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(20 ottobre 2006) RAPPORTO SULLE POLITICHE CONTRO LA POVERTA' E L'ESCLUSIONE SOCIALE - Anno 2005.

Il Rapporto annuale CIES (Commissione di indagine sull'esclusione sociale) esamina in maniera approfondita il problema della povertà dal 1997 ad oggi, estrapolando dati, analizzando le politiche attuate e individuando le questioni cruciali per il futuro.

RAPPORTOSULLE POLITICHE CONTRO LA POVERTA' E L'ESCLUSIONE SOCIALE - Anno 2005  20 ottobre 2006 Ministerodel Welfare Testointegrale del Rapporto CIES

Gli ultimi datidiffusi dall'Istat (11 ottobre 2005) sulla povertà relativa inItalia indicano che nel 2005 si trovavano in questa condizioni l'11,1%delle famiglie residenti nel nostro paese. Si tratta complessivamentedi 2 milioni 585 mila famiglie e di 7 milioni 577 mila individui, il 13,1%dell'intera popolazione. La soglia della povertà relativa per unafamiglia di due componenti si attesta su 936,58 euro di spese al mese(+1,8% rispetto alla linea del 2004); per una famiglia composta da 1 solapersona questo valore si attesta su 561,95, mentre per una famiglia compostada 3 persona la soglia è di 1245,65.

La lieve diminuzione dell'incidenza di povertà registrata rispettoall'anno precedente (2004: 11,7%), non risulta statisticamente significativae mostra quindi come la povertà sia rimasta sostanzialmentestabile nell'ultimo biennio; restano dunque confermati sia il divariotra Nord e Sud del Paese, sia le principali caratteristiche delle famigliein condizione di povertà: famiglie con cinque e più componenti,famiglie con figli minori, famiglie con componenti in cerca di occupazioneo con bassi profili professionali, famiglie con anziani.

Il Rapporto annuale CIES (Commissione di indagine sull'esclusione sociale)esamina in dettaglio queste tendenze mettendo a confronto i dati dal1997 fino ad oggi; conduce specifici approfondimenti sulla condizionedei lavoratori a basso reddito, sulla popolazione giovanile e sul rapportotra povertà ed immigrazione straniera; esamina le politiche dicontrasto della povertà e dell'esclusione sociale condotte nelbiennio 2004-2005, con un'approfondita analisi sulle risorse destinatealla spesa sociale; traccia infine una valutazione complessiva delle politichecontro la povertà condotte dal Governo Berlusconi e segnala alGoverno Prodi le questioni aperte che debbono essere ancora affrontate.

Nella prima parte del Rapporto l'attenzione è concentratasulla situazione nelle singole regioni, da cui emergono con maggioreevidenza i tradizionali e profondi squilibri che contraddistinguono ilnostro paese. Alle disuguaglianze tra le ripartizioni e tra le regioni,si aggiungono anche le disuguaglianze interne alle singole regioni, cheaggravano ulteriormente le disparità tra le famiglie povere e quellenon povere. Alcuni paragrafi sono dedicati ad alcuni dei dieci indicatoridi esclusione sociale utilizzati in sede europea, con specifica attenzionea quelli relativi alla disoccupazione di lunga durata, al livello di istruzionedella popolazione giovanile ed adulta ed al suo rendimento sul piano dellecompetenze e delle abilità. Decisamente allarmanti risultanoi segnali sul basso tasso di istruzione superiore dei giovani esoprattutto sulla bassa qualità dell'apprendimento scolastico,che trae le sue origini non tanto da cause economiche quanto da causepropriamente culturali.

La seconda parte del Rapporto presenta uno specifico approfondimentosulle dinamiche della povertà tra il 1997 e il 2004 riesaminatealla luce di un approccio metodologico innovativo che tiene conto deglieffetti dovuti alla dinamica dei prezzi al consumo e quelli dovuti aicambiamenti strutturali della popolazione; insieme alla povertàstandard viene considerata la povertà rivalutata (sulla base delsolo aumento dei prezzi) e la povertà al netto delle spese perl'affitto e degli affiti imputati ( per le famiglie proprietarie dell'abitazionein cui vivono). Esamina inoltre, in modo dettagliato, la condizionedei giovani compresi tra i 18 e i 34 anni, a lungo considerati comepopolazione a basso rischio di povertà, in quanto economicamenteattivi e, in ipotesi, privi del peso di altre persone da loro dipendenti.Nei fatti, i giovani appartenenti a questa fascia di età sono particolarmentesottoposti agli effetti delle trasformazioni dei modelli di vita familiari,alle precarietà del mercato del lavoro e nell'ambito della popolazionepovera presentano un profilo peculiare, con conseguenze più penalizzantiper le giovani donne.

