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(15 gennaio 2008) ISTAT: La partecipazione degli adulti ad attività formative.

Le attività formative (corsi di studio, di formazione post-scolastica e sportivi) coinvolgono soprattutto la fascia di popolazione fino ai 44 anni e residente nel Nord, e sono erogate principalmente dal datore di lavoro, scuole, università ed enti non pro

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ISTAT: La partecipazione degli adulti ad attivitàformative

Le attività formative (corsi di studio, di formazione post-scolasticae sportivi) coinvolgono soprattutto la fascia di popolazione fino ai 44anni e residente nel Nord, e sono erogate principalmente dal datore dilavoro, scuole, università ed enti non profit.
  15 gennaio 2008 Istat
Lo scorso 10 gennaio l'Istat, nell'ambito delle indagini Multiscopo, hapresentato il rapporto "La partecipazione degli adulti ad attivitàformative".
Le informazioni sono tratte dall'indagine "I cittadini e il tempo libero”svolta a maggio 2006 e riguardano la partecipazione degli adulti ad attivitàformative di tipo formale e non formale nonché il ricorso all'autoformazione.
Il campione comprende 24mila famiglie per un totale di circa 54mila individui.
L'obiettivo principale del modulo sulla partecipazione degli adulti adattività formative è di evidenziare non solo coloro checontinuano ad apprendere e a formarsi durante il corso della loro vitama anche gli esclusi che non partecipano ad alcuna attività diformazione. Per questo motivo sono stati presi in considerazione tuttii tipi di partecipazione ad attività di formazione includendo attivitàorganizzate e strutturate come i corsi di studio (formal
education) e i corsi di formazione (non-formal education) ma anche attivitàautogestite come l'autoformazione (informal learning) a condizione chel'attività fosse condotta con la precisa intenzione di apprendere.

In allegato è disponibile il rapporto Lapartecipazione degli adulti ad attività formative.

Nel 2006 il 41,7% delle persone di 18 anni e più ha effettuatoalmeno un'attività di formazione negli ultimi 12 mesi precedentil'intervista.
Le attività di formazione sono di diverso tipo: in primo luogoi corsi di studio (praticati dal 7,2% delle persone di 18 anni e più,con oltre il 40% dei giovani fino a 24 anni) in cui rientrano tutti icorsi, dalla scuola elementare al dottorato di ricerca, che permettonoil conseguimento di un titolo di studio riconosciuto dal sistema nazionaledelle qualificazioni (es. corso di laurea in lingue). Seguono poi i corsidi formazione (16,3%) che sono, invece, attività strutturate eorganizzate che possono eventualmente dare diritto ad un attestato manon permettono di modificare il titolo di studio di chi le pratica (es.corso di lingua inglese). Infine si evidenziano le attività diautoformazione (35,8%) che sono attività non strutturate e praticateautonomamente con l'intenzione di aumentare e migliorare le proprie conoscenze(es. vedere un film in lingua straniera per migliorarne la conoscenza).
La partecipazione ad attività formative è maggiore per gliuomini (44,1%) rispetto alle donne (39,5%) ma è, ovviamente, moltoinfluenzata dall'età.
La quota di persone che partecipano ad attività formative èsuperiore al 50% della popolazione fino ai 44 anni. Al crescere dell'etàil livello di partecipazione diminuisce rapidamente: è il 37,6%tra le persone dai 55 ai 59 anni, il 28,1% tra le persone di 60-64 annie solo il 14,3% tra gli ultra sessantacinquenni.

Notevoli sono le differenze territoriali: partecipano ad attivitàformative il 48,5% delle persone residenti nel Nord-est e circa il 43%di quelle del Nord-ovest e dell'Italia centrale; risulta, invece, decisamenteinferiore la quota di persone residenti nell'Italia meridionale e nelleIsole (circa 35%). Le regioni in cui il tasso di partecipazione alle attivitàformative è più alto sono il Trentino-Alto Adige (53,1%),il Friuli- Venezia Giulia (52,2%), il Veneto (50,1%) e la Valle d'Aosta(47,7%). Le regioni in cui la partecipazione è minore, invece,sono la Calabria (33,1%), la Sicilia (34%) e la Campania (34,3%).

Differenze rilevanti si riscontrano a livello sociale. Gli studenti sono,ovviamente, quelli con i tassi di partecipazione più alti (91,8%);seguono gli occupati con il 54,6% dei casi e le persone in cerca di primaoccupazione (49%). Sono molto bassi i tassi di partecipazione tra le casalinghe(23,5%) e tra i ritirati dal lavoro (19,2%). Si rilevano forti differenzeanche tra gli occupati con i direttivi, quadri e impiegati (67%) e i dirigenti,imprenditori e liberi professionisti (66,3%) che partecipano ad attivitàformative molto più degli operai (41%) e dei lavoratori in proprioe coadiuvanti (42,4%). Le donne occupate, inoltre, hanno dei tassi dipartecipazione più elevati di quelli degli uomini: le occupatepartecipano ad attività formative nel 58,1% dei casi rispetto al52,3% degli uomini e tali differenze permangono anche a paritàdi livello professionale. Ad esempio le donne direttive, quadri e impiegatepartecipano ad attività formative nel 67,9% dei casi rispetto al65,9% dei maschi nella stessa posizione professionale.

