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(12/06/2017) Povertà, arriva il Reddito d'Inclusione (ReI)

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il 9 giugno scorso lo schema di decreto legislativo che, in sostituzione del SIA (sostegno per l'inclusione attiva) introduce un nuovo sussidio per le famiglie più povere



Il debutto del reddito di inclusione avverrà il prossimo 1° gennaio 2018. Contestualmente saranno assorbiti nella misura unica di contrasto alla povertà sia l'asdi, il sostegno residuale contro la disoccupazione in favore degli ultra55enni, e il sostegno per l'inclusione attiva (SIA) nonchè la Carta Acquisti ordinaria erogata nei confronti dei nuclei familiari in cui siano presenti minori.
Sono queste alcune delle novità contenute nello schema di decreto legislativo sul reddito di inclusione approvato dall'esecutivo il 9 giugno 2017 ed ora trasmesso alle Commissioni Parlamentari per l'acquisizione dei relativi pareri.

"Prende vita oggi il primo strumento nazionale per la lotta alla povertà: una vera rivoluzione culturale con cui puntiamo a superare l'approccio assistenzialista del passato per rendere più efficaci gli interventi a favore delle persone bisognose". Così il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, al termine del CdM che ha approvato il decreto di attuazione della delega sulla povertà approvata a marzo, che introduce il Reddito d'Inclusione (ReI).

L’intervento interesserà circa 1,8 milioni di persone in condizione di povertà con una spesa complessiva di oltre un miliardo e 700 milioni per il 2018 e oltre due miliardi per il 2019.
Il beneficio economico del reddito di inclusione, assegnato su base annua per dodici mesi, sarà articolato da un minimo di circa 190 euro mensili nel caso di unico componente sino a raggiungere il valore dell'assegno sociale mensilizzato cioè 5.824 euro annui (pari a circa 485 euro mensili) per le famiglie più numerose e sarà riconosciuto in via continuativa per un periodo massimo di 18 mesi.
L'importo viene determinato partendo da un minimo di 3mila euro annui da moltiplicare per le scale di equivalenza di cui all'allegato 1 del DPCM 159/2013 (il decreto che regola l'Isee) moltiplicato per un valore fisso, in sede di prima applicazione della misura, pari a 0,75.
Il rinnovo della misura di sostegno sarà consentito solo una volta trascorsi almeno 6 mesi da quando ne è cessato il godimento.
Il reddito di inclusione sarà riconosciuto ai nuclei familiari che versano in condizioni di povertà (Isee non superiore a 6mila euro e una componente reddituale dell'ISEE, cioè l'ISR non superiore a 3mila euro) in presenza di figli minori, persone con disabilità, donne in stato di gravidanza accertata o di almeno un disoccupato con età superiore a 55 anni.
Il ReI sarà compatibile anche con lo svolgimento di una attività lavorativa, ma non con la fruizione di altre forme di assistenza, come ammortizzatori sociali per la disoccupazione involontaria o Naspi.
Sono previsti particolari limiti per quanto riguarda il possesso di veicoli e motoveicoli immatricolati nei 24 mesi antecedenti la richiesta.

Basta, però, con il mero assistenzialismo. "I due pilasti del provvedimento - ha spiegato Poletti - sono il sostegno al reddito e le iniziative mirate di inclusione: perché queste due cose funzionino servono le risorse sia per il primo che per il secondo. Abbiamo quindi previsto - ha aggiunto - che il 15% del Fondo povertà venga destinato al rafforzamento degli interventi e servizi sociali per il contrasto alla povertà". A queste risorse si aggiungono altri 550 milioni in tre anni per il potenziamento dei servizi sociali nel territorio e il finanziamento dell'assunzione di 600 nuovi addetti nei Centri per l'impiego, finalizzati specificatamente a supportare le famiglie beneficiarie del ReI, messi a disposizione attraverso il PON Inclusione (Fondo sociale europeo).

Soddisfazione anche dal Premier Gentiloni che ha sottolineato l'importanza della misura e l'auspicio di un potenziamento degli interventi nel futuro: "Abbiamo approvato molti provvedimenti ma vogliamo dare particolare risalto al Decreto legislativo sulla povertà: è stata una delle nostre priorità. Siamo consapevoli che è un primo passo, una prima risposta a un'esigenza molto rilevante e che gli anni della crisi hanno reso ancora più stringente".

Un riconoscimento, infine, anche dall'Alleanza contro la povertà, che ha auspicato tempi stretti per il completamento del percorso legislativo. "L'approvazione del decreto attuativo della legge delega di contrasto alla povertà è il primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di lotta all'esclusione che ci avvicina al resto d'Europa. Ora restano solo gli ultimi, decisivi, passaggi istituzionali, in Conferenza Unificata e in Parlamento, prima dell'approvazione definitiva da parte del Governo che chiuderà la fase di costruzione della prima reale misura nazionale di lotta alla povertà nel nostro paese. Riconosciamo, nel percorso compiuto finora, l'impegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e auspichiamo che le Commissioni Parlamentari possano essere ispirate dalla stessa volontà di migliorare ulteriormente il decreto".

In allegato:
- Presentazione ReI e strategia
- Il ReI in sintesi (il decreto attuativo)

http://www.lavoro.gov.it

http://www.pensionioggi.it

  • Reddito d'Inclusione (ReI): presentazione
    Reddito d'Inclusione (ReI): presentazione 770,69 KB
  • Reddito d'Inclusione (ReI): sintesi
    Reddito d'Inclusione (ReI): sintesi 353,46 KB

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