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(29 maggio 2006) "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia".

Aumentano i bambini che vivono in condizioni di povertà. A rischio di sfruttamento, devianza, disagio sia minori italiani che stranieri. L'Italia è al secondo posto in Italia per minori poveri. Secondo Rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio della Conv


"I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia"

Secondo Rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio della Convenzionesui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Italia

 29 maggio 2006 Savethe Children Italia Iltesto del rapporto
"I bambini che chiedono soldi ai semafori o alcuni drammatici fattidi cronaca che documentano violenze, abusi e gravi mancanze e negligenzeai danni di minori, sono solo la manifestazione più visibile ditendenze strutturali che rileviamo e che ci preoccupano”. E' il commentodi Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo di Lavoro sulla CRC(Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e Adolescenza) e responsabiledell'Area Diritti di Save the Children Italia, nel presentare i "Idiritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia”- Secondo Rapportodi Aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui Diritti dell'Infanziae dell'Adolescenza in Italia. Una pubblicazione resa nota alla vigiliadel 15° anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui Dirittidell'Infanzia e dell'Adolescenza da parte dell'Italia (27 maggio 1991),e realizzata dal Gruppo di Lavoro per la CRC" una rete di 45 organizzazioni del terzo settore coordinate da Save theChildren Italia. Scopo del rapporto, l'esame di quello che il nostro paesesta facendo per tutelare i diritti dei minori e dare attuazione alle Raccomandazioniche il Comitato Onu sui Diritti dell' Infanzia ci ha rivolto nel 2003.I dossier che annualmente il Gruppo di lavoro redige confluiranno in unRapporto Supplementare a quello che il governo italiano è tenutoa presentare alle Nazioni Unite nel 2008. "Il rapporto prende inesame moltissime questioni relative all'infanzia: le misure di attuazionedella Convenzione in Italia, i servizi sanitari e di assistenza all'infanzia,l'educazione, il gioco, le attività culturali, le misure di tuteladei minori”, prosegue Arianna Saulini. "In questo quadro generaleabbiamo rilevato alcune tendenze che richiedono massima attenzione e tempestivitàdi intervento. In particolare siamo preoccupati per la riduzione in povertàdi molti bambini insieme alle loro famiglie e dall'aumento di fenomenidi sfruttamento legati alle condizioni di disagio sociale, emarginazionee solitudine in cui si trovano molti minori sia stranieri che italiani”. La povertà minorile:quanto conta il "benessere” materno
Il Rapporto"I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia” conferma,per esempio, la preoccupante crescita della povertà minorile. Stimerecenti valutano in 17 milioni i bambini in stato di povertàin Europa, con l'Italia al secondo posto per minori poveri.
Secondo il Rapporto del Centro di Ricerca Innocenti dell'UNICEF il 16,3%dei bambini nel nostro paese vive al di sotto della soglia nazionale dellapovertà.
"La riduzione in povertà di un più ampio numero di bambiniè preoccupante e va ricollegata, tra l'altro, alle condizioni economico-socialidelle mamme”, si legge nel Rapporto, "in particolare al loro statusdi occupate o disoccupate. L'Ocse, l'organizzazione per la cooperazionee lo sviluppo economico ha infatti dimostrato una relazione inversamenteproporzionale tra tasso di occupazione femminile e tasso di povertàtra i bambini ”. Tenendo presente che l'Istatha segnalato nel quarto trimestre 2005 una diminuzione del tasso dioccupazione femminile (nella popolazione in età compresa trai 15 e 64 anni) di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periododell'anno precedente, "possiamo ipotizzare che le probabilitàper un bambino italiano di vivere in condizioni di povertà sianorisultate, nel 2005, superiori a quelle del 2004”. I minori migranti: ungruppo a rischio
"Un'altra fascia di bambini e ragazzi particolarmente vulnerabile èquella dei minori migranti”, spiega ancora la Coordinatrice del Gruppodi Lavoro per la CRC. "Il quadro che emerge dal Rapporto è quellodi un gruppo ancora insufficientemente tutelato sin dall' arrivo allenostre frontiere, dove approdano anche ragazzi provenienti da paesi inguerra, magari ex bambini soldato. Una volta entrati in Italia, la difficoltàdi accedere a programmi di integrazione e successivamente di avere unpermesso di soggiorno mette i minori migranti in una condizione di solitudine,di debolezza e quindi a rischio di cadere vittime di fenomeni di sfruttamentosia sessuale che lavorativo e di devianza”.
Sono quasi 6.500 i minori stranieri non accompagnati in Italia(al 30 dicembre 2005), secondo i dati del Comitato minori stranieri. Provengonoper lo più da Romania, Marocco, Albania. Di questi minori, semprepiù numerosi (l'Italia è insieme alla Spagna il paese europeocon il più alto numero), "una percentuale rilevante èin Italia senza un regolare titolo di soggiorno, nonostante non possanoessere espulsi e abbiano dunque diritto al rilascio di un permesso disoggiorno. Inoltre moltissimi di questi minori”, si legge nel Rapporto,"si allontanano immediatamente dalle comunità di accoglienzain cui vengono inseriti, tornando a vivere in condizioni assolutamenteinadeguate: in case o fabbriche abbandonate o per strada. Non vanno ascuola, non accedono all'assistenza sanitaria e sono dunque esposti avarie forme di sfruttamento e devianza”. La prostituzione minorile,tra sfruttamento e disagio sociale
"La diffusione della prostituzione minorile, a volte collegata allatratta dei minori, è una delle facce della scarsa tutelae solitudine dei minori stranieri, benché il fenomeno coinvolgaanche molti minori italiani”, fa notare ancora Arianna Saulini. "All'internodel fenomeno della prostituzione merita una particolare attenzione quellamaschile straniera tanto poco conosciuta quanto diffusa. E' importantesapere, per esempio”, prosegue la coordinatrice del Gruppo"chetra i minori che si prostituiscono molti sono rumeni rom, una minoranzaetnica particolarmente vulnerabile. Per questi ragazzi, spesso, la decisionedi prostituirsi non è frutto della coercizione anche se resta elevatoil rischio e anche i casi di sfruttamento, così come è ricorrenteil coinvolgimento di questi minori in attività illegali”. Laprostituzione minorile italiana invece "riguarda, per lo più,bambini e ragazzi italiani che, a causa di condizioni socio-economichedisagiate, trovano, in modo coatto o autonomo, nella prostituzione, spessoin casa, a volte anche in strada, un importante supporto economico persé o per il proprio nucleo familiare”, si legge nel Rapportodel Gruppo di Lavoro. "Oppure rappresenta un mezzo per procurarsi sostanzepsicotrope o una fonte di denaro per soddisfare bisogni non primari”. Le statistiche sui minori:i numeri mancanti
Ma quanti sono i minori che si prostituiscono, quanti sono vittime ditratta, quanti i bambini che subiscono violenza e abuso, quanti i minorinegli istituti o appartenenti a minoranze etniche?
"E' inaudito che su alcune questioni molto serie relative alle condizionidell'infanzia in Italia, manchino da anni dati ufficiali”, sottolineaancora Arianna Saulini. "Ad oggi non conosciamo il numero di bambinie bambine che vivono fuori della famiglia”, elenca, "non sono stateistituite anagrafi regionali sul numero di minori in strutture residenzialicome istituti e case-famiglia e non è operativa la banca dati deiminori dichiarati adottabili e degli aspiranti genitori adottivi. Mancanodati ufficiali sui minori Rom”, prosegue. "Non è possibilestimare il numero di minori vittime di tratta dato che gli unici datidisponibili sono quelli relativi al rilascio dei permessi di soggiornoper protezione sociale e ancora incomplete sono le statistiche sull'abusoa danno di minori”. Le Raccomandazioni delGruppo di Lavoro
"E' evidente che i passi da compiere per garantire adeguata tutelaai minori presenti in Italia siano ancora molti, a partire da un'esaustivaconoscenza dei loro bisogni e dei problemi che li riguardano”, commentaArianna Saulini. "Alla luce di ciò il Rapporto del Gruppo diLavoro vuole essere uno strumento utile e costruttivo. Oltre quindi arilevare le eventuali carenze nelle politiche, nelle leggi e nelle azionimesse in atto dal nostro paese in favore dell'infanzia”, precisa,"offre tutta una serie di raccomandazioni e indicazioni su cosa fare.Per esempio, ci auguriamo che il nuovo Governo provveda quanto prima all'istituzionedel Garante nazionale indipendente per l'infanzia. Rafforzi e implementiil meccanismo per la raccolta e l'analisi dei dati disaggregati sui minori.Provveda all'adeguata accoglienza dei minori stranieri in Italia regolamentandola materia relativa al rilascio del permesso di soggiorno, al dirittoal lavoro, al diritto alla protezione all'arrivo in frontiera. Auspichiamoche sia finalmente approvata una legge sul diritto all'asilo. Che grazieall'azione congiunta di istituzioni e ong di settore, si avviino misureper il supporto ai minori vittime di tratta e di varie forme di sfruttamento,da quello sessuale, a quello lavorativo. Come Gruppo di Lavoro”, concludeArianna Saulini, "continueremo nella nostra attività di monitoraggioe di attenta osservazione di quanto il nostro paese sta facendo e faràper tutelare i diritti dei bambini presenti in Italia”.
Per ulteriori informazioni:

