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(22/11/2016) La Buona Scuola e l'autocritica di Renzi

Abbiamo chiesto a suor Anna Monia Alfieri un parere sulla recente dichiarazione di "fallimento" di Renzi. Ognuno si deve assumere la responsabilità di ciò che ha fatto, ora urge una soluzione in chiave Europea e il costo standard per studente



Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato sul punto – per lui particolarmente dolente – del forte malcontento con il quale il mondo della scuola, e soprattutto gli insegnanti, hanno accolto la Legge 107/2015, quella che nelle sue aspettative avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello del suo governo 'del fare'.

"Ho tanti rimpianti, uno è la scuola" - ha dichiarato il premier venerdì 18 novembre nella conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi per presentare il bilancio dei mille giorni dell'esecutivo da lui guidato - A differenza dei governi precedenti, abbiamo messo tre miliardi nella scuola. Nonostante questo siamo riusciti a fare arrabbiare tutti. Bisogna essere bravi per riuscirci. Evidentemente qualcosa non ha funzionato".
Concetto ripetuto poche ore dopo durante la trasmissione 'Otto e mezzo' di Lilly Gruber: "Siamo riusciti a far arrabbiare tutti. Ci vuole un talento particolare...".

Non profit on line, che segue la vicenda della Buona Scuola dal 2014 e che all'attualissimo tema ha dedicato anche un numero della rivista Non Profit Paper (n. 4/2015 "LE SFIDE DELLA SCUOLA ITALIANA"), ha chiesto a suor Anna Monia Alfieri, presidente di FIDAE Lombardia, un parere sulla recente dichiarazione del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Anna Monia Alfieri da molti ormai è considerata la voce più autorevole nel panorama scolastico italiano, probabilmente perchè una voce libera e scientifica che dal 2014 ad oggi non ha mai avuto alcun cedimento, nessuna smentita: la Buona Scuola la fanno i Buoni docenti e una riforma seria è capace di porre al centro lo studente.

Riportiamo di seguito una "Summa" del Sistema Scolastico Nazionale di Istruzione che non ammette compromessi, giochi partitici ma domanda una reale taske force politico-istituzionale e che come un presagio ha seguito le affermazioni e promesse dell'attuale governo anticipandone la drammatica dichiarazione di pochi giorni fa.

Suor Anna Monia Alfieri, fautrice del pensiero logico che non ammette contraddizioni in termini, dichiara che non occorre essere veggenti ma lungimiranti si.
Le riforme dal fiato corto frutto di compromesso, tanto la Legge 62/2000 quanto la Legge 107/2015 (cd Legge sulla Buona Scuola), mancano entrambe del coraggio dei gladiatori e dei politici coraggiosi di un tempo. Insomma entrambe non riescono a "garantire" il diritto "riconosciuto" perchè non superano il vincolo economico.

L'ottimista sr Anna Monia Alfieri registra le ammissioni di responsabilità del Premier che sulla Buona Scuola ci ha messo la faccia sin dal suo insediamento al Governo nel febbraio 2014 e non ammette dereponsabilizzazioni di sorta, i cittadini hanno dato il loro contributo.
"Ognuno si deve assumere la responsabilità di ciò che ha fatto e di ciò che ha detto. Di fronte a questa dichiarazione "di fallimento" del Premier, non possiamo restare sospesi in una sorta di limbo".

La soluzione era, è e resta il "costo standard di sostenibilità per studente" ben argomentato dati alla mano nel saggio di Anna Monia Alfieri, Marco Grumo, Maria Chiara Parola "Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento" (Ed. Giappichelli 2015), con la prefazione del Ministro Stefania Giannini che ha ben compreso il cuore della quaestio.

E questa volta è proprio sr Anna Monia che consegna delle slides al Premier (potete leggerle in allegato) perchè dopo le ammissioni fallimentari occorre una soluzione in chiave Europea come si dichiarava sin dalla Presidenza del secondo semestre 2014 dell'Italia in Europa.

E che fosse chiaro al Ministro Giannini si deduce dall'unica operazione sensata della Legge 107/2015.

Se ne è fatta un vanto il ministro dell'istruzione Giannini, che ha sottolineato che "è la prima volta che un Governo attua un Piano straordinario di ispezioni di tale portata". In effetti altre visite e verifiche sul corretto funzionamento delle scuole paritarie erano state disposte da altri ministri, a partire da Letizia Moratti, che fu la prima a dover gestire l'attuazione della legge 10 marzo 2000 n. 62 (Berlinguer), che tali controlli prevedeva (art. 1, comma 6). Ma si era trattato di interventi blandi, cui spesso erano seguiti aggiustamenti che conducevano in genere alla conferma della parità (tranne che in alcuni casi clamorosi, da codice penale).

Questa volta l'impegno contro i 'diplomifici' sembra più consistente, come ha detto anche il sottosegretario Gabriele Toccafondi: "Chi fa finta di fare scuola o non esamina correttamente deve chiudere", ha detto senza mezzi termini, e questo proprio per dare "strumenti, certezze e stabilità di risorse alle scuole paritarie che dimostrano di essere una delle due gambe su cui poggia il sistema di istruzione del Paese".

Per le paritarie che rispettano le regole la legge di Stabilità 2017 prevede il raddoppio del fondo sulla disabilità per i ragazzi iscritti, lo stanziamento di 25 milioni per il 2017 per le materne, il raddoppio progressivo delle detrazioni fiscali per le famiglie nei prossimi tre anni.
Non, insomma, la piena parità economica rivendicata dalle associazioni delle scuole paritarie, ma alcune aperture in quella direzione.

Ne prende atto la combattiva suor Anna Monia Alfieri, che nel suo blog su formiche.net esprime il suo plauso "a un Ministero che ha avuto il coraggio di avviare un simile processo, che non è semplice e scomoda parecchio, ma che non può non avere l'approvazione delle scuole paritarie serie", anche se ribadisce la sua convinzione che occorre procedere rapidamente verso la totale parità attraverso l'adozione per tutte le scuole, statali e paritarie, del 'costo standard di sostenibilità', perché "la politica dei piccoli passi non basta".

Qui potete leggere una raccolta degli ultimi interventi di suor Anna Monia Alfieri sullo stato di fatto della riforma della scuola, sulla libertà di scelta educativa delle famiglie e sul costo standard di sistenibilità per studente.

  • Buona la Scuola se in Libera scelta - Il sistema scolastico italiano e l'Europa
    Buona la Scuola se in Libera scelta - Il sistema scolastico italiano e l'Europa 11,25 MB

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