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(13 dicembre 2007) IX Rapporto sul Servizio Civile in Italia.

Una sorta di bilancio sociale degli Enti aderenti alla CNESC da cui emergono i dati quantitativi e qualitativi dell'impatto sociale ed economico del servizio civile nazionale, e il volto dei giovani volontari che hanno scelto di vivere questa esperienza.



IX Rapporto sul Servizio Civile in Italia

Ilvalore aggiunto del Servizio Civile

Una sorta di bilancio sociale degli Enti aderenti alla CNESC da cuiemergono i dati quantitativi e qualitativi dell'impatto sociale ed economicodel servizio civile nazionale, e il volto dei giovani volontari che hannoscelto di vivere questa esperienza.     13 dicembre 2007 CNESC
Mercoledì 12 dicembre a Roma è stato presentato il IXRapporto sul Servizio Civile in Italia, redatto dall'Isituto per laRicerca Sociale di Milano: una sorta di "bilancio socialeĀ” degli Entiaderenti alla CNESC (Conferenza nazionale enti di servizio civile) cheillustra: i dati quantitativi e qualitativi dell'impatto sociale ed economicodel servizio civile nazionale, e i risultati di due indagini sui giovaniche nel loro percorso professionale hanno scelto la vita associativa ela consapevolezza civica.

In questo rapporto sono analizzati i dati relativi ai tre bandi ordinarimaggio 2005, maggio 2006 e settembre 2006, che hanno visto i giovani volontariimpegnati nell'anno solare 2006. Una particolare attenzione è rivoltaall'analisi delle informazioni relative al bando di maggio 2005.

Fra il bando di maggio 2005 e i due bandi ordinari 2006, il numero complessivodi domande presentate dai giovani aspiranti volontari ha subito una contrazionepassando da circa 96.000 a poco meno di 91.000. Contemporaneamente, ledomande rivolte agli enti della CNESC sono passate da circa 16.300 a quasi18.800. L'incidenza degli enti della Conferenza sul totale del ServizioCivile Nazionale è così passata dal 17% al 20,6%. Analogamente,la quota di volontari CNESC che hanno effettivamente operato a seguitodegli stessi bandi è passata dal 20,4% del bando di maggio 2005(circa 7.000 giovani su oltre 34.000) al 21,3% dei bandi ordinari 2006(circa 9.300 giovani su oltre 43.600).
Nel confronto fra il numero di progetti presentati, avviati e realizzatiin occasione dei bandi di maggio 2005 e maggio 2006, appare evidente ilpotenziamento dell'attività progettuale, passata rispettivamenteda 705 a 1.657 progetti presentati.
E' interessante osservare, inoltre, la relazione tra progetti effettivamenteavviati e posti messi a bando. All'aumentare dei primi, passati dai 667del bando di maggio 2005 ai 1.084 del bando di maggio 2006, non èinfatti seguito un corrispondente aumento dei posti messi a bando. Lamedia dei volontari per progetto è infatti passata da 13 a 4.
A fronte di tale potenziamento dell'attività progettuale, a causadi una minore disponibilità di risorse economiche da parte dell'UfficioNazionale, la quota di progetti approvati e finanziati è invecediminuita passando dal 94,6% del bando di maggio 2005 al 70,8% complessivoriferito ai due bandi ordinari del 2006.

Tra i giovani che hanno presentato domanda, la quota femminile èancora prevalente, l'andamento della stessa risulta però decrescentenel corso degli ultimi tre bandi ordinari e, di riflesso, aumenta la richiestadi svolgere l'esperienza del servizio civile da parte dei ragazzi, passatadal 26,5% del bando di maggio 2005 al 33,9% di settembre 2006.

Con riferimento ai volontari avviati in servizio in occasione del bandodi maggio 2005, il valore economico dei servizi erogati grazie al loroimpegno si può stimare in quasi 78 milioni di euro.

Sono 4.677 le persone complessivamente occupate dagli enti della CNESCnelle diverse attività. Fra queste, il maggior numero èrappresentato dai volontari sistematici (2.676); decisamente piùridotto è il numero dei volontari saltuari (928).
Per quanto riguarda le ore di servizio effettivamente erogate dal personaleinterno, il dato complessivo è pari a 1 milione e 749 mila di cuiben 923 mila impiegate dai volontari sistematici, 664 mila dal personaleretribuito, più di 100 mila dai volontari saltuari, 53 mila dalpersonale distaccato.

L'investimento complessivo degli enti della CNESC nel servizio civilesi può stimare in circa 13 milioni di euro, pari a 1 milione 86mila euro per ente e a 1.900 euro, in media, per ciascun volontario impiegato.Di questi 1.900 euro, due terzi fa riferimento al solo costo del personale.
Per completare il bilancio del servizio civile della CNESC nel 2006 ènecessario aggiungere ai costi sostenuti dagli enti della Conferenza,l'investimento annuo dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Afavore dei volontari in servizio presso gli enti della CNESC, lo Statoha infatti investito una somma stimabile in circa 36 milioni di euro ,che portano la spesa complessiva a quasi 49 milioni di euro.
Il saldo finale risulta dunque positivo e vicino ai 29 milioni di euro(78-49), rapportando il saldo all'ammontare complessivo dei costi, èpossibile stimare un tasso di ritorno sull'investimento superiore al 59%.