La terza parte del Rapporto è finalizzataall'analisi delle politiche sociali adottate nel 2004-2005 sotto ilprofilo delle risorse economiche messe a disposizione dal Governoper la realizzazione degli interventi e dei servizi di loro competenzada parte delle Regioni, dei Comuni e dell'Inps. Tenuto conto che all'assegnazionedelle risorse per le politiche sociali partecipano diversi Ministeri,l'attenzione è rivolta in primo luogo alle decisioni adottate dalMinistero del Lavoro e delle Politiche Sociali rispetto al Fondo Nazionaleper le Politiche Sociali (FNPS) verso cui si sono indirizzate molte (ein parte eccessive) aspettative al fine di promuovere su tutto il territoriostandard di servizi più elevati. Gli stanziamenti in capo al FondoNazionale rappresentano in effetti solo una quota minoritaria della spesasostenuta dalle regioni e dai comuni (compresa tra il 4 e l'8% a secondadegli anni) e dopo una fase espansiva, culminata nel 2004, hanno subitonel 2005 una sensibile riduzione.

La quarta parte del Rapportoesamina, in forma sintetica, le più significative linee programmatichesviluppate nell'arco dell'ultimo quinquennio per combattere e ridurrele principali fonti e forme di povertà e mira ad identificarele questioni aperte che dovranno essere affrontate nel corso dellaXV legislatura. La ricostruzione delle linee programmatiche tiene conto,in via principale, dei documenti ufficiali predisposti nel quinquennio,a partire dal Piano Nazionale Sociale 2001-2003, fino al Rapporto di monitoraggiosul NAP/inclusione 2003-2005 (ottobre 2005), passando per il Libro Biancosul welfare (febbraio 2003), che contiene gli indirizzi politici generaliche si intendevano perseguire attraverso le scelte operative. Tra glielementi qualificanti della XIV legislatura vi è l'enunciazionedella centralità della famiglia sia come destinatario sia comesoggetto delle politiche sociali: questa accentuazione presenta ineffetti dei tratti di novità rispetto agli orientamenti culturaliprevalenti (per lo più centrati sull'individuo). Non va peròtrascurato il fatto che le politiche a favore della maternità edei nuclei familiari più numerosi " notoriamente più espostial rischio della povertà " siano state introdotte nella precedentelegislatura; la centralità delle politiche per la famiglia restadunque un elemento di continuità con il passato che richiede diessere adottato anche per il prossimo futuro. Tra i problemi rimastiaperti vanno in particolare segnalati: a) una più coraggiosapolitica di sostegno delle famiglie con figli minori a carico attraversoun sistema di trasferimenti diretti e di sgravi fiscali capaci sia difar uscire dallo stato di povertà questo tipo di nuclei, sia diimpedirne il progressivo impoverimento; b) la diffusione di servizi socialied educativi in grado di favorire la conciliazione tra i tempi di lavoroe tempi familiari, tanto più necessaria quanto più sivogliono estendere i tassi di occupazione della popolazione femminile.Su questi temi, la legislatura appena terminata consegna a quella chesta per iniziare sfide antiche e non ancora adeguatamente affrontate.

www.welfare.gov.it


La Commissione di Indagine sull'Esclusione Sociale (Cies, costituitanel 2000), attualmente presieduta da Giancarlo Rovati, prosegue l'attivitàavviata oltre vent'anni fa dalla Commissione di Indagine sui temi dellapovertà (1984-90) e successivamente dalla Commissione di indaginesulla povertà e sull'emarginazione (1990-2000). Questo patrimoniodi iniziative e di pubblicazioni " che rischiava di andare perduto " èstato ricostruito e messo a disposizione del pubblico attraverso il sito
www.commisionepoverta-cies.it(consultabile dal 23 ottobre).

Tra le prossime iniziative della Commissione, si segnala il convegno annualesu Povertà, redistribuzione e politiche di inclusione che si svolgeràil 16-17 novembre a Napoli, in collaborazione con il Dipartimento di Matematicae Statistica dell'Università Federico II.



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