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(11 settembre 2006) Donne d'impresa crescono: in dodici mesi 18mila in più.

Le imprese rosa crescono con un ritmo più serrato di quello del totale delle imprese: 1,5% a fronte dello 0,9% totale. Si aggiungono 18mila neo-imprenditrici al milione e 200mila donne capitane d'impresa nel I semestre 2006. La crescita interessa soprattu

Donned'impresa crescono: in dodici mesi 18mila in più  11 settembre 2006 Unioncamere
Altre 18mila neo-imprenditricisi aggregano all'esercito del milione e 200mila donne capitane d'impresanel I semestre 2006, portando quasi al 24% la componente femminile sultotale delle imprese italiane. Secondo l'Osservatorio dell'Imprenditoriafemminile di Unioncamere, realizzato da Retecamere, tra il 30 giugno 2005ed il 30 giugno 2006 la voglia d'impresa "rosa” ha mantenuto un ritmopiù serrato di quello del totale delle imprese: 1,5% a fronte dello0,9% totale, con il Nord-Ovest che mette a segno il tasso di crescitapiù consistente (+1,8%).

Se a Molise, Basilicata e Abruzzo spetta il primato in termini di incidenzadelle imprese femminili sul totale, è alle donne calabresi cheva la medaglia delle più intraprendenti: Vibo Valentia, Crotonee Catanzaro, infatti, sono le province in cui si registrano i piùelevati tassi di
crescita rispetto a giugno 2005, anche se le grandi città " Milano,Napoli, Roma, Torino e Bari " continuano nella classifica delle provincepiù popolate da donne imprenditrici.

In aumento Spa ed Srl, le ‘compagne' d'impresa sono quasi sempre altredonne Nell'avvio di una nuova attività, sempre più donnescelgono forme giuridiche strutturate, come quelle delle societàdi capitali: rispetto a giugno dello scorso anno, aumentano dello 0,9%le Spa ed Srl (sono oggi quasi 97mila) e, parallelamente, si riduce di1 punto percentuale la preponderante presenza di ditte individuali che,con le loro 876mila unità, rappresentano oggi il 71,3% delle impresefemminili (erano il 72,3% a giugno 2005). In diminuzione dello 0,5% risultanoanche le società di persone (sono 239.758, pari al 19% del totale).La voglia di fare impresa al femminile rimane comunque una questione "tradonne”: il 95,3% delle imprese oggi esistenti sono infatti ad esclusiva1conduzione femminile (erano il 95,1% lo scorso anno).

Tende invece a diffondersi la cultura delle "pari opportunità”,tant'è vero che le donne imprenditrici cominciano a mettere lo"zampino” anche in settori tradizionalmente "maschili”: sono quasi 3milain più le imprese femminili nel settore delle costruzioni (+7,8%),7.825 in più quelle attive nelle attività immobiliari, informaticae ricerca (+6,3%), 1.028 in più quelle operanti nei Trasporti eTelecomunicazioni (+4,8%), 801 in più quelle dell'intermediazionemonetaria e finanziaria (+3,5%). Elevata però anche la crescitain settori tradizionalmente a vocazione femminile, quali quello dellaSanità (+660 imprese con un tasso di crescita del +7,5%), dell'Istruzione(+240 imprese, +4,3%), e del Turismo (+2.133 imprese, pari al +2,5%).

Ben 5mila delle nuove imprenditrici titolari di ditte individuali provengonoda Paesi extracomunitari: prime tra tutte le cinesi (9.141, +1.700 dalgiugno 2005), seguite anche quest'anno dalle svizzere (che sfiorano quota5mila, ma crescono solo di 151 unità) e dalle marocchine (2.785,+592 rispetto allo scorso anno). Nota bene:L'impresa è considerata a conduzione femminile "esclusiva” seè donna il titolare della ditta individuale; se lo è il100% dei soci delle società di capitali, delle società dipersone e delle cooperative; se lo è il 100% degli amministratoridelle altre forme giuridiche). Se le quote di controllo sono superiorial 60% (o a 2/3 del capitale sociale per le società di capitali),il controllo è considerato "forte”. E' a conduzione "maggioritaria”se il controllo si attesta sopra il 50%.
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