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(17/05/2017) DONNE, USCIRE DALLA VIOLENZA SI PUO'

E’ il messaggio positivo che è emerso dal convegno svoltosi sabato 13 maggio 2017 presso la sala CAM del Municipio 5 di Milano, dal titolo “COME E’ DIFFICILE ESSERE DONNA”, a cui ha partecipato anche Nonprofitonline.



Uscire dalla violenza si può. Se le donne riescono a fare il primo difficile passo, quello della volontà e decisione di reagire e chiedono aiuto, allora veramente possono uscire dalla situazione di brutalità e abusi e cambiare la loro vita e quella dei loro figli.

E’ il messaggio positivo che è emerso dal convegno svoltosi sabato 13 maggio 2017 presso la sala CAM del Municipio 5 di Milano, dal titolo “COME E’ DIFFICILE ESSERE DONNA”, a cui ha partecipato anche Nonprofitonline.

L’incontro è stato promosso da ANDACON - Associazione Nazionale Difesa Assistenza Consumatori, un grande ente non profit nato circa sei anni fa con l’obiettivo di sensibilizzare le persone e le istituzioni su tematiche sociali importanti, come la violenza contro le donne.
Per il suo Presidente, Cosimo Stallo, il primo a prendere la parola, esistono tante associazioni a Milano dedite al sociale, ma non bastano: dovrebbero essere di più, il loro ruolo di sensibilizzazione è molto importante.
ANDACON difende la persona non solo nella sua qualità di consumatore ma in ogni sua espressione, e fa informazione per rendere i cittadini più consapevoli delle varie problematiche sociali: per questo il convegno “calza a pennello” con le finalità e gli interessi dell’associazione. E in modo particolare, in occasione della festa della mamma, figura femminile per eccellenza.

La Professoressa Giovanna Maria Cannata, docente dell’Università di Firenze, nel suo interessantissimo intervento “DEA, SACRA ICONA, STREGA VEGGENTE, OGGETTO SESSUALE, RIBELLE, PROTAGONISTA”, ha ripercorso la storia della donna, dei suoi ruoli e della sua posizione rispetto all’uomo, spesso di subordinazione e privazione di diritti. Dalla preistoria ai popoli mesopotamici, attraverso l’antico Egitto, il mondo Greco e Romano, l’avvento del Cristianesimo e il Medioevo, fino ai giorni nostri, dove in particolare spiccano alcune figure femminili: Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi Montalcini, Alda Merini e Samantha Cristoforetti.
Giovanna Maria Cannata ha concluso il suo intervento ricordando tre tipi di donne: le partigiane, le donne deportate nei lager nazisti, e la donna migrante che perde il figlio neonato annegato in mare, simbolo dell’infanzia sacrificata nella società moderna.
Tragedia, dolore e vergogna che sono espressi anche nella poesia bellissima di Leonardo Montoli (il moderatore del convegno e socio fondatore della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) intitolata “A CIP UN NEONATO MIGRANTE VITTIMA DEL MARE”.

La dott. Rossella Nunziata, Presidente di SVS - Donna Aiuta Donna Onlus, è entrata nel cuore della questione: “USCIRE DALLA VIOLENZA SI PUO’” è infatti il titolo del suo intervento.
SVS si occupa di tutti i tipi di abusi e vessazioni subiti dalle donne milanesi, e anche di minori maltrattati (che sono meno numerosi delle donne ma solo perché essendo piccoli non denunciano). Sono tantissime purtroppo le vittime di “violenza assistita”: figli che assistono agli episodi di maltrattamento delle madri.
SVS è nata come costola di SVSeD (Soccorso violenza sessuale e domestica), un servizio pubblico della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico creato nel 1996 presso la clinica Mangiagalli dalla ginecologa Alessandra Kustermann con l’obiettivo di fornire la prima assistenza medica e psicologica alle donne giunte in ospedale con segni di violenza.
Per affiancare il lavoro dell’equipe di esperti della dottoressa Kusterman, nasce appunto SVS, con l’obiettivo di offrire una consulenza legale e un aiuto economico. Infatti spesso le donne maltrattate non hanno un lavoro, e senza l’uomo che le maltrattava ma le manteneva, hanno forti difficoltà a ricostruirsi una nuova vita.
SVS fa anche formazione e sensibilizzazione nelle scuole e per la cittadinanza in generale.
SVS fa parte della rete dei 9 Centri Antiviolenza di Milano, ognuno con una sua specializzazione, infatti spesso una donna passa da un Centro all’altro durante il lungo percorso di uscita dalla violenza.
Negli ultimi tempi si registra un aumento del fenomeno delle donne maltrattate. Il responsabile degli abusi è quasi sempre il partner, soprattutto quando la donna vuole lasciarlo.
Ma, sostiene Rossella Nunziata, uscire dalla violenza si può. Lo dimostrano i casi concreti: da SVS passano 400 donne all’anno, dalla dottoressa Kustermann ne passano 1200, e, cosa molto significativa, quasi tutte le vittime prese in carico escono dalla violenza o comunque risolvono l'emergenza creata dalla situazione di abusi.

