Ultime News

(26/10/2015) "Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato"

Attualissimo libro di Monia Alfieri, Marco Grumo e Maria Chiara Parola sulla scuola pubblica statale e paritaria, sul diritto all’istruzione e alla libertà educativa. Dal 27 ottobre nelle librerie italiane.



Il 27 ottobre 2015 uscirà nelle librerie italiane il saggio "Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato", di Anna Monia Alfieri, Marco Grumo e Maria Chiara Parola, con la prefazione del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca Stefania Giannini, edito dalla casa editrice Giappichelli.

Gli autori – decisamente audaci sul tema, con dovizia di dati e fonti controllabili e realistici – arrivano a formulare una proposta innovativa, perché sia realizzato in factis, anche in Italia come nel resto dell’Europa, il diritto alla libertà di scelta educativa: la chiave di volta è il costo standard di sostenibilità per allievo.

Il lettore avrà modo di confrontarsi con un ampio apparato di dati incontrovertibili e di tabelle riassuntive che mostrano come, allo stato attuale dei fatti, semplicemente iscrivendo a bilancio tutte le spese prevedibili dell’attività scolastica e gestendole in un quadro unitario e rigoroso in ordine agli sprechi, è possibile riequilibrare i costi – senza mai cedere sulla qualità del servizio – per consentire il riconoscimento della libertà di scelta educativa della famiglia parallelamente ad un sensibile risparmio per le casse dello Stato, elemento non trascurabile, in epoca di spending review.

In allegato, potete leggere:
- la copertina
- un ricco Absctract con l'Indice
- gli Autori.

Sr. Anna Monia ALFIERI, sin dalla sua prima pubblicazione “La buona scuola pubblica per tutti statale e paritaria”, Laterza, 2010, sostiene che sia il “costo standard per studente” l’anello mancante per un Sistema Scolastico Integrato.
"La lettura de “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato”, infatti, non soltanto arricchisce la mente, ma interpella anche nel profondo la coscienza del lettore, coinvolgendolo nel vivo di temi che implicano il destino del singolo, della famiglia, dei diritti umani", dichiara sr Anna Monia, che avverte: "Non ci si aspetti quindi un contatto facile e immediato".
Certo, l’agilità dello stile e la chiarezza espositiva agevolano il lettore, al quale è comunque richiesto, per una piena fruizione dei contenuti, il serio impegno di accostarsi al testo con l’animo e la mente sgombri da precomprensioni e pregiudizi.
Il saggio, infatti, pone a tema le potenzialità della buona scuola pubblica, statale e paritaria; la libertà di scelta educativa della famiglia nei confronti della prole; la possibilità di un concreto miglioramento in qualità e quantità delle risorse a favore della stessa scuola pubblica, statale e paritaria.
Il discorso è incisivo e originale, si direbbe “accattivante”, per quanto il tema possa consentirlo, arrivando a delineare – partendo dalla storia e attraversando il presente nella sua oggettività – prospettive estremamente concrete e realistiche. Rispetto a tali argomentazioni, è auspicabile che i preconcetti cadano, lasciando spazio, per il lettore, al gusto personale di un’analisi seria e dettagliata, foriera di ulteriori sviluppi e approfondimenti. Nella realtà in cui viviamo, all’interno della quale siamo chiamati ad intervenire positivamente, ciascuno nel proprio ambito, chi intende affrontare il tema vitale della scuola lo deve fare, oltre che con retta coscienza, anche con una conoscenza ampia e approfondita delle componenti giuridiche, storiche, economiche, antropologiche che del tema stesso sono il fondamento. Che l’alunno, su mandato e responsabilità della famiglia, sia il protagonista di questa esperienza, tanto entusiasmante quanto delicata, è assolutamente certo nel mondo civile; ugualmente è incontestabile che egli abbia tutto il diritto di trovare, nelle persone come nelle strutture, accompagnamento, competenza e accoglienza al massimo livello. Soltanto al termine di un lungo percorso – che comunque è solo la prima delle tappe formative della vita - il giovane potrà a sua volta inserirsi a pieno titolo nella collettività e contribuire al suo miglioramento. E’ questo, oltre ogni legittimo auspicio di miglioramento, lo spirito della Buona Scuola, alimentato da un’ampia consultazione popolare, e divenuto legge 107/2015 dello Stato italiano. In tale prospettiva, allora, diventa fondamentale che la famiglia italiana, soggetto del diritto, sia messa nella condizione di liberamente scegliere la buona scuola pubblica, statale o paritaria ex L. 52/2000, a cui affidare il proprio figlio, perché quest’ultimo possa aprirsi alla realtà secondo le convinzioni e lo stile educativo della famiglia stessa. In questo consiste il principio della libertà di scelta educativa in un pluralismo formativo, che la nostra Costituzione, con la conseguente normativa di riferimento, riconosce, ma che l’attuale ordinamento oggettivamente non garantisce, a differenza di quanto accade nei Paesi europei. La buona scuola pubblica italiana, statale e paritaria, è chiamata quindi – in vista del servizio essenziale proposto alla famiglia che la sceglie - a riscoprire la propria solida identità educativa e culturale, in dialogo con il territorio, con le istituzioni, con la società.

