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(19 giugno 2006) Coordinamento PIDIDA: presentato il Rapporto sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nelle regioni italiane.

Un viaggio alla ricerca dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza attraverso le regioni italiane: un risultato importante poiché non esiste in Italia una panoramica puntuale delle politiche realizzate dalle Regioni in questo settore.

CoordinamentoPIDIDA: presentato il Rapporto sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenzanelle regioni italiane
 19 giugno 2006 UnicefLeggi ilRapporto "Dirittidell'infanzia e dell'adolescenza e decentramento: l'analisi delle politicheregionali"
Il coordinamento PIDIDA ha presentato lo scorso 16 giugno a Roma, in Campidoglio,il Rapporto "Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e decentramento:l'analisi delle politiche regionali".
Prima tappa del secondo "Viaggio alla ricerca dei diritti dell''infanzia",il Rapporto si basa sulle risposte ricevute da venti regioni italiane adun questionario sullo stato di attuazione di quanto previsto dalla Convenzionesui diritti dell'infanzia e da alcune leggi di settore sul tema delle politichesociali per l'infanzia e per l'adolescenza.Tutte le Regioni hanno risposto,tranne la Sicilia impegnata nel rinnovo delle cariche regionali.
Un risultato importante di per sé poiché non esiste in Italiauna panoramica puntuale delle politiche realizzate dalla Regioni a favoredell'infanzia e dell'adolescenza. Questo il quadro d'insieme:

- 13 Regioni [Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria,Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Provincia Autonoma Bolzano,Umbria] citano nel proprio Statuto la tutela e/o la promozione dei dirittidell'infanzia e dell'adolescenza ma solo la Regione Lazio cita espressamenteanche la Convenzione sui diritti dell'infanzia;

- 19 Regioni [Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna,Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte,Puglia, Sardegna, Toscana, Provincia Autonoma Bolzano, Umbria, Val d'Aosta,Veneto] hanno approvato una legge regionale istitutiva di un Osservatorioregionale sulle politiche per l'infanzia e l'adolescenza o di una strutturaanaloga, ex L.451/1997; di queste, 16 hanno un Osservatorio effettivamenteoperativo sul territorio: in Lombardia l'Osservatorio non è ancoraoperativo, mentre in Sardegna quest'esperienza è iniziata e giàconclusa;

- 15 Regioni [Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria,Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Provincia AutonomaBolzano, Umbria, Val d'Aosta, Veneto] svolgerebbero attività dicooperazione decentrata;

- tutte le Regioni che hanno collaborato hanno dedicato parte del propriobilancio ai bisogni dell'infanzia e dell'adolescenza; dalle risposte ricevute,le Regioni che nel 2005 hanno stanziato il maggior numero di fondi inquesto ambito sono: il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, il Friuli VeneziaGiulia, l'Emilia Romagna. Le Regioni che svolgono attività di cooperazionedecentrata e che nel 2005 risulta abbiano investito maggiori risorse inprogetti destinati all'infanzia sarebbero il Piemonte, il Veneto e l'EmiliaRomagna;

- solo 6 Regioni hanno istituito sia una banca dati sull'infanzia e l'adolescenza(accessibile o meno al pubblico) sia un'anagrafe regionale dei minoriche si trovano al di fuori della famiglia di origine: l'Emilia Romagna,il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, il Piemonte, la Toscana e il Veneto.La Liguria ha dichiarato d'avere una banca dati sull'infanzia e l'adolescenzae anagrafi comunali dei minori al di fuori della famiglia di origine.Il Molise e la Val d'Aosta hanno dichiarato di avere istituito una bancadati sull'infanzia e l'adolescenza che rileva anche i dati relativi aiminori fuori dalla famiglia di origine, ma non una specifica anagraferegionale. L'Abruzzo, la Lombardia e la Provincia Autonoma di Bolzanonon risultano aver istituito né una banca dati sull'infanzia el'adolescenza né un'anagrafe dei minori fuori dalla famiglia.

- 8 Regioni [Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli VeneziaGiulia, Lazio, Marche, Veneto] hanno approvato una legge regionale istitutivadel Garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza: soltanto nelFriuli Venezia Giulia, nelle Marche ed in Veneto il Garante è statonominato, in Abruzzo e Basilicata è il Comitato Regionale per l'UNICEFa svolgere questa funzione. La nomina del Garante della Regione Lazioè in corso in questi giorni. Stanno lavorando ad un disegno dilegge in materia: la Campania, la Liguria, il Molise, la Puglia, le ProvinceAutonome di Trento e Bolzano.

Il PIDIDA - Per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza - èun libero tavolo di confronto e coordinamento aperto a tutte le Associazioni,ONG, e in generale le realtà del Terzo Settore che operano perla promozione e tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza inItalia e nel mondo.

Aderiscono al Coordinamento PIDIDA le seguenti associazioni: A.Ge. AssociazioneGenitori, AGESCI, Ai.Bi, AIDOS, ALISEI, AMNESTY INTERNATIONAL-SezioneItaliana, ANFAA, ARCIRAGAZZI, Associazione KIM, Associazione NESSUN LUOGOE' LONTANO, Associazione OSSERVATORIO SUI MINORI, AVSI, AZIONE CATTOLICAITALIANA, CENTRO ALFREDO RAMPI, Centro Studi MINORI&MEDIA, CIAI, CIES,CISMAI, COCIS, ECPAT-Italia, FIVOL, FOCSIV, IBFAN-Italia, Istituto F.SANTI,ItaliaNATs, Italia Nostra, LA GABBIANELLA, LEGAMBIENTE, MAIS, MANITESE,MLAL, OVCI, SAVE THE CHILDREN-Italia, TERRE des HOMMES-Italia, UNICEF-Italia,VIS.
www.unicef.it
   
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