " si conferma che l'Italia è un Paese in difficoltàma non immobile. E molti dati dimostrano che per crescere e riuscire acompetere è importante valorizzare le risorse territoriali, cioèl'intreccio di natura, cultura, coesione sociale, capacità d'innovazioneche è la più preziosa materia prima di quella che ErmeteRealacci ha chiamato ‘soft economy' e anche uno dei motori del ‘made-in-Italy'”. ECCO LE 10 PROPOSTE DILEGAMBIENTE AL NUOVO GOVERNO "Ambiente Italia 2006” nonsi limita a proporre un bilancio della situazione ad oggi, guarda ancheal futuro e in particolare rivolge al futuro governo Prodi dieci proposted'interventi immediatamente cantierabili per mettere l'ambiente al centrodelle politiche contro il declino.
1. Energie pulite. Programmare un piano di incentivi che spingala diffusione del solare, dell'eolico e delle altre fonti a emissionezero, sul modello del "conto energia” adottato in Spagna e Germania. Riprodurresu scala nazionale la misura introdotta dal Comune di Roma che rende obbligatoriauna quota minima di solare termico e fotovoltaico su tutti i nuovi edificiad uso residenziale, terziario e industriale.
2. Efficienza energetica, edilizia, gas. Avviare una politica dallato della domanda, per frenare l'aumento dei consumi energetici. Dareeffettiva applicazione alle nuove norme sulla certificazione di efficienzaenergetica degli edifici. Varare programmi di sostegno all'innovazionetecnologica nell'edilizia. E puntare sul gas come fonte fossile di transizione,anche realizzando alcuni impianti di rigassificazione.
3. Riformare la legge Delega e la legge Obiettivo. Nel primo caso,ristabilire le indicazioni contenute nella legge 183/1989 in materia didifesa del suolo, nel decreto Ronchi (22/1997) sui rifiuti, nella leggeGalli 152/1998 sulle acque. Semplificare e rendere coerente il quadronormativo recependo i principi ispiratori della più avanzata legislazioneambientale ("Chi inquina paga”, responsabilità estesa, precauzione,partecipazione responsabile). Per quanto riguarda la legge Obiettivo,ricondurre tutti i progetti di nuove infrastrutture dentro procedure trasparentie democratiche di valutazione dell'utilità e dell'impatto ambientale,e riprogrammare le priorità privilegiando gli investimenti neltrasporto su ferro, nel cabotaggio, sul potenziamento e la modernizzazionedei nodi metropolitani e locali (che assorbono l'80% degli spostamenti).
4. Combattere le ecomafie. Inserire nel Codice penale i delitticontro l'ambiente con sanzioni adeguate alla gravità del reato,e rendere più spedite e certe le procedure in materia di repressionedegli abusi edilizi.
5. Mobilità urbana. Sostenere il necessario sforzo dei Comuniper rendere più forte, moderno ed efficiente il trasporto collettivo,in particolare su ferro (negli ultimi anni i trasferimenti a regioni edenti locali per questa "posta” sono sensibilmente diminuiti).
6. PiccolaGrandeItalia. Realizzare un sistema integrato di finanziamenti,incentivi, defiscalizzazioni e semplificazioni burocratico-amministrativeper rilanciare il ruolo dei quasi 6 mila piccoli comuni, protagonistiindispensabili di un cammino di sviluppo solido e sostenibile.
7. Bonificare i siti inquinati. Servono risorse ma soprattuttomodifiche normative per consentire la bonifica dei siti individuati nelProgramma nazionale di bonifica del 1998, in una logica che coniughi ilrisanamento ambientale con l'avvio di nuove attività ad basso impattoambientale e ad al alto tasso d'innovazione.
8. Valorizzare il patrimonio forestale. Occorrono forti politicheper la tutela di boschi e foreste, presìdi decisivi contro il dissestoidrogeologico: in particolare, bisogna favorire l'uso delle biomasse vegetaliper produrre energia pulita e promuovere la certificazione forestale,passaggi utili anche rispetto agli obiettivi di Kyoto.
9. Tutelare i fiumi. Estendere la pianificazione di bacino e laconcertazione tecnico-istituzionale tra Stato e Regioni, attuare serie radicali interventi di delocalizzazione degli edifici e delle attivitàpresenti nelle aree a rischio di esondazione, promuovere interventi dirinaturalizzazione degli alvei e delle aree golenali.
10. Investire nella ricerca e nell'innovazione per l'ambiente. Favorirela ricerca in campo ambientale e l'innovazione tecnologica di processoe di prodotto orientata a rendere più sostenibili produzioni econsumi; incentivare i prodotti e i servizi "ad alto valore aggiunto ecologico”,cominciando dagli acquisti delle pubbliche amministrazioni. Ufficio stampa 06.86268355-79-99 "Ambiente Italia 2006”:Edizioni Ambiente, 247 pagine, 16 euro.
Il rapporto è già disponibile in libreria. Da oggi èinoltre attivo il sito www.osservatorioambienteitalia.itcon tutti i numeri del Rapporto e con molti altri dati, che verràaggiornato in tempo reale.

La produzione di "Ambiente Italia 2006” è ad impatto zero sul clima:grazie al progetto Azzero CO2, di cui Legambiente è partner, leemissioni prodotte (carta, stampa, spedizione delle copie, ecc.) sarannoinfatti neutralizzate finanziando progetti internazionali legati allefonti energetiche rinnovabili. www.legambiente.com


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