Marco GRUMO, docente di Economia presso l’Università Cattolica di Milano spiega che anche per la scuola sarebbe utile sperimentare un sistema di finanziamento simile a quello adottato nel settore sanitario italiano, un sistema univoco per la scuola statale e per quella paritaria, fondato sul costo standard per allievo. Non però un costo standard calcolato nella prospettiva del contenimento della spesa da parte del soggetto finanziatore, bensì un vero e proprio "costo standard di sostenibilità", calcolato cioè avendo riguardo al funzionamento concreto delle scuole e soprattutto alle esigenze e sfide di qualità, sviluppo e inclusione che tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie, dovranno raccogliere nei prossimi anni.
Un costo standard quindi molto particolare non "calcolato a tavolino", ma concreto e positivo nel breve e nel medio lungo periodo, per la scuola, per il soggetto finanziatore, per gli studenti (anche quelli più deboli), per le famiglie e per gli operatori. Un sistema di finanziamento innovativo e di sviluppo, su cui forse vale la pena meditare ulteriormente e gradualmente sperimentare.

Infine Maria Chiara PAROLA, genitore ed esperta di scuola, afferma che la società italiana, oggi, è in sofferenza. Lo si vede a occhio nudo. Se è vero che da una sola cellula impazzita può svilupparsi una grave patologia nel corpo umano, è legittimo il sospetto che la fragilità della Famiglia, cellula fondante della società civile, porti grave danno allo Stato.
La libertà e il diritto, per i genitori, di scegliere la formazione e l’educazione dei propri figli, attraverso una buona scuola pubblica – paritaria o statale - è fondante, come lo è la libertà e il diritto di movimento, di parola, di uguaglianza davanti alla Legge. La libertà di scelta educativa in un pluralismo di offerta formativa non è negoziabile: appartiene alla notte dei tempi. Mutatis mutandis, la detenevano i greci e i romani, le famiglie della rinascita carolingia, gli studenti delle prime università, tutti coloro che nella storia hanno ritenuto importanti per i giovani la formazione e la cultura. Il genitore di oggi ha la necessità di riflettere per tempo e con intelligenza sul destino del proprio figlio; non può affidare la sua formazione ed educazione ad agenzie che non condividano la linea educativa della famiglia, in quanto la società plurale offre una pletora di modelli disparati e ambigui, oltre ad esempi positivi e condivisibili.

Pertanto è molto importante che la scuola pubblica, paritaria e statale, sia veramente “buona”, cioè abbia anzitutto una identità presentata in modo “chiaro e distinto”, per dirla con Cartesio. Che sia “buona” perchè forma il cittadino di domani, la persona in grado di compiere scelte consapevoli. “Buona” perchè si fonda non solo su premesse gestionali corrette, ma soprattutto su radici di umanità, storia, bellezza, civiltà che sono alla base della nostra cultura. Imprescindibili.
Questo saggio ci vuole dire come.

Potete leggere anche:
http://www.tecnicadellascuola.it
http://formiche.net
http://www.tempi.it
http://www.fidaelombardia.it
http://www.fidaelombardia.it/Resource

  • Copertina
    Copertina 2,19 MB
  • ABSTRACT e INDICE
    ABSTRACT e INDICE 238,95 KB
  • Autori
    Autori 615,2 KB

Autenticazione necessaria

Per inserire un tuo commento a questo articolo devi essere registato, se non sei ancora registrato clicca qui. Se sei già registrato al sito effettua l’autenticazione inserendo il tuo indirizzo e-mail e la tua password.

Stampa questa pagina Invia questa pagina ad un amico
© 2015 Edinet Srl - Tutti i diritti riservati - Via Gaetano Doninzetti 30 - 20122 Milano - tel. 02.77886211 - P.IVA: 12985430151 - Privacy policy - Site credits