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(13 dicembre 2007) ISTAT: Annuario statistico italiano 2007.

Aumenta la popolazione ma grazie agli immigrati; cresce la fecondità delle donne italiane (che però rimane una delle più basse in Europa) ma aumenta anche il tasso di invecchiamento; in calo i matrimoni, soprattutto quelli religiosi.


ISTAT: Annuario statistico italiano 2007


Aumenta la popolazione ma grazie agli immigrati; cresce la feconditàdelle donne italiane (che però rimane una delle più bassein Europa) ma aumenta anche il tasso di invecchiamento; in calo i matrimoni,soprattutto quelli religiosi.
    13 dicembre 2007 Istat
E' un appuntamento ultracentenario, quello con l'Annuario statistico italiano,la più importante fra le pubblicazioni a carattere generale dell'Istat.
In 26 capitoli l'Annuario offre una sintesi conoscitiva preziosa, chefa convergere in un quadro unitario e articolato le informazioni statisticheprodotte dall'Istat e dalla rete del Sistema statistico nazionale.
Schede metodologiche sulle singole fonti statistiche, glossario, bibliografiae indice analitico sono gli strumenti offerti per rispondere al meglioalle esigenze informative e di approfondimento degli utilizzatori.
I dati pubblicati, generalmente riferiti al 2006 e disaggregati a livelloregionale, sono accompagnati da un confronto sintetico con i quattro anniprecedenti.
Per rendere più facile la consultazione del volume composto dacirca 800 pagine, ciascun capitolo è preceduto da commenti a carattereesplicativo che ne agevolano la comprensione anche a un pubblico di "nonspecialisti”.
La versione elettronica dell'Annuario e le tavole statistiche allegatesono disponibili sul sito web www.istat.it.

In allegato è disponibile unasintesi del Rapporto, e alcuni capitoli concernenti tematicherelative al mondo non profit:
Capitolo 2 Popolazione
Capitolo 3 Sanitàe salute
Capitolo 4 Assistenzae previdenza sociale
Capitolo 7 Istruzione
Capitolo 8 Attivitàculturali e sociali varie
Capitolo 11 Famigliee aspetti sociali vari
Capitolo 21 Ricerca,sviluppo e innovazione

Tra i numerosi aspetti della società italiana che emergono dall'Annuario,alla fine del 2006 i residenti in Italia sono 59.131.287, circa 380.000in più rispetto all'annoprecedente. Tale incremento si deve quasi esclusivamente al saldo attivodel movimento migratorio(+377.458 unità), mentre il movimento naturale, che torna ad esserepositivo, contribuisce con2.118 unità. Al 1° gennaio 2007 gli stranieri residenti sono2.938.922 con un incremento rispettoall'anno precedente di 268.408 unità (+10,1%); attualmente glistranieri iscritti in anagraferappresentano il 5% della popolazione totale, un valore quasi doppio rispettoal 2,7% del 2003.

La fecondità delle donne italiane nel 2006 è salita a 1,35(da 1,32 figli per donna nel 2005), si trattadel livello più alto registrato in Italia negli ultimi anni. Nell'UE15, ma per il confrontointernazionale i dati si fermano al 2005, il nostro paese rimane comunqueuno di quelli menoprolifici. Se invece si considera l'UE 27 l'Italia sopravanza molti paesidell'Europa dell'Est chehanno livelli di fecondità decisamente più bassi (1,24 laPolonia, 1,25 la Slovacchia, 1,26 laSlovenia e 1,28 la Repubblica Ceca ).

Ancora in calo i matrimoni, che scendono da 247.013 del 2005 a 243.511del 2006 con un tassoche passa dal 4,3 al 4,2 per mille. Continuano poi a diminuire i matrimonicelebrati con ritoreligioso, che si attestano al 66,3% del totale (erano il 67,6% nel 2005),mentre quelli con ritocivile salgono al 33,7% del totale (erano il 32,4% nel 2005). Nelle regionicentro-settentrionali lapercentuale dei matrimoni religiosi scende al 56,2%, nel Sud èdel 79,2%.

