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Redistribuzione degli utili tra i soci in un'impresa sociale



DOMANDA

E’ inderogabilmente vietata la redistribuzione degli utili tra i soci in un'impresa sociale?


RISPOSTA

L’assenza dello scopo di lucro, inteso come lucro soggettivo è un elemento essenziale dell’impresa sociale che la posiziona tra Enti del Terzo Settore, non a caso l’art.1 del Dlgs 112/2017 (decreto emanato alla luce della legge delega 106/2016 per la riforma del Terzo Settore) definisce l’impresa sociale come qualsiasi ente privato che esercita in via stabile e principale un'attività d'impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività.

Riprende poi l’art 3 di tale norma che l’impresa sociale non può avere come scopo principale la redistribuzione degli utili tra i propri soci o amministratori, questi infatti devono essere destinati allo svolgimento di attività statutaria o ad incremento del patrimonio. Altresì vietata è la distribuzione indiretta degli utili o avanzi di gestione, le cui ipotesi di divieto sono elencati nel comma due dell’art 3.

Tuttavia al contrario della disciplina precedente, il legislatore al comma 3 del citato articolo introduce delle possibilità per le imprese sociali di destinare una quota inferiore al cinquanta per cento degli utili e degli avanzi di gestione annuali, dedotte eventuali perdite maturate negli esercizi precedenti.

Gli utili e gli avanzi di gestione limitatamente al 50% possono quindi essere assegnati :
- (se costituita in forma di società)ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato dai soci, oppure alla distribuzione, anche mediante aumento gratuito del capitale sociale o l'emissione di strumenti finanziari, di dividendi ai soci, in misura comunque non superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
-ad erogazioni gratuite in favore di enti del Terzo settore diversi dalle imprese sociali, che non siano fondatori, associati, soci dell'impresa sociale o società da questa controllate, finalizzate alla promozione di specifici progetti di utilità sociale.

Risulta quindi sempre esclusa la redistribuzione degli utili sia diretta che indiretta tra soci, amministratori o dipendenti escluse le nuove possibilità di destinazione introdotte nel d.lgs 112/2017.

Hanno risposto i professionisti dell'area legale

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