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(13 ottobre 2006) Studio del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Violenza sui Bambini.

Il primo rapporto delle Nazioni Unite sul tema della violenza sui bambini ha come scopo quello di porre l'attenzione su un problema di dimensioni globali, fornire un quadro completo e dettagliato sulla natura, l'estensione e le cause della violenza sui ba

Studiodel Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Violenza sui Bambini  13 ottobre 2006 OnuitaliaStatistiche
Lecifre della violenza in Europa
Rapportosulla Violenza
Sintesi

In contemporanea alla conferenza stampa del Segretario Generale ONU KofiAnnan a New York, ieri a Roma l'UNICEF Italia e l'OMS Ufficio Regionaleper l'Europa, in collaborazione con la SIOI e l'UNICRI, hanno presentatoil rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza sui bambini. Alla conferenzastampa, introdotta da Giovanni Conso, Presidente emerito della Corte Costituzionalee Presidente del Comitato per i diritti umani della SIOI e moderata da DanielaSalvati, Liaison Officer dell'UNICRI, sono intervenuti Rosy Bindi, Ministrodelle Politiche per la Famiglia, Paolo Ferrero, Ministro della SolidarietàSociale, Daniela Melchiorre, Sottosegretario di Stato alla Giustizia. Ilrapporto è stato presentato da Antonio Sclavi, Presidente dell'UNICEFItalia, e da Francesca Racioppi, Responsabile del Programma Prevenzionedella Violenza e dei Traumatismi - OMS Europa.

Secondo quanto rivela lo Studio del Segretario Generale delle Nazioni Unitesulla violenza sui bambini, presentato mercoledì sera all'AssembleaGenerale dell'ONU e ieri alla stampa, il fenomeno della violenza suibambini rimane nascosto e spesso socialmente accettato. Per la primavolta, un unico documento fornisce una prospettiva esaustiva e globale suimolteplici aspetti e sulle dimensioni del fenomeno.

La violenza sui bambini comprende la violenza fisica, quella psicologica,la discriminazione, l'abbandono e il maltrattamento; varia dall'abuso sessualetra le mura domestiche alle punizioni corporali e umilianti nella scuola;dal ricorso alla costrizione fisica negli asili alle brutalità subiteper mano dei funzionari preposti all'applicazione della legge; dagli abusie l'abbandono in istituti alle lotte tra bande nelle strade, dove i bambinigiocano o lavorano; dall'infanticidio al cosiddetto "omicidio d'onore”.

"Il modo migliore di occuparsi della violenza contro i bambini èfermarla prima che sia commessa”, afferma il Professor Paulo SérgioPinheiro, l'esperto indipendente che il Segretario Generale ha incaricatodi condurre lo studio: "Ognuno ha un ruolo da svolgere, ma gli Statidevono assumersi la responsabilità principale. Questo significa proibiretutte le forme di violenza contro i bambini, ovunque si verifichino e aprescindere da chi sia a commetterle, investendo nei programmi di prevenzioneper affrontare le cause di fondo del fenomeno. Le persone devono essereconsiderate responsabili delle loro azioni, ma una solida cornice legalenon può essere costituita da sole sanzioni. Si tratta altresìdi inviare un segnale deciso e inequivocabile che la società nonaccetterà alcuna violenza contro i bambini”.

Lo Studio, che integra i punti di vista dei diritti umani, della salutepubblica e della protezione dell'infanzia, si incentra su 5 "contesti”nei quali si perpetrano violenze sui bambini: la casa e la famiglia,la scuola e le altre strutture educative, gli istituti (d'accoglienza epenali), il posto di lavoro e la comunità d'appartenenza.

