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(10/05/2019) "Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità"

E' il documento di studio e proposta dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza presentato il 9 maggio a Roma



In Italia sono solo 234 i parchi gioco inclusivi, concentrati prevalentemente al centro nord e spesso non accessibili ai ragazzi con disabilità intellettiva o con disturbi dello spettro autistico.
Manca una legge che renda effettivo il diritto al gioco e allo sport per tutte le persone di minore età, quelle con disabilità comprese. Servirebbero inoltre risorse economiche adeguate per supportare progetti e servizi locali come ludoteche, ludobus, giochi nei quartieri e consentire la riappropriazione degli spazi pubblici urbani senza barriere.

È quanto emerge dal documento di studio e proposta dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, "Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità".

Si tratta del risultato di un lavoro, avviato dalla Consulta delle associazioni e organizzazioni presieduta dall’Autorità garante, con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti. Sono stati realizzati quattro focus group e interviste a 238 persone, è stato somministrato in collaborazione con Anci un questionario a 173 comuni ed è stato raccolto il parere della Consulta dei ragazzi dell’Agia.

Dal questionario somministrato ai comuni (4 milioni di residenti pari al 7% della popolazione italiana), emerge un quadro, a carattere qualitativo, delle prassi per gioco e sport dei minorenni con disabilità.
Il 27% dei comuni coinvolge le famiglie nelle politiche di inclusione. In quelli più piccoli, con meno di 10 mila abitanti, la percentuale si attesta al 21%. I minorenni con disabilità sono coinvolti direttamente nelle scelte relative al gioco e allo sport nel 18% dei comuni (15% in quelli con meno di 10 mila residenti). Le campagne di sensibilizzazione per sostenere la piena inclusione vengono realizzate nel 31% dei casi (25% nei comuni con meno di 10 mila abitanti). Quanto agli spazi dedicati per le attività sportive sono risultati presenti impianti accessibili e facilmente fruibili nel 69% dei comuni, mentre i parchi gioco lo sono nel 40%.

Per quanto riguarda le buone prassi, è di prossima realizzazione il Parco Inclusivo Padova, frutto di una coprogettazione che ha coinvolto università, scuole, amministrazione comunale, terzo settore e aziende. Si tratta della creazione di un luogo di gioco destinato a tutta la cittadinanza. Sul piano dello sport un’attività inclusiva è rappresentata dal baskin (unione dei termini basket e inclusione) giocato insieme da ragazzi con disabilità e a sviluppo tipico. Nato nel 2003 a Cremona è oggi disciplinato da un regolamento apposito: esso si basa sul principio che tutti i giocatori concorrono, ciascuno con un ruolo definito, al conseguimento della vittoria. In Italia risultavano censiti al 2016, secondo una ricerca di SuperAbile INAIL, 234 parchi gioco inclusivi. La maggior parte di essi (152) ha però solo altalene per sedie a ruote.

Dallo studio emerge che il Comune di Roma coinvolge le famiglie di minorenni con disabilità nella definizione delle politiche di inclusione e nella predisposizione del Piano di Zona e favorisce progetti di inclusione sociale attraverso lo sport. Inoltre, sono state realizzate strutture sportive all’aperto con pavimentazione adatta alle carrozzine e sono in progettazione giardini sensoriali nei nidi e nelle scuole d’infanzia e giochi accessibili e inclusivi nelle aree più idonee.
A Milano il diritto al gioco e allo sport dei minorenni con disabilità è incluso nel “Piano del welfare 2012-2017”, costruito tramite un percorso di confronto con il terzo e il quarto settore. Nel capoluogo lombardo è stato realizzato il primo parco giochi inclusivo e nel corso del tempo negli spazi verdi pubblici sono state realizzate aree destinate alle attività ludiche con attrezzature accessibili e aree di gioco con l’obiettivo di promuovere la piena integrazione tra bambini attraverso giochi fruibili e accessibili per tutti. Diverse le esperienze di impianti sportivi accessibili ai minorenni con disabilità e numerosi gli oratori delle Parrocchie che allenano bambini e ragazzi con disabilità.

Uno strumento importante di cui si avvale l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza nell’espletamento dei suoi compiti istituzionali, sono le Raccomandazioni, prodotte attraverso il lavoro sul campo e rivolte innanzitutto al Governo, al Parlamento, alle Regioni, agli Enti locali, ai servizi socio-sanitari ed educativi, alle agenzie sportive, a determinate categorie di professionisti.
Esse hanno l’obiettivo di stimolare l’assunzione di misure e provvedimenti che su più piani – da quello normativo a quello culturale a quello delle politiche dei servizi - contribuiscano alla creazione di comunità accessibili e inclusive in cui sia garantito un effettivo e pieno accesso al gioco e allo sport per i bambini e ragazzi con disabilità.

È necessario un cambiamento culturale. Servono formazione e sensibilizzazione rivolte alle famiglie, agli insegnanti, agli operatori e ai professionisti che lavorano con bambini e ragazzi. Ma non solo. Per favorire una vera inclusione occorre partire dai piccoli, che vanno educati all’accoglienza e al riconoscimento della diversità, stimolati all’apertura e alla solidarietà. Bisogna insegnare loro a guardare il mondo da angolature diverse, a creare relazioni autentiche basate sul rispetto dell’altro. Dai racconti dei ragazzi con disabilità emerge un vissuto di solitudine, sperimentato sin da piccoli nel giocare da soli e, quindi, il desiderio di stare insieme ad altri sia quando si gioca che quando si fa un’attività sportiva. A differenza degli adulti, i ragazzi descrivono il gioco e lo sport come divertimento e piacere ed esprimono il desiderio di giocare con i loro coetanei.

https://www.garanteinfanzia.org

  • “Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità”. Documento di studio e di proposta
    “Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità”. Documento di studio e di proposta 2,73 MB
  • Raccomandazioni dell'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
    Raccomandazioni dell'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza 90,79 KB

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