Molto forti sono le differenze di partecipazione legate al titolo di studio.I laureati hanno svolto attività formative nel 74,4% dei casi,mentre le persone con la licenza elementare registrano tassi di partecipazionebassissimi (13,6%). Tali differenze sono molto forti anche a paritàdi età; se, ad esempio, consideriamo la classe 25-44 anni si notache i laureati hanno un tasso di partecipazione molto più elevatodegli altri titoli di studio (78%) mentre già tra i coetanei diplomatila quota si riduce al 63,3% per passare poi al 39,8% tra le persone conla licenza media e al 20,2% tra le persone di 25-44 anni con la licenzaelementare.

Analoghe differenze si riscontrano a seconda del tipo di corso frequentato.I corsi di studio sono frequentati dalle persone fino ai 24 anni (66,2%per le persone di 18-19 anni e 41% per le persone di 20- 24 anni); lafrequenza cala poi drasticamente con il raggiungimento dell'etàlavorativa e l'uscita dal sistema scolastico. I corsi di studio, poichérichiedono un impegno molto oneroso in termini di tempo, sono, inoltre,frequentati essenzialmente da studenti (85,2%) e da persone in cerca diprima occupazione (14,7%). È invece ridotta la quota di occupati(4,1%), soprattutto perché le persone tendono a completare il ciclodi studi formale prima di dedicarsi alla ricerca di un lavoro.

Studiando la sovrapposizione tra attività strutturate come i corsidi studio e/o formazione e attività non strutturate come l'autoformazionesi evidenzia che l'autoformazione ha un ruolo estremamente rilevante.Il 51% di chi ha svolto almeno un'attività di formazione ha svolto,infatti, solo attività di autoformazione, il 34,7% ha svolto siacorsi di studio e/o di formazione sia autoformazione e il 14,3% ha praticatosolo corsi di studio e/o di formazione. Il ricorso all'autoformazionecome canale esclusivo di formazione è minimo tra i giovani, perpoi aumentare con l'età. Infatti, ricorrono solo all'autoformazioneil 72,2% delle persone di 60-64 anni e l'87,1% degli ultra sessantacinquenniche svolgono formazione. Al contrario la quota più elevata di personeche frequentano solo corsi di studio e/o formazione o che abbinano lafrequenza di questi con l'autoformazione si riscontra tra le persone finoai 24 anni.

La frequenza ai corsi di formazione (non-formal education) comprende ognitipo di corso organizzato con la presenza di un formatore/istruttore;il panorama delle attività formative risulta, quindi, ampiamentevariegato. Il 44,6% di coloro che svolgono corsi di formazione lo fannoin ambito lavorativo, il 41,8% segue quelli per la crescita professionale;il 24,4% corsi sportivi o di danza, il 16,7% seminari e il 14,4% corsiper finalità personali. È minore, infine, la quota di chisegue corsi di formazione a distanza (8,5%) e lezioni private (8,2%).
I più giovani partecipano maggiormente a corsi sportivi o di danza(il 51,6% tra i 18 e i 19 anni e il 40,2% tra i 20 e i 24 anni), mentrele persone in età lavorativa frequentano di più corsi diformazione svolti in ambito lavorativo o corsi per la crescita professionale.Tra gli anziani, infine, è molto elevata la quota di chi seguecorsi per finalità personali (36,4% delle persone di 65 anni epiù).

I corsi di scienze sociali, economia e giurisprudenza sono i piùseguiti (22,1%); al secondo posto si attestano quelli sui servizi (18,5%),al terzo posto i corsi di letteratura ed arte (17,2%), nei quali rientranoanche attività amatoriali come la danza, la musica, il ballo, ilteatro, ecc (6,9%) e al quarto quelli su salute e welfare (11%). Minoreè la partecipazione ai corsi di informatica e uso del computer(8,7%), ingegneria, manifattura e costruzioni (5,6%), insegnamento, formazionee scienze dell'educazione (3,2%), programmi generali (2,5%) e scienzefisiche e naturali, matematica, statistica, agraria e veterinaria (2,2%).

I corsi di formazione vengono seguiti in primo luogo per ampliare le conoscenzee le competenze su un argomento di interesse (44%), e, secondariamente,per poter svolgere meglio il proprio lavoro e aumentare le possibilitàdi una promozione (43,3%). Segue, a grande distanza, il desiderio di ampliarele informazioni su un argomento e ottenere conoscenze utili per la vitaquotidiana (21,4%), la voglia di incontrare persone nuove (15,4%), lanecessità di conseguire un attestato (14,6%) e il desiderio ditrovare un lavoro o di cambiare professione (13,4%). Il restante 12,9%è, invece, stato obbligato a partecipare ad un corso di formazione.

Il 24,9% delle persone tra i 18 e i 64 anni che ha seguito almeno un corsodi formazione ha partecipato a corsi erogati dal datore di lavoro, mentreil 9,8% a quelli erogati da organizzazioni legate al datore di lavoro.Il 14,9% ha seguito corsi organizzati da scuole, università o centriterritoriali permanenti e l'8,5% da istituti privati la cui attivitàprincipale non è la formazione. Il 7% ha frequentato corsi svoltida centri di formazione professionale, il 7,2% da privati cittadini, il5,6% dalle università popolari, della terza età o del tempolibero e il 5,5% dalle camere di commercio, o dalle strutture educativecomunali o dalle organizzazione sindacali o no-profit.



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