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(5 settembre 2006) ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA, SCUOLE STATALI E NON STATALI. ANNO SCOLASTICO 2005/2006

Il Ministro dell'Istruzione Fioroni ha presentato i primi dati sulla presenza di studenti stranieri nelle classi italiane.

ALUNNICON CITTADINANZA NON ITALIANA
SCUOLE STATALI E NON STATALI

ANNO SCOLASTICO 2005/2006
 5 settembre 2006 Ministerodell'Istruzione Testodel Rapporto
Saranno circa 500 milagli alunni con cittadinanza non italiana che nei prossimi giorni siederannotra i banchi. Una presenza contenuta che ci vede "ultimo Paese europeoper percentuale" ha sottolineato il ministro Giuseppe Fioroni presentandoi dati e le indicazioni per favorire la piena integrazione e spiegandoche "solo grazie alla conoscenza reciproca saremo in grado difar cadere le barriere della diffidenza e della paura".

"Le nazionalità rappresentate " ha aggiunto il ministro"sono 191 e i ragazzi provenienti da Paesi arabi, non sempre musulmani,sono meno di un terzo della popolazione scolastica non italiana".Letizia De Torre, sottosegretario con delega all'immigrazione, ha poisottolineato che "per realizzare un'integrazione completa dobbiamodialogare con tutti i soggetti che a vario titolo se ne occupano: ministeri,regioni, province, comuni e soprattutto creare una rete di sistema conle autonomie scolastiche".

Proproniamo di seguito la sintesi dei dati principali del rapporto sulnumero degli studenti immigrati presenti nelle scuole italiane, presentatadal Ministro Fioroni.

1) Quanti sono: l'anno scolastico 2005/2006

Sono circa 430.000 gli alunni con cittadinanza non italiana nell'annoscolastico 2005/2006, un'incidenza di quasi il 5% sul totale della
popolazione scolastica complessiva.

2) Quanti sono: nell'anno che sta per cominciare.
L'aumento, nel triennio 2003-2005, è stato mediamente di 60/70mila unità all'anno. È dunque presumibile che, nell'annoscolastico che sta per iniziare, il totale degli alunni stranieri siavicino alle 500mila unità.

3) Il confronto con altri grandi Paesi europei: la percentuale dell'Italiaè ancora la più bassa.
Il cambiamento per la scuola italiana è stato rapidissimo: si èpassati dai 50.000 alunni stranieri dell'anno 1995/96 ai 430.000 del 2005/2006.
Tuttavia le percentuali sono nettamente inferiori a quelli di altri Paesieuropei di consolidata immigrazione e inferiori anche a Paesi di recente
immigrazione come la Spagna.
PAESIPERCENTUALIItalia4,8% (si riferisceall'anno scolastico 2005/2006)Svizzera23,6% (2004/2005)Germania10% (2003/2004)Paesi Bassi13% (2003)Inghilterra15% (2004/2005)Francia5% (2003/2004)*Spagna5,7% (2004)Portogallo5,5% (2003/2004)*La percentuale bassa èdovuta alla politica di assimilazione francese.

4) La scuola superiore e la forte concentrazione
I dati a disposizione ci segnalano una crescita significativa di studentistranieri nella scuola secondaria superiore: più di 80.000 nell'anno
scolastico 2005/2006, quasi l'80% iscritti negli istituti tecnici e professionali.I dati e, soprattutto, le esperienze e le preoccupazioni che arrivanodalle scuole ci segnalano situazioni di forte concentrazione in singolescuole e territori: una criticità da tenere sotto osservazionee su cui investire.

5) Il divario tra nord e sud d'Italia.
La mappa della presenza di alunni stranieri che emerge da questa nuovaindagine è molto disomogenea e differenziata sul territorio nazionale:la presenza di alunni stranieri raggiunge la percentuale del 9,5% in EmiliaRomagna, supera l'8% in Lombardia, Veneto e Marche, ma è dell'1%in regioni come Campania e Sicilia.

6) Il mondo a scuola: forte crescita dei paesi dell'Est, a prevalentetradizione cristiano-ortodossa e leggera diminuzione dei paesi a prevalentetradizione islamica.
La tipologia delle presenze evidenzia un paesaggio scolastico all'insegnadella molteplicità delle cittadinanze: sono 191 i paesi d'originedegli alunni stranieri nella nostra scuola. Si conferma un aumento significativodell'incidenza delle cittadinanze dei paesi dell' Est europeo, Romania
soprattutto, che passa, in due anni, dal 9,7% al 12,4%, ma anche Ucrainae Moldavia. È in leggermente diminuito, invece, il peso della presenzadegli alunni stranieri provenienti da Albania e Marocco, rispetto a quellodegli altri. Sempre negli ultimi due anni il primo è passato dal17,7% sul totale degli alunni stranieri al 16,3%, il secondo dal 14,9%al 14%. Questi due paesi rimangono, tuttavia, al primo e al secondo postonella clssifica delle cittadinanze più rappresentate rispettivamentecon 69.374 e 59.489, la Romania è al terzo posto con 52.821 presenze.Il totale degli alunni con cittadinanza non italiana provenienti da paesia prevalente tradizione islamica è circa un terzo del totale deglialunni stranieri.

7) Il ritardo scolastico
Vengono, per la prima volta presentati alcuni dati anche sul ritardo scolasticodegli alunni stranieri, inteso come la frequenza di uno o più classi
inferiori a quella prevista dall'età anagrafica posseduta. Giàin partenza, dalla prima classe della scuola primaria, si evidenzia unritardo del 10% degli alunni stranieri, che sale al 75,5% nella primaclasse della scuola secondaria di II grado.

8) Adulti stranieri a scuola
Nei centri di educazione per adulti sono stati rilevati, nell'anno scolastico2003/2004, oltre 120.000 iscritti, in grande maggioranza nelle regionidel nord Italia e con una significativa presenza femminile. Una rilevazionerecente, in fase di completamento, stima il numero di iscritti, per l'annoscolastico 2005/2006, in circa 180.000.

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