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Il Dopo di Noi e la qualificazione dei soggetti "disabili in stato di gravità"


DOMANDA
Chi sono i destinatari della legge sul Dopo di Noi?


RISPOSTA

La legge 22 giugno 2016, n. 112 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare) ha affrontato, per la prima volta, il tema del “dopo di noi”.
Con tale espressione si intende il complesso di strutture ed azioni che debbono essere messe in campo per assicurare ad una persona con disabilità fisica o psichica, specialmente se congenita, la possibilità di vivere in maniera dignitosa, possibilmente autonoma, all’interno di un contesto protetto ed assistito dopo la morte di coloro che sono, in Italia almeno, i principali (se non unici) care-givers, i genitori.
L’art.1, comma 2, della legge individua quali destinatari delle misure di favore previste nella legge le «persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l'esistenza in vita dei genitori».
L’articolato precisa, poco oltre, che lo stato di disabilità grave coincide, in realtà, con lo stato di handicap grave di cui all’art.3, c.3, della legge n. 104, accertato ai sensi dell’art.4 della medesima legge.
La legge n. 104 definisce la persona handicappata come «colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione». Il connotato di gravità è dato, ai sensi del c.3, dalla circostanza che «la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici». La legge n. 112 del 2006, quindi, si inserisce all’interno del tessuto normativo vigente, innovandone però il lessico: infatti, sostituisce l’espressione handicap con quello di «persona con disabilità», in linea con quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Hanno risposto i professionisti dell'area legale

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