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(13/11/2017) LAZIO: Linee di indirizzo in materia di partecipazione attiva nella programmazione territoriale delle politiche sociali

Deliberazione della Giunta Regionale 24 ottobre 2017 n. 688, BUR 7 novembre 2017 n. 89



Sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio 7 novembre 2017 n. 89 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale 24 ottobre 2017 n. 688, "Linee di indirizzo in materia di partecipazione attiva nella programmazione territoriale delle politiche sociali".

"Il modello di welfare italiano è caratterizzato da un insieme di servizi di tutela dei soggetti più deboli, spesso erogati in collaborazione con il Terzo settore, che in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà, diviene erogatore di servizi sulla base dell'individuazione delle priorità riscontrate prevalentemente dal soggetto pubblico".

La presente Deliberazione ha proprio lo scopo di favorire la concertazione, il coordinamento e la compartecipazione tra i vari soggetti del pubblico e del privato non profit nell'elaborazione e realizzazione delle politiche sociali.

La partecipazione attiva rappresenta una forma di collaborazione tra la Pubblica Amministrazione e i soggetti del Terzo settore, per la realizzazione di attività e interventi di interesse generale, in base ai principi di: sussidiarietà, partecipazione, trasparenza e impatto sociale.

I comuni, in attuazione del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118 della Costituzione, sono titolari delle funzioni amministrative concernenti l'organizzazione e la gestione degli interventi e dei servizi del sistema integrato.
Il Piano di Zona, predisposto sulla base della programmazione regionale, è lo strumento attraverso cui è organizzato il governo locale dei servizi. Attraverso l'ufficio di Piano, del quale i comuni sono tenuti a garantirne il funzionamento, sono realizzate le attività operative e l'attività di circolazione delle informazioni e l'interazione con gli altri soggetti.

Al Terzo settore, nel rispetto del principio di sussidiarietà, la Regione e gli enti locali riconoscono un ruolo fondamentale e ne promuovono la partecipazione attiva nelle fasi di programmazione, progettazione e realizzazione concertata del sistema integrato.

È competenza degli Amministratori locali, attraverso l'Ufficio di Piano, avviare il processo di costruzione del Piano di zona e la definizione degli obiettivi da perseguire per ciascuna delle aree tematiche, anche attraverso l'organizzazione di Tavoli tematici atti a favorire un'ampia partecipazione dei soggetti deputati a parteciparvi.

I Tavoli tematici, aventi carattere tecnico, hanno lo scopo di interpretare il fabbisogno del territorio. Sono composti da soggetti interessati a ciascuna delle tematiche oggetto di discussione, in grado quindi di fornire un contributo tecnico alla risoluzione dei problemi.
I Tavoli tematici devono essere convocati dagli Uffici di Piano.
Ai Tavoli tematici partecipano gli organismi del Terzo settore aventi sedi operative nei territori distrettuali e/o regionali.
Di ciascun tavolo tematico dovranno essere convocati almeno due incontri annuali, uno dei quali preliminare alla programmazione territoriale - per il censimento dei bisogni, l'emersione di nuovi e la valutazione degli interventi in corso - e uno successivo, per la verifica della programmazione svolta.

Per quanto riguarda la consultazione del territorio, i comuni, associati a livello di Ambito, anche attraverso lo strumento delle assemblee pubbliche, predispongono iniziative di informazione e consultazione al fine di acquisire suggerimenti e proposte da tutti i cittadini interessati.

La consultazione del Terzo settore invece avviene attraverso la formazione dei Tavoli tematici di cui sopra, composti dai soggetti formalmente costituiti con scrittura privata registrata, iscritti nei registri o albi ufficiali previsti dalla normativa.
Ma la partecipazione è aperta anche a tutti i cittadini interessati (previa apposita richiesta formale).
I pareri avranno carattere consultivo e non vincolante ai fini della programmazione territoriale.
Le modalità di consultazione del Terzo settore sono di vario tipo: incontri di coordinamento operativo e seminari tra i partecipanti che compongono il tavolo tematico; dibattito pubblico; sportelli informativi; punti di ascolto; interviste e questionari, forum tematici.

In particolare, per quanto concerne i pareri del Terzo Settore, le amministrazioni acquisiscono pareri formali dalle consulte sulla disabilità, dalle associazioni di utenti e familiari, oltre che dai Tavoli tematici. Gli esiti delle diverse consultazioni e Tavoli tematici devono essere registrati in appositi protocolli di intesa sottoscritti dagli enti del Terzo Settore partecipanti ai Tavoli.

Leggi la Deliberazione della Giunta Regionale n. 688/2017 nella sezione Normativa Regionale di Nonprofitonline.

Redazione Non profit on line

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