E’ difficile ma possibile. Il “ciclo della violenza” confonde la donna, che vede alternarsi periodi di botte e sopraffazione a periodi di dolcezza e “luna di miele”. Per questo la vittima fatica a reagire e a uscirne. Ma QUESTO NON E’ AMORE.

Maurizio Garlaschelli, avvocato cassazionista, collaboratore del Sole24Ore e Ipsoa, e vicepresidente di ANDACON, nel suo intervento intitolato “VIOLENZA SULLE DONNE: SINTOMO EVIDENTE DI UNA SOCIETA’ MALATA”, ha fornito molti dati interessanti e allarmanti sul fenomeno della violenza contro le donne.
Nel 2016, 120 donne sono state uccise da uomini. Nel 2017 sono già avvenuti 20 omicidi.
Le donne uccise negli ultimi 10 anni in Italia sono 1740, di queste ben 1151 all’interno della famiglia.
Con diverse modalità: armi da taglio, fuoco (30%), per strangolamento.
Ma ci sono altre violenze, più sfuggenti alla conta: donne sfregiate con l’acido, picchiate, aggredite.
Dati Istat:
- 6.688.000 donne hanno subito violenza fisica e sessuale nel corso della loro vita
- il 62,7% degli stupri è commesso dal partner
- 3.000.000 di donne hanno subito stalking nella loro vita, ma il 78% di queste non ha cercato aiuto.
E purtroppo è aumentato il numero di figli che assiste alle violenze domestiche.
Il Legislatore è intervenuto in modo efficace. Bisogna riuscire ad individuare e prevenire quei comportamenti che possono sfociare in violenze.
L’avvocato Garlaschelli ha concluso la sua relazione sostenendo che c’è un eccessivo “buonismo” nella Magistratura, nella cui visione (spesso non del tutto corretta) il delinquente va protetto perché commette reati per colpa non sua ma della società.

Molto interessante anche l’ultimo intervento, di Anna Daniela Gesualdo, avvocato presso il Tribunale di Milano, dal titolo “MOGLIE INDEMONIATA? UNA SENTENZA CHE FA DISCUTERE”.
Anna Daniela Gesualdo fa parte di un pool di avvocati specializzati nella tutela delle donne vittime di violenza, iscritti nel BUR. Ed è membro del Comitato Scientifico per la creazione della Banca Dati Giurisprudenziale di merito.
Bisogna ricordarsi, sottolinea l’avvocato, che il gratuito patrocinio è imposto dalla legge: per cui una donna non deve sostenere spese per essere aiutata e assistita.
E’ importante sensibilizzare anche gli avvocati, che per primi possono cogliere segnali di violenze, anche sottili, per esempio nel corso dell’assistenza legale in sede di separazione.
Risale al 18 gennaio 2017 una sentenza molto particolare del Tribunale di Milano, relativa ad un caso di separazione, di cui i giornali hanno scritto molto.
Ecco in estrema sintesi la vicenda. I comportamenti della moglie (ossessione religiosa, uso quotidiano di un saio, riti di esorcismo) rendono la vita insopportabile per figli e marito. La donna chiede la separazione con addebito al marito per violenza fisica, morale ed economica. Il marito a sua volta chiede l’addebito per comportamenti che hanno rovinato il matrimonio.
Ma il Tribunale di Milano li respinge entrambi. In particolare, è interessante la motivazione relativa all’addebito non imputabile alla moglie.
La signora, secondo i giudici, non aveva la consapevolezza e la volontarietà, quindi cade il motivo per l’addebito. Se i comportamenti non sono volontari e coscienti, non si può ritenere la signora colpevole della fine del matrimonio. La signora “è agita”: naturalmente non dal demonio, ma è condizionata da una ossessione religiosa. Per l’addebito e la colpa sanzionabile, è necessario non solo il nesso di causalità, ma anche la consapevolezza e la volontarietà dell’agire.

Per chi volesse approfondire la conoscenza delle realtà non profit protagoniste di questo convegno:

SVS - Donna Aiuta Donna Onlus
Via della Commenda 12, 20122 Milano, tel. 333-6532651,mail svsdadonlus@gmail.com
http://www.svsdad.it/

SVSeD - Soccorso Violenza Sessuale e Domestica
Clinica Mangiagalli, via della Commenda 12, 20122 Milano, tel. 02-55032490, mail svsed@policlinico.mi.it
http://www.policlinico.mi.it/DiCosaHaiBisogno/SVSeD.html

ANDACON - Associazione Nazionale Difesa Assistenza Consumatori
via Giambellino 60, Milano
https://www.facebook.com/Andacon-195242837335072/


Colombi Stefania – Non profit on line

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