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(27 luglio 2006) MARE MONSTRUM 2006.

Piu' di 2 illeciti per ogni km di costa. Sicilia prima per numero di reati. Palma d'oro del mattone selvaggio alla costiera amalfitana che porta la Campania al primo posto nella classifica del cemento illegale. In sintesi i dati del Rapporto annuale di Le

MAREMONSTRUM 2006  27 luglio 2006 Legambiente
I dati parlano di un miglioramentoma il mare e le coste italiane continuano a soffrire di mali vecchi enuovi. Se da un lato il numero dei reati a danno di mare e coste èdiminuito in termini assoluti (nel 2004 erano 5 infrazioni ogni 2 km dicosta, nel 2005 sono 4), dall'altro, sono quasi raddoppiati i reati connessiall'inquinamento del mare (2.235 illeciti nel 2005, erano 1.406 nel 2004),mentre rimangono sostanzialmente stabili quelli relativi all'abusivismoedilizio che però sembra aver cambiato volto, realizzando semprepiù manufatti di lusso.

E' questo in estrema sintesi il quadro sullo stato di salute del sistemacostiero italiano delineato da "Mare Monstrum 2006” il consuetorapporto di Legambiente sulle illegalità ambientali compiute inmare e lungo le coste. Come ogni anno l'indagine di Legambiente ha raccolto,grazie alla collaborazione delle Forze dell'ordine e delle Capitaneriedi Porto, le storie e i numeri dell'ambiente costiero e del mare, cherimane costantemente minacciato soprattutto dall'inquinamento, dal cementoillegale, e oggi anche dalle grandi speculazioni edilizie, che arrivanoperfino alla vendita d'intere isole.

Ma vediamo nel dettaglio le cifre. Nel corso del 2005 leforze dell'ordine hanno accertato ben 16.036 infrazioni, con un decrementodel 16,09% rispetto alle 19.111 infrazioni del 2004. Gli illeciti vannodall'abusivismo costiero e demaniale, all'inquinamento da scarichi illegali,dalla pesca di frodo alle violazioni al codice della navigazione. Ma apesare nella diminuzione dei valori assoluti sono soprattutto quest'ultimidue tipi di reato (pesca di frodo da 6.736 infrazioni nel 2004 a 5.240nel 2005; violazioni codice navigazione da 7.590 infrazioni nel 2004 a5.020 nel 2005) perché l'abusivismo edilizio sul demanio, invece,rimane sostanzialmente invariato (3.359 infrazioni nel 2005 rispetto alle3.379 nel 2004). Davvero preoccupante è invece il trend di crescitadegli illeciti legati alla depurazione e agli scarichi fognari che passanoda 1.406 nel 2004 a 2.235 nel 2005.

La classifica regionale per valori assoluti vede la Siciliamantenere anche quest'anno saldamente il primo posto, con 3.260 reatiaccertati (con una flessione del 13,83% rispetto ai 3.783 del 2004). Laseguono la Campania che risale dalla terza alla seconda posizionecon 2.574 infrazioni, segnando un meno 7,48% rispetto alle 2.782 dellescorso anno, e la Puglia che, invece, scende dal secondo al terzoposto, passando dalle 3.462 infrazioni del 2004 alle 2.375 del 2005. C'èda registrare, inoltre, che il 48,46% (ossia 2.176) dei provvedimentidi sequestro emessi sul territorio nazionale si concentra in queste treregioni.
Considerando invece le infrazioni accertate per chilometro di costa, laCampania conquista il poco lusinghiero primo posto della classifica, risalendodi una posizione, con 5,48 infrazioni per chilometro. Segue il Venetoche cede il posto di capolista passando da 6,43 infrazioni del 2004 a4,67 del 2005. Il terzo posto, invece, quest'anno è conquistatodal Molise che risale di ben cinque posizioni passando da 3,22reati per chilometro nel 2004 a 4,12 reati per chilometro del 2005, conun incremento che supera il 23%. Chiudono questa speciale classifica,infine, l'Abruzzo, la Basilicata e la Sardegna.

