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LAVORO NELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE


DOMANDA

Gli associati di un’associazione di promozione sociale possono essere assunti come lavoratori dall’associazione stessa?



RISPOSTA

Le associazioni di promozione sociale, come indicato dall’art 36 del Codice del Terzo settore, possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura anche dei propri associati.
Da specificare che l’associato lavoratore non potrà assumere la qualifica di volontario poiché come quanto stabilito dal comma quinto dell’art. 17 del presente Codice la qualifica di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto del lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui si è soci.
La prestazione del volontario in quanto libera gratuita e spontanea risulta infatti essere incompatibile con i caratteri della prestazione lavorativa.
Quest’ultima infatti è oggetto di un rapporto obbligatorio che vincola il lavoratore ad eseguire esattamente la prestazione richiesta e il datore di lavoro o nel caso di lavoro autonomo il committente, a fornire un’ adeguata retribuzione per l’attività svolta, totalmente estraneo è pertanto il carattere di gratuità, spontaneità e libertà della prestazione.
I rapporti di lavoro intrapresi dall’ associazione di promozione sociale devono inoltre essere necessari ai fini dello svolgimento dell’attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità dell’associazione stessa.
Un ulteriore limite è posto dall’art 36 in quanto dispone che il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.
Da ricordare, come disciplinato dall’art 16 del Codice del Terzo settore, che il trattamento economico e normativo dei lavoratori che prestano servizio presso un ente del Terzo settore non debba essere inferiore a quello previsto dai contratti collettivi. In ogni caso la differenza retributiva tra lavoratori dipendenti non può essere superiore al rapporto uno a otto, da calcolarsi sulla base della retribuzione annua lorda.

Hanno risposto i professionisti dell'area legale

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