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ESENZIONE IMU

DOMANDA

Un ente ecclesiastico che concede un immobile in comodato gratuito ad un altro ente non commerciale deve pagare l’IMU?


RISPOSTA

La Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, con una recentissima sentenza, ha postulato il seguente principio: “Ammessa l’esenzione dall’IMU da parte di un ente ecclesiastico che concede il locale in comodato ad altro ente avente finalità non commerciali”.

Nel caso esaminato dalla CTP l’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto ricorreva nei confronti del Comune di Reggio Emilia impugnando il diniego di rimborso dell’IMU.
La ricorrente aveva concesso in comodato gratuito dei fabbricati ad un altro ente ecclesiastico civilmente riconosciuto in cui vi svolgeva attività didattiche.
L’ente comodatario aveva erroneamente versato l’IMU per gli anni d’imposta 2012/2013/2014/2015 e perciò l’ente comodante chiedeva al Comune di Reggio Emilia il rimborso di quanto indebitamente versato con i relativi interessi. Tali fabbricati risultano infatti godere dell’esenzione dall’IMU alla luce dell’art 9 D.Lgs 23/2011 secondo cui sono esenti dall’imposta gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73 comma 1 lettera C) del testo unico delle imposte sui redditi in cui sono compresi i soggetti che svolgono, con modalità non commerciali, attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali e sportive.
L’istanza di rimborso fu invece respinta dal Comune sostenendo che ai fini dell’esenzione fosse necessario che ente utilizzatore ed ente possessore coincidessero.

La Commissione Tributaria Provinciale riconosce invece l’esenzione all’ente in primis riprendendo il 2° comma del D.L. 201/2011 che dispone che il presupposto dell’imposta sia il possesso, non è prevista quindi una condizione espressa dal legislatore che l’ente debba essere possessore ed utilizzatore dell’immobile per ottenere l’esenzione richiamata.

Secondo un orientamento della Corte di Cassazione espresso nella sentenza 2015/25508 la condizione di utilizzazione diretta del bene da parte del possessore è rilevante ai fini dell’esenzione.
In realtà però, come anche la stessa Corte ricorda bisogna analizzare le singole fattispecie concrete ed in ogni caso evitare che l’applicazione dell’esenzione conduca ad un effetto distorsivo rispetto alle finalità tutelate dalla norma.

Visto che nella controversia in esame l’ente utilizzatore e l’ente possessore sono entrambi enti non commerciali che svolgono attività con modalità non commerciali e visto che la natura del rapporto tra i due enti è un contratto di comodato gratuito e la gratuità non crea effetti distorsivi rispetto alla ratio agevolativa della norma, l’esenzione dall’imposta sui fabbricati è da ritenersi applicabile.

Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sentenza 24 ottobre 2017 n. 271, Esenzione Imu per fabbricato concesso in comodato gratuito da un ente non profit (pubblicata nella sezione Normativa di Nonprofitonline)


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