Numeri da record e da brivido per quanto riguarda gli illeciti nelsettore dell'inquinamento e della depurazione, raddoppiati rispettoall'anno scorso ( +63%) che lanciano un segnale inequivocabile: il nostromare continua ad essere il deposito finale della maggior parte degli inquinantiutilizzati e prodotti in terraferma. Tornando al fenomeno del cementoillegale invece, sono molte le considerazioni da fare a partire dal nuovovolto dell'abusivismo che sembra risentire ancora e con forza dell'effettocondono. "L'abusivismo edilizio attuale è l'abusivismo del superfluo" sostiene Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente". Non ci sono più miseri rustici tirati su in una notte o appartamentimonofamiliari con rifiniture dozzinali e senza intonaco, la nuova frontieraè l'abusivismo di lusso. Si compiono abusi " continua Venneri- per aumentare la dotazione di stanze dell'esclusivo albergo in costiera,per costruire ville signorili, per trasformare piccole cabine in altrettantecamere da letto vista mare, si scava nella roccia e si costruisce di tuttocompresi aeroporti, cimiteri e strade”.

E per citare qualche caso eclatante a Sabaudia qualcuno ha pensato dicambiare la destinazione d'uso di un terreno utilizzandolo per finalitàsociali e costruendo residenze per anziani. E una volta costruite le villette,si è pensato che in fondo potevano anche essere vendute e rivendutea chi non aveva superato la soglia della terza età. E cosìil villaggio di riposo per gli anziani è diventato un effervescentevillaggio turistico. Ma la palma d'oro per l'originalità va sicuramentea quel signore che si stava tranquillamente attrezzando la villa al marecon una seggiovia per la quale erano già stati installati " silegge in un rapporto dei Carabinieri di Amalfi - "nove supporti in ferroa forma di U rovesciata delle dimensioni di metri 6 di altezza e metri2,50 di larghezza”. E proprio in Costiera Amalfitana batte il cuore dell'attivismoa base di mattoni e cemento: già l'anno scorso si era conquistata,in questo dossier, una posizione fra gli ecomostri nazionali, oggi laSezione Aeronavale della Guardia di Finanza ha sequestrato opere per oltre24.000 metri quadrati e un valore superiore ai 25 milioni di euro. E cosìi comuni della costiera più abusiva d'Italia hanno trascinato laCampania a scalare ben due posti nella classifica delle regioni con piùabusi sul demanio marittimo conquistando, sia pur di un'incollatura sullaSicilia, la vetta di questa poco onorevole classifica.

"All'ormai annoso problema dell'abusivismo edilizio " ha dichiaratoRoberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente " si èaggiunto anche quello dei grandi progetti di cementificazione costierache potrebbero, da qui a breve, ridisegnare completamente il profilo dellitorale del nostro Paese. Europaradiso a Crotone, ad esempio, non èun semplice progetto di speculazione immobiliare derubricabile a genericacementificazione costiera, ma è un'idea di nuova urbanizzazione.Prevede cioè " continua Della Seta - la costruzione di unavera e propria città con tanto di infrastrutture e caratteristichearchitettoniche, peraltro, completamente diverse dai nostri insediamentiabitativi. Un affare internazionale da 5 miliardi di euro, dai contornipoco limpidi, che rischia di saldare la spregiudicata attivitàdi un chiaccherato affarista israeliano con la ricerca affannosa di postidi lavoro al sud Italia, con buona pace delle esigenze di tutela dell'ambientee del paesaggio”.

E non è solo il sud Italia a giocare il ruolo della terra di conquista.A Marinella di Sarzana, alla foce del Magra, al confine fra Liguria eToscana, si sta consumando un altro grande progetto di speculazione immobiliare,targato Monte dei Paschi di Siena, che prevede, anche in questo caso,di cambiare i connotati di un tratto di costa e di un intero borgo agricolo.E la speculazione edilizia si è spinta fino alla vendita di intereisole come quella di Santo Stefano. La trattativa è in mano aduna società tedesca che la reclamizza per le potenzialitàturistiche e la possibilità di trasformare le edificazioni in strutturealberghiere. Nonostante la Regione Lazio abbia reso noto di voler acquisirel'isola e bloccare la speculazione, non è ancora scongiurato ilpericolo di vendita.

