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Fusione enti non profit



DOMANDA

Due associazioni riconosciute possono fondersi?


RISPOSTA

Tale procedimento è oggi consentito dall’articolo 42 bis del codice civile, introdotto dall’articolo 98, comma 1, del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117.
La procedura è quella prevista dal codice civile, con gli opportuni adattamenti naturalmente.
Di seguito una breve sintesi.

I consigli direttivi dei due enti devono redigere un PROGETTO DI FUSIONE, dal quale deve risultare:

1. il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede degli enti partecipanti alla fusione;
2. l’atto costitutivo del nuovo ente risultante dalla fusione o di quello incorporante, con le eventuali modificazioni derivanti dalla fusione;
3. la data a decorrere dalla quale le operazioni degli enti partecipanti alla fusione sono imputate al bilancio dell’ente che risulta dalla fusione o di quello incorporante;
4. il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di associati;
5. i vantaggi particolari eventualmente proposti a favore dei soggetti cui compete l’amministrazione degli enti partecipanti alla fusione.

Il progetto di fusione è DEPOSITATO per l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche del luogo ove hanno sede gli enti partecipanti alla fusione.

Occorre poi redigere la SITUAZIONE PATRIMONIALE riferita ad una data non anteriore di oltre centoventi giorni al giorno in cui il progetto di fusione è depositato e una relazione che illustri e giustifichi, sotto il profilo giuridico ed economico, il progetto di fusione.

Devono restare DEPOSITATI IN COPIA NELLE SEDI DEI DUE ENTI durante i 30 giorni che precedono la decisione in ordine alla fusione:
1. il progetto di fusione con la relazione degli amministratori;
2. i bilanci degli ultimi tre esercizi dei due enti, con le relazioni dei soggetti cui compete l’amministrazione e la revisione legale;
3. le situazioni patrimoniali dei due enti.

Successivamente dovranno tenersi le ASSEMBLEE STRAORDINARIE PER LA DECISIONE SULLA FUSIONE e, a seguire, l’ATTO DI FUSIONE per atto pubblico.

È possibile procedere con l’atto di fusione solo dopo che siano decorsi 60 giorni dall’ultima delle iscrizioni di cui sopra, salvo che si verifichi una delle seguenti ipotesi:

• ottenimento del consenso dei creditori anteriori all’iscrizione del progetto di fusione;

• pagamento dei creditori che non hanno dato il consenso o deposito presso una banca delle somme corrispondenti ai crediti;

• relazione di una società di revisione che asseveri che la situazione patrimoniale e finanziaria degli enti partecipanti alla Fusione rende non necessarie garanzie a tutela dei creditori.

L’atto di fusione deve essere DEPOSITATO ENTRO 30 GIORNI PER L’ISCRIZIONE nel registro delle persone giuridiche a cura del notaio o degli amministratori dell’ente risultante dalla fusione o di quello incorporante.


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