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ART BONUS PER LE FONDAZIONI PARTECIPATE DA ENTI PUBBLICI



DOMANDA

L’art bonus è applicabile a favore di una fondazione costituita da una pubblica amministrazione?



RISPOSTA

Con D.L. del 31 maggio 2014 n. 83, convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014, è stato introdotto l’istituto del credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il cosiddetto Art Bonus.

Come previsto dall’ art 1 possono beneficiare del credito d’imposta coloro che effettuano erogazioni liberali in denaro, nel periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2013, riferibili ai seguenti interventi:
- Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
- Sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, come definiti dall’art 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n 42
- Realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

Alla luce di tale disposizione appare necessario definire con più precisione l’ambito oggettivo di applicazione della norma ovvero cosa si intenda per luogo della cultura di appartenenza pubblica.
Tale quesito è stato sottoposta all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate che si è espressa il 7 novembre 2017 con Risoluzione n. 136/E.

Nel caso di specie si chiedeva se una fondazione costituita da una pubblica amministrazione e che gestisca un patrimonio culturale di appartenenza pubblica conferito in uso dal soggetto pubblico stesso potesse essere qualificata come luogo della cultura d’appartenenza pubblica e di conseguenza godere del beneficio fiscale.

L’Agenzia delle Entrate si è espressa in senso positivo sostenendo che nonostante la natura formalmente di diritto privato della fondazione, il fatto che sia stata costituita da un ente pubblico consente l’ammissione all’Art Bonus.

Il requisito dell’appartenenza pubblica infatti può essere soddisfatto oltre che dall’appartenenza degli istituti allo Stato, alle Regioni ed agli altri enti territoriali anche dal sussistere di altre caratteristiche.
Queste possono consistere nel fatto che l’istituto sia stato costituito da un soggetto pubblico, che vi sia una maggioranza pubblica dei soci, che sia finanziata da contributi pubblici, che gestisca un patrimonio culturale di appartenenza pubblica, che sia sottoposto nello svolgimento delle proprie attività ad alcune regole proprie della pubblica amministrazione.

L’Agenzia delle Entrate ritiene infatti che in presenza di una o più caratteristiche, nonostante gli istituti della cultura siano stati costituiti nella forma di enti del diritto privato, nel caso in forma di fondazione, abbiano in realtà una natura sostanzialmente pubblicistica e perciò possono anch’essi ricevere erogazioni liberali che beneficiano del credito d’imposta.

Hanno risposto i nostri professionisti dell'area fiscale

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