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(26/06/2018) Decreto Ministeriale sulle operazioni straordinarie delle imprese sociali

E’ stato emanato il 27 aprile scorso il decreto n. 50 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che disciplina la trasformazione, fusione, scissione, cessione d'azienda e devoluzione del patrimonio delle imprese sociali



E’ stato emanato il 27 aprile scorso il decreto n. 50 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che disciplina la trasformazione, fusione, scissione, cessione d'azienda e devoluzione del patrimonio delle imprese sociali ai sensi dell’art. 12, comma 2, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, recante «Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell'art. 2, comma 2, lettera c) della legge 6 giugno 2016, n. 106».

1. Procedura per il rilascio dell’autorizzazione

Almeno novanta giorni prima della data di convocazione dell'assemblea o di altro organo statutariamente competente a deliberare, l'organo di amministrazione dell'impresa sociale notifica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con atto scritto avente data certa (un atto scritto la cui data di sottoscrizione è attestata da un notaio o da un pubblico ufficiale o con le altre modalità consentite dalla legge) l'intenzione di procedere ad una operazione di trasformazione, fusione, scissione o cessione di azienda o di un ramo d'azienda relativo allo svolgimento dell'attività d'impresa di interesse generale.
Dall’atto deve risultare la data in cui deve riunirsi l’organo statutariamente competente a deliberare, nonché quella in cui deve essere depositato il progetto di fusione o scissione.
Alla comunicazione deve essere allegata la documentazione di seguito descritta, necessaria alla valutazione di conformità dell'operazione al decreto.

Trasformazione, fusione e scissione. Premesso che la comunicazione deve contenere una sintetica descrizione dell'operazione da porre in essere, ad essa sono allegate:

(i) la situazione patrimoniale di ciascuno degli enti coinvolti che deve essere riferita
- in caso di trasformazione, ad una data non anteriore di oltre centoventi giorni rispetto al giorno di convocazione dell'assemblea straordinaria o di altro organo statutariamente competente a deliberare sulla trasformazione;
- in caso di fusione o scissione, ad una data non anteriore di oltre centoventi giorni rispetto a quella in cui il progetto di fusione o scissione viene depositato con le modalità previste dal codice civile.

La situazione patrimoniale deve comprendere i documenti costituenti il bilancio di esercizio ai sensi dell'art. 9 del decreto legislativo n. 112 del 2017 secondo le forme normalmente utilizzate dall'impresa sociale, ed essere redatta con l'osservanza dei principi di cui agli articoli 2423 e seguenti del codice civile.

La situazione patrimoniale può essere sostituita dall'ultimo bilancio di esercizio:
- in caso di trasformazione, laddove la delibera sia approvata entro sei mesi dalla data di chiusura dell'ultimo bilancio di esercizio approvato;
- in caso di fusione o scissione, nel caso in cui l'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato sia stato chiuso non oltre sei mesi prima del giorno del deposito del progetto di fusione o scissione secondo le modalità previste nel codice civile.
In tali casi l'organo di amministrazione è tenuto a fornire un supplemento di informativa a integrazione di quanto indicato nel bilancio, al fine di aggiornare le informazioni.

(ii) la relazione degli amministratori che deve indicare: a) le ragioni che inducono a compiere l'operazione straordinaria; b) le modalità attraverso cui il soggetto risultante dall'operazione si impegna a garantire il rispetto del requisito dell'assenza dello scopo di lucro, i vincoli di destinazione del patrimonio e il perseguimento delle attività e delle finalità proprie dell'impresa sociale; c) la prevedibile evoluzione dell'attività dell'impresa dopo l'effettuazione dell'operazione.
In caso di trasformazione di società di capitali in società di persone di cui all’art. 2500-sexies del codice civile, le informazioni sopra elencate possono essere inserite nella relazione prevista dall’art. stesso del codice.

Cessione d'azienda o di un ramo d'azienda. In queste ipotesi gli allegati sono i seguenti:
(i) la situazione patrimoniale dell'ente deve essere riferita ad una data non anteriore di oltre 120 giorni rispetto al giorno di convocazione dell'organo statutariamente competente a deliberare.
(ii) la relazione giurata che attesti il valore effettivo del patrimonio dell'impresa sociale, redatta da un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede l'impresa sociale.
(iii) la relazione degli amministratori che deve indicare: a) le ragioni che giustificano il compimento della cessione; b) le modalità con cui il cessionario intenda garantire il perseguimento delle attività e finalità di interesse generale dell'impresa sociale cedente; c) la prevedibile evoluzione dell'attività dell'ente dopo il compimento dell'operazione; d) il prezzo di vendita previsto e i criteri di determinazione dello stesso.

2. Istruttoria ed autorizzazione
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base di quanto prodotto dall'impresa sociale, svolge l'istruttoria verificando che a seguito delle operazioni straordinarie siano preservati l'assenza di scopo di lucro, i vincoli di destinazione del patrimonio e il perseguimento delle attività di interesse generale e delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale da parte dei soggetti risultanti dagli atti posti in essere.
In caso di cessione di azienda o di ramo di azienda, verifica il perseguimento delle attività di interesse generale e delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale da parte del cessionario.
Al termine dell'istruttoria, il Ministero rilascia l'autorizzazione richiesta o emette un provvedimento di diniego; in assenza di un provvedimento espresso, l'autorizzazione si intende concessa decorsi novanta giorni dalla ricezione della notificazione.

3. Disciplina applicabile
Alle operazioni di trasformazione, fusione e scissione si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 2498 a 2506-quater del codice civile, avendo riguardo alla configurazione giuridica dell'ente avente la qualifica di impresa sociale. Nel caso di operazioni straordinarie poste in essere da soggetti per i quali le norme vigenti richiedono la predisposizione di particolari documenti con contenuto informativo obbligatorio, è necessario adattare le informazioni alla natura degli stessi.

4. Devoluzione del patrimonio
In caso di scioglimento volontario dell'ente o di perdita volontaria della qualifica di impresa sociale, ai fini della devoluzione del patrimonio l'organo di amministrazione dell'impresa sociale notifica al Ministero, con atto scritto avente data certa, i dati identificativi dell'ente che devolve e dell'ente o degli enti beneficiari della devoluzione (inclusi, per questi ultimi, qualora siano enti del terzo settore costituiti e operanti da almeno tre anni, gli estremi di iscrizione al Registro unico del Terzo settore) e l'ammontare del patrimonio da devolvere.
Alla comunicazione sono allegati: a) il verbale dell'assemblea o di altro organo statutariamente competente, contenente la delibera di scioglimento e la messa in liquidazione oppure la decisione di rinunciare alla qualifica di impresa sociale; b) copia dell'atto costitutivo o dello statuto del soggetto che devolve, contenente le disposizioni sulla devoluzione nonché dell'atto costitutivo e dello statuto del beneficiario qualora lo stesso sia un ente del Terzo settore costituito e operante da almeno tre anni; c) accettazione della devoluzione da parte del beneficiario.

5. Particolari categorie di enti
Per gli enti religiosi civilmente riconosciuti le prescrizioni del DM si applicano limitatamente alle attività indicate nel regolamento adottato ai sensi dell’art. 1, comma 3, del d.lgs. n. 112/2017, ad eccezione delle disposizioni in materia di devoluzione del patrimonio che non si applica ad essi.
Alle società cooperative si applicano le norme speciali previste dal codice civile.

Avv. Maddalena Tagliabue
Non profit on line

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