Emanuela Salvatori
Ufficio stampa Save the Children Italia
Tel: 06.48.07.0023;
press@savethechildren.it www.savethechildren.it

Il Gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia edell'Adolescenza

E' attualmente costituito dalle seguenti 45 organizzazioni delterzo settore: Agedo - Associazione Genitori di Omosessuali " Onlus,AiBi Associazione Amici dei bambini, Amnesty International Sezione italiana,ANFAA Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, Arché,Arciragazzi, Associazioni Bambinisenzasbarre, Associazione Camina - peruna città amica dell'infanzia e dell'adolescenza sostenibile epartecipata, Associazione Gruppo Abele onlus, Associazione Il Ponte onlus,Associazione On the Road, Associazione Rompere il Silenzio, AssociazioneStak onlus Camera minorile Milano, Caritas italiana, CBF Centro per ilBambino e la Famiglia, Centro per la Salute del Bambino onlus, CentroStudi Hansel e Gretel, CESVI, CIAI Onlus - Centro Italiano Aiuti all'Infanzia,CIES Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo, CISMAI CoordinamentoItaliano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia,Cittadinanzattiva CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza,Comitato italiano per l'UNICEF, Comunità Nuova, Consiglio Nazionalesulla Disabilità, Cooperativa Sociale Pralipé, CRAS onlus,ECPAT Italia, IBFAN Italia, Ires " Cgil, IRFMN Istituto di Ricerche Farmacologiche"Mario Negri", Istituto per la Prevenzione del Disagio Minorile,La Gabbianella Coordinamento per il sostegno a distanza, Libera, MAISMovimento per l'Autosviluppo, l'Interscambio e la Solidarietà,MAMI Movimento Allattamento Materno Italiano, Opera Nomadi, OVCI la NostraFamiglia, Save the Children Italia, SIMM Società Italiana di Medicinadelle Migrazioni , Terre des hommes Italia, UISP Unione Italiana SportPer tutti, VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo.


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