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(05/04/2017) Istituzione e disciplina del servizio civile universale

Decreto Legislativo 6 marzo 2017 n. 40, G.U. 3 aprile 2017 n. 78



Sulla Gazzetta Uggiciale 3 aprile 2017 n. 78 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 6 marzo 2017 n. 40, "Istituzione e disciplina del servizio civile universale, a norma dell'articolo 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106".

Il decreto, che entrerà ufficialmente in vigore il 18 aprile, prevede sostanzialmente procedure più facili per praticare il servizio civile all’estero, un numero minore di ore alla settimana e la possibilità di aderire ai bandi anche agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

Si tratta del primo provvedimento agganciato alla delega di riforma del Terzo settore che conclude in via definitiva il suo percorso.

Vediamo più da vicino le principali misure introdotte dal provvedimento:

Finalità del servizio civile universale
Le finalità del servizio civile universale sono la difesa non armata e non violenta della Patria, l'educazione, la pace tra i popoli, e la promozione dei valori fondativi della Repubblica.

Settori di intervento
Questi i settori operativi nei quali si esplica il servizio civile universale:
- assistenza;
- protezione civile;
- patrimonio ambientale e riqualificazione urbana;
- patrimonio storico, artistico e culturale;
- educazione e promozione culturale e dello sport;
- agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità;
- promozione della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani;
- cooperazione allo sviluppo;
- promozione della cultura italiana all'estero e sostegno alle comunità di italiani all'estero.

Organizzazione del servizio civile universale
Il servizio è organizzato secondo un piano triennale articolato a sua volta in piani annuali, ed è attuato mediante programmi di intervento proposti dagli enti di servizio civile universale nell'ambito di uno o più settori di intervento tra quelli sopra indicati.

I piani sono predisposti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri sentite le amministrazioni competenti e le regioni e sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere della Consulta nazionale per il servizio civile universale e della Conferenza permanente Stato Regioni.

Il decreto individua le competenze e le sfere di azione degli enti e dei soggetti coinvolti nel servizio civile, dallo Stato alle Regioni e Province Autonome, dagli enti locali agli operatori volontari.

Allo Stato spettano in particolare le funzioni di programmazione, organizzazione e attuazione del servizio, l'accreditamento degli enti, le attività di controllo.

Le Regioni e Province autonome, oltre ad esprimere pareri nella fase di predisposizione del piano triennale e dei piani annuali, svolgono essenzialmente i seguenti compiti sulla base di accordi con la Presidenza del Consiglio:
- formazione del personale;
- controllo sulla gestione delle attività degli enti di servizio civile nei territori di competenza e valutazione dei risultati dei relativi interventi;
- ispezioni presso gli enti per la verifica della corretta realizzazione degli interventi e del regolare impiego degli operatori.

Agli enti, soggetti pubblici o privati iscritti all'albo degli enti di servizio civile universale, spetta, tra i vari compiti, presentare i programmi di intervento e curarne la realizzazione, selezionare e formare gli operatori volontari impegnati nel servizio civile universale. Per assicurare la miglior efficienza del servizio gli enti possono costituire reti con altri soggetti pubblici e privati.

Operatori volontari: sono giovani ammessi a svolgere il servizio civile universale a seguito di bandi pubblici di selezione e sulla base di un apposito contratto che ne definisce i compiti.

Rapporto di servizio civile universale
Le attività e gli ambiti operativi di intervento dei volontari sono definiti da un contratto stipulato tra l’operatore selezionato dall’ente accreditato e la Presidenza del Consiglio: il rapporto di servizio è così regolato:
- il rapporto di servizio non è assimilabile ad alcuna tipologia di lavoro di natura subordinata o parasubordinata e non comporta la sospensione e la cancellazione dalle liste di collocamento o dalle liste di mobilità;
- il servizio può essere svolto in Italia o all’estero per una durata compresa tra 8 e 12 mesi;
- il trattamento economico è costituito da un assegno mensile per il servizio effettuato svolto, incrementato da eventuali indennità in caso di servizio all'estero; ogni due anni l'assegno mensile è incrementato in base agli aumenti ISTAT;
- gli assegni erogati agli operatori sono esonerati da imposizione fiscale e da trattamento previdenziale;
- è prevista la formazione obbligatoria per gli operatori, che si articola in una formazione generale e una specifica in base alla tipologia di intervento.
- L’orario di servizio prevede un impegno settimanale complessivo di 25 ore, oppure un monte ore annuo per i 12 mesi pari a 1145 ore e per 8 mesi corrispondente a 765 ore;
- agli operatori volontari è garantita sia la copertura assicurativa sia l’assistenza sanitaria del SSN.
- al termine del servizio agli operatori è rilasciato dalla Presidenza del Consiglio l’attestato di svolgimento del servizio civile universale.

Rappresentanza degli operatori volontari e Fondo nazionale per il servizio civile
Il decreto istituisce inoltre la rappresentanza degli operatori volontari, che si articola a livello nazionale e a livello regionale, il cui scopo è “garantire il costante confronto degli operatori volontari del servizio civile universale con la Presidenza del Consiglio dei ministri".

Infine, apposite disposizioni regolano le modalità di finanziamento del Fondo nazionale per il servizio civile, gestito dalla Presidenza del Consiglio.

"Esprimo tutta la mia soddisfazione per la conclusione di questo percorso con il quale nasce il Servizio civile universale - ha commentato Luigi Bobba, sottosegretario al lavoro con delega al provvedimento - Stiamo raccogliendo i primi frutti del lavoro avviato all'indomani dell'emanazione della legge delega di riforma del Terzo settore, dall'impresa sociale e del Servizio civile. Con questo primo decreto delegato intendiamo favorire e sostenere le occasioni di impegno volontario e civico dei giovani nel mondo associativo e nelle istituzioni locali. Un'occasione di formazione personale all'impegno civico, nonché un'opportunità di conseguire nuove competenze in vista di una successiva attività lavorativa".

La CNESC-Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, in un comunicato stampa, sottolinea che "adesso si apre la fase delle misure concrete di attuazione, che dovranno a dare seguito agli obiettivi, ambiziosi, della riforma. L’attuazione di modi più ampi di quelli armati per la difesa della Patria e per la promozione della pace, un nuovo e più avanzato equilibrio fra doveri e diritti dei giovani a partecipare pienamente alla vita del Paese, con l’accesso universale, volontario, per tutti i cittadini residenti e i cittadini della UE.
Non aiutano però a valorizzare questo percorso i continui e monotematici riferimenti al rapporto servizio civile e lavoro. Da anni la Cnesc chiede che vengano attuate le disposizioni del 2002, perché il servizio civile aumenta il capitale umano e sociale dei giovani e quindi dell’intero Paese, ma è un errore dare l’impressione che questo sia il cuore della riforma".

http://www.altalex.com
www.cnesc.it

Potete leggere il Decreto legislativo nella sezione Normativa Nazionale di Nonprofitonline.

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