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(26/05/2016) Finalmente l’approvazione della delega per la riforma del Terzo Settore

Mercoledì 25 maggio 2016 la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge "Delega al Governo per la riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale". Entro 12 mesi i decreti attuativi.



Mercoledì 25 maggio 2016 la riforma del Terzo settore è diventata legge delega, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati.

L'iter parlamentare è durato due anni.
Il disegno di legge recante Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale (A.C. 2617-C ed abb .) era stato approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 9 aprile 2015, dopo l'esame, in sede referente, presso la XII Commissione affari sociali.
Trasmesso al Senato (A.S. 1870), il disegno di legge delega era stato assegnato in sede referente alla Commissione Affari costituzionali, ed approvato, con modifiche, dall'Assemblea del Senato il 30 marzo scorso.
Trasmesso alla Camera in seconda lettura, il provvedimento è stato esaminato, in sede referente, dalla XII Commissione affari sociali che ne ha concluso l'esame il 19 maggio scorso, senza l'approvazione di modifiche.
Ieri si è concluso l'iter in terza lettura alla Camera con l'approvazione definitiva.

La legge si compone di 12 articoli.

L'articolo 1 individua e disciplina la finalità e le linee generali dell'intervento normativo, prevedendo che il Governo adotti, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi al fine di sostenere la autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune e ad elevare i livelli di coesione e protezione sociale favorendo l'inclusione e il pieno sviluppo della persona.
Il Governo potrà poi adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi attuativi, disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi.

Il Terzo settore viene definito nella legge delega come “il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d'interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi, in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi”.
Tra le finalità perseguite dal disegno di legge vengono specificamente enunciate quelle di procedere ad una revisione della disciplina contenuta nel codice civile in tema di associazioni e fondazioni nonché della disciplina in tema di impresa sociale e di servizio civile nazionale.

L'articolo 2 prevede i principi e criteri direttivi generali, mentre l'articolo 3 detta i principi e i criteri direttivi per la revisione della disciplina contenuta nel codice civile in materia di associazioni e fondazioni, tra i quali ricordiamo:
- la semplificazione e la revisione del procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica;
- la previsione di obblighi di trasparenza e informazione anche con forme di pubblicità dei bilanci;
- la previsione dell'applicazione alle associazioni e fondazioni che esercitano stabilmente attività di impresa, delle norme di cui ai titoli V e VI del libro V del codice civile (in materia di società e di cooperative e mutue assicuratrici) in quanto compatibili;
- la disciplina del procedimento per ottenere la trasformazione diretta e la fusione tra associazioni e fondazioni, nel rispetto del principio generale della trasformabilità tra enti collettivi diversi introdotto dalla riforma del diritto societario di cui al decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6.

L'articolo 4 disciplina i principi e criteri direttivi ai quali dovranno uniformarsi i decreti legislativi dedicati al riordino e alla revisione della disciplina vigente in materia di enti del Terzo settore mediante la redazione di un apposito Codice, volti tra l’altro
- all'individuazione delle attività di interesse generale che caratterizzano gli enti del terzo settore;
- alla previsione del divieto di distribuzione, anche in forma indiretta, degli utili o degli avanzi di gestione, salva la specifica previsione in tema di impresa sociale;
- alla disciplina degli obblighi di controllo interno, rendicontazione, trasparenza e delle modalità di verifica periodica dell'attività svolta;
- alla riorganizzazione del sistema di registrazione degli enti anche attraverso la messa a punto di un registro unico;
- alla revisione del sistema dei centri di servizio per il volontariato.

L'articolo 9 reca i principi e i criteri direttivi cui si deve uniformare il legislatore delegato per introdurre misure agevolative e di sostegno economico e per procedere finalmente al riordino e all'armonizzazione della relativa disciplina tributaria e delle diverse forme di fiscalità di vantaggio. Tra questi ricordiamo in particolare che è prevista la revisione della disciplina delle ONLUS.

