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(14/05/2019) La grave malattia mentale può essere curata fuori dal carcere: sicurezza e cura devono essere bilanciate

Sentenza 19 aprile 2019 n. 99, Corte Costituzionale



La Corte di Cassazione aveva sollevato questione di legittimità costituzionale, con riferimento agli artt. 2, 3, 27, 32 e 117 della Costituzione, dell’art. 47 ter comma 1 ter dell'Ordinamento Penitenziario, nella parte in cui non prevede l'applicazione della detenzione domiciliare anche nelle ipotesi di grave infermità psichica sopravvenuta durante l’esecuzione della pena.

Con la sentenza n. 99 del 19 aprile 2019 la Corte Costituzionale ha ritenuto la questione fondata e ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 47-ter, comma 1-ter O.P. nella parte in cui non prevede che, nell’ipotesi di grave infermità psichica sopravvenuta, il tribunale di sorveglianza possa disporre l’applicazione al condannato della detenzione domiciliare anche in deroga ai limiti di cui al comma 1 del medesimo art. 47-ter.

Se durante la carcerazione si manifesta una grave malattia di tipo psichiatrico, il giudice può disporre che il detenuto venga curato fuori dal carcere e quindi può concedergli, anche quando la pena residua è superiore a quattro anni, la misura alternativa della detenzione domiciliare “umanitaria”, o “in deroga”, così come già accade per le gravi malattie di tipo fisico.
In particolare, il giudice deve valutare se la malattia psichica sopravvenuta sia compatibile con la permanenza in carcere del detenuto oppure richieda il suo trasferimento in luoghi esterni (abitazione o luoghi pubblici di cura, assistenza o accoglienza) con modalità che garantiscano la salute, ma anche la sicurezza.
Questa valutazione deve quindi tener conto di vari elementi: il quadro clinico del detenuto, la sua pericolosità, le sue condizioni sociali e familiari, le strutture e i servizi di cura offerti dal carcere, le esigenze di tutela degli altri detenuti e di tutto il personale che opera nell’istituto penitenziario, la necessità di salvaguardare la sicurezza collettiva.

Secondo la Corte costituzionale, la mancanza di qualsiasi alternativa al carcere per chi, durante la detenzione, è colpito da una grave malattia mentale, anziché fisica, crea anzitutto un vuoto di tutela effettiva del diritto fondamentale alla salute e si sostanzia in un trattamento inumano e degradante quando provoca una sofferenza così grave che, cumulata con l’ordinaria afflittività della privazione della libertà, determina un sovrappiù di pena contrario al senso di umanità e tale da pregiudicare ulteriormente la salute del detenuto.
Perciò la Corte ha accolto la questione sollevata dalla Cassazione e anche il “rimedio” dalla stessa individuato, vale a dire l’applicazione della misura alternativa della detenzione domiciliare “umanitaria”, o “in deroga” (articolo 47 ter, comma 1 ter, dell’Ordinamento penitenziario), che è in grado di soddisfare tutti gli interessi e i valori in gioco.
“La sofferenza che la condizione carceraria inevitabilmente impone di per sé a tutti i detenuti – si legge nella sentenza – si acuisce e si amplifica nei confronti delle persone malate”.

Al giudice spetterà verificare se il detenuto, invece che rimanere in carcere, debba essere trasferito all’esterno, “fermo restando che ciò non può accadere se il giudice ritiene prevalenti nel singolo caso le esigenze della sicurezza pubblica”.

Questa sentenza è importantissima per il diritto alla salute dei detenuti. Finalmente la malattia psichica viene equiparata alla malattia fisica, con la conseguente possibilità di concessione della detenzione domiciliare ai malatti affetti da grave infermità psichica sopravvenuta durante l’esecuzione della pena.
E' il commento di Patrizio Gonnella, presidente di Associazione Antigone, per il quale dalla sentenza 99/2019 "arriva indirettamente anche un monito a migliorare le condizioni di detenzione e l’intera offerta di salute all’interno delle carceri, essendoci un legame molto stretto fra la qualità della vita negli istituti e l’insorgenza di sofferenza psichica”.

https://www.cortecostituzionale.it

http://www.antigone.it

Redazione Non profit on line

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