Per la prima volta il Tapporto Cnesc mette in luce il fenomeno dell'abbandonodel servizio civile.
A livello nazionale le rinunce ammontano al 6% sul totale dei giovaniselezionati. A questi vanno aggiunti i volontari che interrompo il servizioche sono l'11% del totale.
Il dato però non è omogeneo. Mentre al sud i tassi sonofisiologici (3.6% di rinunce e 8% di interruzioni) al nord il fenomenoè decisamente più consistente. Nel nord ovest e nel nordest rinunciano rispettivamente 8,3 e 9,4 giovani su 100. E abbandonanoil 19 e 15% dei selezionati. Al settentrione quindi ogni cento giovaniammessi 26 non incominciano nemmeno o non concludono l'anno di servizio.

Infine, dal Rapporto Cnesc emerge il volto dei volontari che prestanoservizio civile.

Chi sono i volontari?
La condizione più frequente è quella di studente universitario(41,5%). È piuttosto diffusa anche la condizione di disoccupatoche accomuna il 34,3% dei volontari, di cui il 20,3% ha già avutoprecedenti esperienze di lavoro.

Per quale motivo i giovani hanno deciso di svolgere il servizio civile?
A questa domanda la risposta più frequentemente indicata fa riferimentoal bisogno di arricchimento dal punto di vista umano (scelta dal 66,5%degli intervistati), seguita dal bisogno di approfondire la propria formazione(58,5%); per il 48,5% degli intervistati, inoltre, uno degli scopi èl'introduzione al mondo del lavoro.

Qual è il giudizio maturato sull'esperienza del servizio civile?
Mediamente il giudizio espresso sull'esperienza vissuta è paria 8 in una scala da 1 a 10, che può essere tradotto come una valutazionepiù che positiva dell'esperienza vissuta.
le risposte dei giovani intervistati segnalano, infine, che lo svolgimentodel servizio civile non costituisce un ostacolo per la prosecuzione deglistudi universitari. I volontari/studenti sostengono, infatti, in media,circa il 69% degli esami previsti dal piano di studi. Il giudizio sinteticopiù diffuso è inoltre quello secondo cui il servizio rappresentaun'esperienza utile per il percorso di studi, grazie alle competenze acquisite(41,7%) o, almeno, un buon modo per guadagnare dei soldi continuando astudiare (30%).
La grande maggioranza dei volontari ha affermato che rifarebbe la sceltadi svolgere il servizio civile (78,4%).

Qual è stato il valore aggiunto del servizio civile per i volontari?
Soprattutto l'arricchimento umano, poi l'acquisizione di competenze professionali,quindi la comprensione dell'importanza dell'altruismo e l'aumento dellaconsapevolezza su di sè.

Confrontando i giovani che hanno svolto il servizio civile e quelli cheinvece non hanno fatto questa esperienza, si scopre che i primi hannoun'età media più elevata, sono più spesso residentinel Nord e nel Centro Italia, più spesso laureati e piùspesso occupati, più spesso decisi a svolgere il servizio all'esterooppure nel settore dell'Educazione e promozione culturale.
I giovani che non hanno svolto il servizio civile, per converso, sonomediamente più giovani, molto più spesso residenti al Sudo nelle Isole, più spesso diplomati e più spesso disoccupatiin cerca di prima occupazione, più spesso decisi a svolgere ilservizio nel settore dell'assistenza.
Anche in considerazione del diverso profilo tipologico, i giovani chehanno poi svolto il servizio civile mostrano inoltre un livello significativamentepiù elevato nella dotazione di capitale sociale in forma di partecipazionead attività associative, di svolgimento di attività di volontariato,di consapevolezza civica e partecipazione ad attività di politicaattiva.
L'analisi delle differenze riscontrate nelle condizioni di arrivo suggerisceche lo svolgimento del servizio civile determini sui giovani che lo svolgono(rispetto ai giovani che pur avendo presentato domanda non hanno avutola possibilità di svolgerlo):
- un ampio e significativo aumento della propensione a svolgere attivitàdi volontariato, sia in modo occasionale, sia (in misura più ridotta)in modo sistematico;
- un contenuto, ma significativo, aumento del livello medio di partecipazionead attività di tipo associativo;
- un contenuto e meno significativo aumento del livello medio di cittadinanzaattiva e di partecipazione ad attività politiche.


In allegato è disponibile una sintesidel IX Rapporto CNESC sul Servizio Civile in Italia.



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