L'articolo 10, istituisce la "Fondazione Italia sociale", una fondazione di diritto privato con finalità pubbliche, che, mediante l'apporto di risorse finanziarie e competenze gestionali, avrà il compito di sostenere, attrarre e organizzare le iniziative filantropiche e gli strumenti innovativi di finanza sociale.

Riportiamo, di seguito, la dichiarazione del Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri:
“Siamo molto soddisfatti di essere giunti al termine di questo lungo processo cominciato due anni fa e largamente atteso e voluto dal nostro mondo. Il testo che l’Aula della Camera ha approvato segna un risultato positivo e molto importante per le migliaia di organizzazioni, associazioni, imprese e cooperative che costituiscono il terzo settore perché ne definisce anzitutto natura, ambiti di azione, finalità e confini, consegnandoci una definizione giuridica chiara e unitaria, finora assente. Il testo licenziato è più equilibrato di quello proposto ad inizio percorso, nel quale prevaleva un forte sbilanciamento a favore degli aspetti economici, e a svantaggio della vera essenza del terzo settore: luogo e spazio di aggregazione e partecipazione per milioni di cittadini attivi e bacino di solidarietà, civismo e coesione.
Molti gli aspetti positivi: dal tentativo di superare l’innata frammentazione del terzo settore attraverso il riordino e la revisione organica delle diverse discipline esistenti in un unico Codice del terzo settore, all’istituzione di un registro nazionale unico – passaggio necessario a contribuire alla trasparenza di questo mondo -, alla revisione delle misure di agevolazione fiscale, al riordino in materia di servizio civile, alla scelta di un’unica sede di rappresentanza istituzionale come il Consiglio nazionale, purché preveda un coinvolgimento degli organismi di rappresentanza del terzo settore. Ulteriore aspetto di apprezzamento è che le politiche di governo, promozione e indirizzo siano in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Riforma chiarisce anche quali siano i compiti e ruoli affidati ai Centri di Servizio per il Volontariato e adotta il principio della “porta aperta” per quanto riguarda la base sociale. Bene che i CSV dovranno accreditarsi ed essere assoggettati a verifica periodica del mantenimento dei requisiti, anche sotto il profilo della qualità dei servizi dagli stessi erogati. Ben equilibrato il punto cui si è arrivati sull’impresa sociale. Rimangono i dubbi e le perplessità che già avevamo espresso sulla Fondazione Italia Sociale. Auspichiamo possano essere fugati in un secondo tempo, nella fase di definizione delle funzioni e del suo statuto. Quanto ai temi di trasparenza, monitoraggio e controllo, le funzioni di vigilanza e controllo saranno affidate al Ministero del lavoro e politiche sociali, e sono previste forme di autocontrollo positive per la valorizzazione delle reti.
Non possiamo quindi non ringraziare tutti coloro che hanno voluto e lavorato per l’attuazione di questa Riforma che indubbiamente segna un momento storico decisivo per il terzo settore, in particolare il sottosegretario on. Luigi Bobba e i due relatori di Camera e Senato, on. Donata Lenzi e sen. Stefano Lepri. Siamo però ben consapevoli che il nostro lavoro non termina oggi. I Decreti Delegati rappresenteranno il vero banco di prova per capire come in concreto il nostro mondo cambierà con questa Riforma, e in questa fase sarà decisivo il metodo con cui si lavorerà alla loro stesura. Auspichiamo che il Forum del Terzo Settore, già riconosciuto nel suo ruolo di rappresentanza in questi mesi di lavoro parlamentare, possa continuare ad essere considerato interlocutore fondamentale per un costruttivo confronto nell’interesse di tutto il terzo settore italiano”
.

Non profit on line
Avv. Maddalena Tagliabue

Potete leggere il testo del DDL approvato (Bozza provvisoria) sul sito del Senato.

  • DDL S 1870: Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale
    DDL S 1870: Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale 574,28 KB

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