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(13/03/2019) Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza

Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14, G.U. 14 febbraio 2019 n. 38



Sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14, "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017 n. 155".

Il Codice, composto da 391 articoli per la riforma della legge fallimentare, modifica anche la terminologia per definire lo stato di crisi dell'impresa: il fallimento lascia posto alla liquidazione giudiziale, termine meno negativo, in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale e personale che si accompagna alla parola “fallito”. Finalità fondamentale della riforma è considerare la crisi d'impresa in un'ottica diversa, non come un evento da risolvere, ma da prevenire ed evitare.

Il provvedimento entrerà in vigore a scaglioni.

Infatti, dal 16 marzo 2019 entreranno in vigore le disposizioni che disciplinano i seguenti aspetti:
- istituzione dell'albo dei curatori, commissari giudiziale o liquidatori;
- competenza per la regolazione della crisi o dell'insolvenza in base al luogo in cui il debitore ha il centro dei suoi interessi principali;
- amministrazione straordinaria;
- certificazione dei debiti contributivi, tributari e premi assicurativi;
- modalità organizzative dell'impresa e delle società;
- responsabilità degli amministratori;
- nomina degli organi di controllo;
- garanzie per gli acquirenti di beni immobili da costruire.

Dal 15 agosto 2020 invece entreranno in vigore le disposizioni:
- sulle misure di allerta;
- sul sovraindebitamento,
- sul consumatore e le imprese di piccole dimensioni.

Le novità più importanti del codice della crisi e dell'insolvenza sono:

- l'istituto dell'allerta: ha lo scopo di rilevare la crisi fin dalla sua nascita, grazie alle segnalazioni a cui sono tenuti i soggetti qualificati (Inps, Agenzia delle Entrate, organi di controllo interni), che avranno anche il compito di sollecitare l'immediata soluzione o l'intervento dei soggetti abilitati delle Camere di Commercio.

- gli organi di controllo: presenti sin dalla fase di emersione della crisi, a questi il codice dedica diverse disposizioni, che modificano diversi articoli del codice civile. L'abbassamento dei parametri previsti per la nomina obbligatoria costringerà molti soggetti ad adeguarsi.

- il sovraindebitamento: definito come "lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell'imprenditore minore, dell'imprenditore agricolo, delle start-up innovative di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza." In queste situazioni è prevista l'esdebitazione (cancellazione del debito) senza utilità, con lo scopo di liberare il debitore dai pagamenti e aiutarlo a rientrare nel mercato.

Inoltre:
- si dà priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
- si privilegiano, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
- si uniforma e si semplifica la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
- si prevede la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
- si istituisce presso il Ministero della Giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del Tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
- si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.

Il codice introduce nuove procedure:
- il concordato preventivo di gruppo, che con una sola procedura affronta crisi di diverse società;
- la liquidazione giudiziale, ovvero un unico modello processuale per accertare le crisi di tutti i tipi di debitori;
- la liquidazione coatta amministrativa applicabile solo a determinate imprese.

Le SRL e le cooperative già costituite avranno tempo nove mesi per la modifica agli statuti, misura necessaria per recepire le modifiche relative all’obbligo di nomina del sindaco o del revisore secondo i nuovi limiti disegnati dalla revisione dell’articolo 2477 del Codice Civile.

Per saperne di più, potete leggere il nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza nella sezione Normativa Nazionale di Nonprofitonline.

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