Al lavoro di denuncia di Legambiente si aggiungono le Bandiere Nere2006 recapitate da Goletta Verde a coloro che hanno danneggiato ilmare e la sua costa. È il vessillo meno ambito d'Italia proprioperchè segnalano i "nuovi pirati del mare”: amministrazioni, politici,imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchio danni all'ambiente marino e costiero.
A cominciare da Lodovico Sonego della Regione Friuli, "premiato”per aver favorito la localizzazione, nel golfo di Trieste, di due impiantidi rigassificazione in assenza di una strumento di pianificazione territorialee di programmazione del settore energetico.
Alla Giunta regionale del Veneto per aver favorito la trasformazione,insieme agli enti locali interessati, del litorale della regione in unalunga striscia di cemento, ignorando aree protette e indicazioni dell'UnioneEuropea. In particolare il vessillo nero fa riferimento all'assalto portatoa Caorle, al progetto di darsena di Porto Caleri a Rosolina, a quellodi Marina di Porte Grandi a Quarto d'Altino, al Mose di Venezia e allarealizzazione di una vera e propria valle chiusa su un tratto di lagunaveneta in località Cà Zane a Venezia.
Al Consiglio comunale di Ospedaletti (Im), in Liguria, per averapprovato la realizzazione del Porto Baia Verde, un nuovo porto turisticoche rappresenta un'altra tappa verso la completa cementificazione dellacosta del ponente ligure. Il porto sorgerà nell'ex discarica Cogefar,che potenzialmente poteva ospitare l'unico spazio verde sul mare dellaprovincia.
Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana (Sp), per ilprogetto di "valorizzazione” della tenuta di Marinella che altera profondamenteil territorio dell'area costiera della Val di Magra, prevedendo un aumentodelle volumetrie di 6.000 metri cubi a fronte dei 2.500 previsti dal Pianoregolatore di Sarzana.
Al Consorzio del Parco del Delta Po in Emilia Romagna fra le provincedi Ravenna e Ferrara, dove continua la corsa alla speculazione edilizialungo la fascia costiera. Da anni si attende l'approvazione del Pianodi Stazione del Parco del Delta, ma evidentemente, si pensa di modificarloper rendere possibile una variante urbanistica e l'ennesima colata dicemento.
In Toscana, bandiera nera all'Amministrazione comunale di San Vincenzo(Li) che ha autorizzato lo sciagurato ampliamento del porto turistico,favorendone la privatizzazione, e la costruzione di una strada e una ferroviaa nafta, disboscando un'intera valle. Infine, per aver avviato il procedimentoper una variante al Piano Strutturale andando incontro alla richiestadei proprietari dell'area all'interno del Parco di Rimigliano per la realizzazionedi villette in area protetta.
Terzo anno consecutivo di bandiera nera nelle Marche per la RaffineriaApi di Falconara (An), per la proposta di realizzazione di altri dueimpianti di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt),accanto a quello già esistente di 290 megawatt di potenza.
Bandiere nere nel Lazio, alla Società Penta srl di San FeliceCirceo (Lt), per aver proposto di raddoppiare il numero di posti barcadel porto di San Felice Circeo, portandoli ad oltre 500 e compromettendogravemente lo splendido ecosistema della zona del Parco Nazionale delCirceo.
Allo Stabilimento Balneare "Sole e Luna” di Marechiaro, Anzio (Rm),potenziale eco-mostro attualmente sotto sequestro, che ha aggredito unodei pochi lembi integri di costa in zona Fornace. Al Comune di Fondi(Lt) per il mancato abbattimento dell'ecomostro dell'Isola dei Ciurli.
In Calabria, al Sindaco di Gizzeria (Cz) Michele Rosato, per avercostituito una Spa per gestire i servizi e il campo da golf dell'ipotizzatoprogetto "Realizzazione turistico alberghiera Simeri Crichi",all'interno del Sito di Importanza Comunitaria "Lago la Vota".
Le bandiere nere siciliane vanno al Sindaco di Lipari Mariano Bruno,per il tentativo di consentire l'ampliamento scellerato di strutture alberghiere,per la proroga dell'attività estrattiva della pomice concessa allaPumex nonostante il Distretto Minerario ne avesse intimato l'interruzionee per aver inserito nel Piano Regolatore del Comune di Lipari un progettodi realizzazione di una struttura aeroportuale in un'area di tutela assoluta.Alla Giunta Regionale Siciliana che si è distinta per l'assaltoalle aree costiere culminato con l'approvazione delle "Disposizioni sulrilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio direttodelle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo”, un provvedimentoche pone le premesse per un uso privato e selvaggio delle spiagge e degliambiti portuali. In Sardegna infine bandiera nera al Presidente delParco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, Gianfranco Cualbuper l'inaudita posizione favorevole al mantenimento della base militareUsa nell'Isola di Santo Stefano (arcipelago di La Maddalena) in contrastocon i sentimenti del popolo sardo e degli organi istituzionali della RegioneSardegna, ma anche per l'assoluta inerzia nell'attività di gestionedel parco, a fronte delle numerose emergenze che investono il territorio.

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