Prosegue il processo di invecchiamento della popolazione: al 1° gennaio2007 l'indice di vecchiaia(rapporto tra la popolazione ultrasessantacinquenne e quella con menodi 15 anni) registra unulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 141,5%. Considerandoi dati a livellointernazionale, il nostro paese, con un indice al 137,8%, ètra quelli maggiormente investito dal processo di invecchiamento dellapopolazione. Tra i paesi chesuperano la soglia del 100%, ovvero Germania, Bulgaria, Grecia, Spagna,Lettonia, Portogallo,Slovenia ed Estonia, nessuno arriva a sfiorare il 130%. Ormai un italianosu cinque èultrasessantacinquenne e anche i "grandi vecchi” (dagli ottanta anni insu) sono in continuoaumento, e rappresentano più del 5% del totale della popolazione.

L'assistenza domiciliare integrata è sempre più importantein una società come quella italiana,caratterizzata da un evidente processo di invecchiamento. Su 195 Asl sono184 quelle che offronoquesto servizio nel 2005 (erano 175 nel 1999). Aumentano anche i pazientiassistiti al propriodomicilio: da circa 316.000 nel 2003 a 396.000 nel 2005; gli ultrasessantacinquenninerappresentano una quota rilevante (l'84,2% del totale).

Nel sistema ospedaliero italiano prosegue il processo di razionalizzazionedelle risorse e delleattività. Nel 2003 i posti letto ordinari sono 4,2 ogni mille abitanti(4,9 nel 1999). Alla diminuzionedell'offerta di posti letto corrisponde un'ulteriore riduzione delle degenzein regime ordinario (chescendono a 8,4 milioni nel 2003 dai circa 9,8 milioni del 1999), mentreaumenta il ricorso al dayhospital: la dotazione di posti letto per questo servizio passa da 26.818nel 1999 a quasi 33.000 nel2003 (14% circa del totale dei posti letto ordinari).

Nel 2007 il 73,3% della popolazione residente in Italia valuta buono ilproprio stato di salute, condifferenze di genere a svantaggio delle donne (70,2% contro 76,6% degliuomini). La presenza dipatologie croniche costituisce un importante indicatore per comprenderelo stato di salute dellapopolazione. Il 38,4% dei residenti in Italia dichiara di essere affettoda almeno una delle principalipatologie croniche. Quelle maggiormente riferite sono l'artrosi/artrite(19,4%), l'ipertensione(15,3%), le malattie allergiche (9,9%) e l'osteoporosi (7,4%).

Nel 2007 è ancora rilevante la quota di famiglie che denuncianodifficoltà di accesso ai servizi dipubblica utilità, soprattutto per quanto riguarda il pronto soccorso(55,1%), le forze dell'ordine(40,3%), gli uffici comunali (35,6%), i supermercati (31,6%) e gli ufficipostali (28,1%).Permangono differenze a livello territoriale; infatti, le famiglie meridionalihanno più probleminell'accesso ai servizi.

Nel 2007 il 9,2% delle persone di 14 anni e più partecipa alleattività gratuite di volontariato, il9,1% a riunioni di associazioni culturali, mentre il 16,7% si limita aversare soldi a un'associazione.

Sempre nel 2007, rimane sostanzialmente stabile la quota di persone di3 anni e più che dichiara dipraticare uno sport con continuità (20,6%) o saltuariamente (9,6%).La pratica sportiva è piùdiffusa al Nord con il 24,0%, mentre scende al 15,6% nel Meridione. Lepersone che svolgonocomunque un'attività fisica (come fare passeggiate, nuotare, andarein bicicletta) sono il 29,6%,mentre i sedentari si attestano al 39,5%, con le donne più numerosedegli uomini (44,2% contro34,5%).


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