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(11/10/2017) Deducibili le erogazioni liberali ricevute da una parrocchia per i lavori di restauro

Risoluzione n. 89 dell'11 luglio 2017 e Risoluzione n. 133 del 14 giugno 2007



Le erogazioni liberali, ricevute da una parrocchia per sostenere i lavori di restauro degli immobili che costituiscono beni culturali ai sensi del Dlgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) ed effettuate da persone fisiche, enti non commerciali e da imprese, sono fiscalmente detraibili.

E' il chiarimento fornito con la Risoluzione n. 89 dell'11 luglio 2017 dall'Agenzia delle Entrate, che ha risposto positivamente all'interpello proposto da una Parrocchia avente in corso lavori di restauro e risanamento conservativo della chiesa e di sue pertinenze (campanile e aule parrocchiali soprastanti la chiesa).

La Parrocchia chiede di avere conferma della deducibilità delle erogazioni liberali effettuate in suo favore, per la realizzazione dei suddetti lavori, da persone fisiche e da persone giuridiche ai sensi rispettivamente dell’art. 15, comma 1, lettera h) e art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR.

L'Agenzia delle Entrate riprende i suddetti articoli del TUIR:
- l'art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR prevede che le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di determinati soggetti tra i quali “fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione e il restauro delle cose indicate nell’articolo 1 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 (…)”;
- della stessa detrazione possono fruire anche gli enti non commerciali in virtù del rinvio che l’art. 147 del TUIR opera al medesimo art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR;
- analogamente, per quanto riguarda le imprese, l’art. 100, comma 2, lettera f), del TUIR prevede la deducibilità dal reddito d’impresa delle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di determinati soggetti tra i quali “fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la protezione e il restauro delle cose indicate nell’articolo 1 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 (…)".

L'Agenzia ricorda, sul medesimo argomento, la Risoluzione n. 133 del 14 giugno 2007, in cui ha precisato che anche le parrocchie possono essere destinatarie delle suddette erogazioni liberali in quanto:
- sono enti riconosciuti che acquistano la personalità giuridica dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Interno che conferisce alle singole diocesi e parrocchie la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto;
- non perseguono fini di lucro;
- nell’ambito delle iniziative che promuovono possono realizzare interventi su beni culturali tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Ma, precisa l'Agenzia delle Entrate, per poter fruire della detraibilità delle erogazioni liberali ricevute, deve essere rispettata una specifica procedura che si differenzia a seconda del soggetto che effettua l’erogazione:
- nel caso in cui il soggetto erogatore sia una persona fisica, è previsto l'obbligo della stipula di un’apposita convenzione con l'ente beneficiario;
- le imprese e gli enti commerciali invece non sono tenuti a stipulare la suddetta convenzione, tuttavia devono presentare alle Soprintendenze di settore competenti, in allegato ad apposita istanza, un dettagliato progetto dell'iniziativa culturale finanziata, completo dei dati relativi alle previsioni di spesa;
- la parrocchia deve richiedere al competente ufficio del Mibact l'approvazione del progetto, l'autorizzazione ai lavori o all'avvio dell'iniziativa culturale allegando il preventivo di spesa, con esplicito riferimento al contributo delle erogazioni liberali. Inoltre, al termine dei lavori, deve presentare allo stesso ufficio una dichiarazione sostitutiva relativa alle spese effettivamente sostenute per gli interventi o le attività cui i benefici fiscali si riferiscono;
- la parrocchia deve comunicare alla Soprintendenza le liberalità ricevute entro il 31 dicembre dell'anno in cui sono state erogate. La Soprintendenza invia il preventivo di spesa vistato sia al soggetto erogatore che al beneficiario; tale documento costituisce l'autorizzazione alla richiesta di detrazione fiscale.
Al termine dei lavori la Soprintendenza, in relazione alle dichiarazioni sostitutive presentate, esegue controlli a campione ai fini della verifica della correttezza di quanto dichiarato.

Infine, l'Agenzia delle Entrate, per maggiori informazioni sull'iter procedimentale delle erogazioni liberali, invita a consultare il sito www.beniculturali.it, al link “meno tasse per chi investe in cultura”.

Nella sezione Prassi di Nonprofitonline sono disponibili i testi delle Risoluzioni n. 89/2017 e n. 133/2017.

Redazione Non profit on line

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