Atti di violenza efferata contro i bambini possono far notizia, ma lo Studioconclude che per molti bambini la violenza è una routine,è parte della loro realtà quotidiana. Sebbene gran parte delleviolenze sui bambini rimangano sommerse o non vengano denunciate, con laconseguenza di sottostimatare la portata del problema, le statistichedel rapporto rivelano un quadro sconcertante:1. L'Organizzazione Mondialedella Sanità (OMS) stima che nel 2002 almeno 53.000 bambini tra0 e 17 anni siano stati assassinati.
2. Secondo le ultime stime dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro(OIL), nel 2000 erano 5,7 milioni i bambini coinvolti in attivitàlavorative forzate o ridotti in semi schiavitù, 1,8 milioni nelgiro di prostituzione e pornografia, 1,2 milioni vittime del trafficodi esseri umani.
3. In 16 paesi in via di sviluppo analizzati da una ricerca globale sullasalute, la percentuale di bambini in età scolare che ha raccontatod'esser stata vittima a scuola d'atti verbali o fisici di bullismo nei30 giorni precedenti la ricerca variava dal 20% in certi paesi al 65%in altri.
4. Secondo lo Studio, i bambini rinchiusi nei centri di detenzione sonofrequentemente sottoposti a violenze compiute dal personale stesso degliistituti, sia come forma di controllo sia come punizione, spesso per infrazioniminime. In 77 paesi, gli istituti penali riconoscono punizioni corporalie altre punizioni violente come misure disciplinari legali.

Sebbene le conseguenze possano variare in base alla natura e alla gravitàdella violenza inflitta, le ripercussioni a breve e lungo termine suibambini sono spesso gravi. I segni fisici, emotivi e psicologici dellaviolenza possono avere conseguenze pesanti sulle potenzialità disviluppo, la salute e le capacità d'apprendimento del bambino.Le ricerche dimostrano che essere sottoposti a violenze durante l'infanziaè strettamente associato all'insorgere in età adulta dicomportamenti rischiosi per la salute, come fumare, abusare di droghee alcool, l'inattività fisica e l'obesità; a loro volta,questi comportamenti contribuiscono ad alcune delle cause di malattiae morte, tra cui cancro, depressione, suicidio e problemi cardiovascolari.

"Che avvenga in famiglia, a scuola, nella comunità, negli istitutio sul posto di lavoro, gli operatori sanitari sono in prima linea nellarisposta alla violenza contro i bambini”, ha dichiarato il Direttoregenerale ad interim dell'OMS Dr. Anders Nordström. "Dobbiamo dareil nostro contributo affinché tale violenza sia innanzitutto prevenutasul nascere e, dove si verifichi, i bambini ricevano i servizi d'assistenzamigliori possibili, per ridurne gli effetti dannosi. Gli Stati devonoperseguire politiche e programmi di efficacia comprovata, diretti ai fattoriche generano tale violenza, e garantire lo stanziamento di risorse adeguateper affrontare le cause di fondo, monitorando i risultati ottenuti dagliinterventi”.

"La violenza sui bambini costituisce una violazione dei loro dirittiumani, una realtà inquietante delle nostre società”,ha affermato Louise Arbour, Alto Commissario delle Nazioni Unite per idiritti umani. "Tale violenza non può mai essere giustificata,sia essa commessa per ragioni disciplinari o per tradizioni culturali.Non esiste un accettabile ‘livello ragionevole' di violenza. La violenzalegalizzata contro i bambini in un contesto specifico rischia di creareuna tolleranza generalizzata verso la violenza sui bambini”.

"La violenza esercita effetti durevoli non solo sui bambini e le lorofamiglie, ma anche sulle comunità e le nazioni”, ha dichiaratoil Direttore generale dell'UNICEF Ann M. Veneman. "Accogliamo con favorequesto studio completo sull'impatto della violenza contro i bambini”.

Il rapporto del Segretario Generale dell'ONU auspica l'adozione di unavasta gamma di interventi al fine di prevenire e contrastare la violenzasui bambini in tutti i contesti in cui venga perpetrata. Le dodici raccomandazioniin esso contenute abbracciano aree quali i sistemi e le strategie nazionali,la raccolta dati e la certezza della risposta.
A livello mondiale, il rapporto auspica la nomina di un Rappresentantespeciale per la violenza sui bambini, con un mandato iniziale di 4 anni,che agisca quale tutore d'alto profilo per la promozione della prevenzionee dell'eliminazione di ogni violenza e incoraggi la cooperazione e interventiche diano seguito alle iniziative.

www.onuitalia.it



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