Le nostre risposte

Sedi delle associazioni di promozione sociale



DOMANDA

Sono alla ricerca di un locale per la mia associazione di promozione sociale, quali requisiti deve presentare? È possibile ottenerlo in concessione dal Comune?


RISPOSTA

Riguardo ai locali e le sedi degli Enti del Terzo Settore un punto fermo è stato posto dall’ art. 71 del Codice del Terzo Settore che al primo comma prevede: “Le sedi degli Enti del Terzo settore e i locali in cui si svolgono le relative attivita' istituzionali, purche' non di tipo produttivo, sono compatibili con tutte le destinazioni d'uso omogenee previste dal decreto del Ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444 e simili, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.”

La normativa dispone quindi che gli Enti del Terzo Settore possono fissare la propria sede in un qualsiasi immobile con una qualsiasi destinazione d’uso in una qualunque zona del territorio comunale.

Risulta in ogni caso necessario che il locale debba rispettare i requisiti di agibilità e le norme minime di sicurezza.

La disposizione al comma due aggiunge la possibilità per gli enti del Terzo Settore, ad esclusione delle imprese sociali, di ricevere in comodato beni mobili ed immobili di proprietà dello Stato, delle Regioni, delle Province autonome o degli Enti Locali che non sono utilizzati per fini istituzionali.

Tale cessione in comodato può avere durata massima di trent’anni durante i quali sarà l’ente stesso ad effettuare i necessari interventi di manutenzione dell’edificio.

Un’ulteriore possibilità di ottenere beni in concessione è introdotta dal comma tre per gli enti del Terzo Settore che svolgono le attività indicate dall’art 5 del decreto alle lettere f, i , k o z ovvero:
- interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale;
- organizzazione e gestione di attività culturali artistiche di interesse sociale;
- organizzazione di attività turistiche di interesse sociale culturale o religioso;
- riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità.

A tali Enti possono essere concessi in uso, con pagamento di un canone agevolato, beni culturali immobili di proprietà pubblica per l’uso dei quali non è corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro. La concessione è pertanto finalizzata alla riqualificazione e valorizzazione di tali beni tramite interventi di recupero, restauro e ristrutturazione a spese del concessionario che potranno essere detratte dal canone di concessione.

Da rilevare è che quanto previsto dall’art 71 è applicabile agli Enti del Terzo Settore ovvero agli enti che risulteranno iscritti nell’apposito Registro Unico Nazionale de Terzo Settore, pertanto tale disposizione risulterà effettivamente “fruibile” / efficace dopo l’istituzione del Registro.

Nel frattempo resta ferma per le associazioni di promozione sociale l’irrilevanza della destinazione d’uso dell’edificio adibito a sede, principio previsto all’art. 32 comma 4 della Legge 383/2000.


Hanno risposto i professionisti dell'area legale

La risposta al quesito inviato dall’utente non costituisce, in nessun caso, erogazione di consulenza professionale. Nessuna responsabilità può essere posta a carico di Nonprofitonline – Edinet s.r.l., gestore del servizio, per l'operato dei professionisti/esperti o per le risposte inviate agli utenti. Ogni esperto fornisce semplici informazioni e consigli e non è in alcun modo responsabile delle eventuali conseguenze che possano derivare dalla decisione di conformarsi ad essi. Ogni eventuale utilizzo di quanto contenuto nella risposta al quesito è da intendersi effettuato nella piena accettazione delle condizioni sopra descritte.

© 2015 Edinet Srl - Tutti i diritti riservati - Via Gaetano Doninzetti 30 - 20122 Milano - tel. 02.77886211 - P.IVA: 12985430151 - Privacy policy - Site credits