(10/03/2017) Il DDL Povertà è legge

Con il DDL 2494, approvato definitivamente ieri dal Senato, il Governo è delegato ad istituire misure di lotta alla povertà tramite il reddito di inclusione per le famiglie più disagiate e il coordinamento dei servizi sociali e previdenziali.
10/03/2017


Il Senato, nella seduta di giovedì 9 marzo 2017, ha approvato definitivamente il DDL n. 2494 "Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali" (non ancora pubblicato ma disponibile in allegato).

"Con l'approvazione del disegno di legge delega sul contrasto alla povertà si compie oggi un passo storico: per la prima volta il nostro Paese si dota di uno strumento nazionale e strutturale di contrasto alla povertà – il Reddito di inclusione (REI) – che ci consente di introdurre progressivamente una misura universale fondata sull'esistenza di una condizione di bisogno economico e non più sull'appartenenza a particolari categorie (anziani, disoccupati, disabili, genitori soli, ecc.)".

Ad affermarlo è Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

"Il REI – prosegue il Ministro - rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito, che ci vedeva come l'unico Paese, insieme alla Grecia, privo di una misura strutturale di contrasto alla povertà. Il REI è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell'inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi".

"Per quanto riguarda il reinserimento al lavoro - aggiunge Poletti - sarà naturalmente determinante il ruolo dei Centri per l'impiego che potranno contare su 600 ulteriori unità di personale che, nella prospettiva di attuazione del REI, avranno il compito, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli".

Poletti ricorda che la delega al governo prevede anche la razionalizzazione delle varie prestazioni sociali e il rafforzamento del coordinamento dei servizi sociali, per garantire in tutta Italia il raggiungimento di standard di qualità nei servizi. Si tratta di aspetti imprescindibili del Piano che servono a dare efficacia agli interventi di sostegno e di accompagnamento delle persone più fragili. "Su questo - sottolinea il Ministro - è stato fondamentale far convergere fonti di finanziamento europee (PON Inclusione) e nazionali e assicurare la collaborazione attiva tra i vari livelli di governo e tra questi e gli attori del privato sociale: Ministero, INPS, Regioni, Comuni, Terzo settore".

"Siamo già molto avanti - conclude Poletti - con la preparazione dei provvedimenti attuativi della legge, che intendiamo sintetizzare in un unico decreto legislativo, in modo da ottimizzare i tempi, rendendo operativo l'esercizio della delega prima dei sei mesi previsti, per dare risposta quanto prima ai cittadini in difficoltà".

Intanto prosegue l'attuazione del SIA, il Sostegno per l'inclusione attiva, operativo da settembre 2016, che ha permesso di testare il nuovo approccio e che ha già dato risposte concrete a circa 65 mila famiglie per un totale di 250 mila persone. A breve, grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone.

Grande soddisfazione nel mondo non profit.

“Finalmente anche l’Italia, come tutti gli altri Paesi europei, si dota di una misura nazionale, il Reddito di Inclusione, per aiutare le persone in condizione di povertà assoluta", ha dichiarato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore.
“Da tempo il Forum e l’Alleanza contro la povertà – di cui il Forum fa parte – profondono il proprio impegno affinché anche a livello istituzionale si affronti un tema grave e dalle dimensioni estese come quello dell’indigenza in Italia: attualmente le persone in condizioni di povertà assoluta sono oltre 4 milioni e 500 mila, circa 3 milioni in più di quelle nel 2007.
“Sebbene crediamo che nel testo in discussione fossero ancora presenti margini di miglioramento, e che il Senato avrebbe potuto proficuamente avvalersi dei suggerimenti presentati dall’Alleanza contro la povertà - continua Fiaschi - siamo convinti del valore storico di questa nuova misura che imprime un segno positivo alle politiche sociali del nostro Paese.
Auspichiamo - conclude Fiaschi - che si proceda in tempi brevi all’approvazione dei decreti attuativi previsti dal Ddl, perché la lotta alla povertà continui a essere una priorità nel nostro Paese".

Di seguito, in breve, ecco cosa prevede la nuova legge per il Terzo settore.

- Il Governo dovra’ approvare, entro 6 mesi decreti per istituire il Reddito di Inclusione (REI), livello essenziale da garantire in tutta Italia. Lo si potrà ottenere solo aderendo a un "progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà", stilato in base ad una valutazione multidimensionale del bisogno. Questo reddito comprenderà anche una componente di servizi alla persona, assicurati dalla rete dei servizi e degli interventi sociali di cui alla legge 328.

l Reddito di Inclusione dovrà dare priorità a nuclei familiari:
- con figli minori o con disabilità grave
- o con donne in stato di gravidanza accertata
- o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

"Secondo i dati diffusi dal ministro – riporta ll Post, il REI sarà ricevuto da circa 400 mila famiglie, e ne beneficeranno 1,7 milioni di persone. Si tratta di un quarto dei 4,6 milioni di persone che secondo l’ISTAT si trovano in povertà assoluta. (…) Lo stanziamento previsto per finanziaria il REI nel 2016 è di circa 2 miliardi, con altri 2 miliardi già previsti per il 2018".

- La legge delega prevede anche l’istituzione di un organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, guidato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali; questo organismo dovrà consultare periodicamente "le parti sociali e gli organismi rappresentativi degli enti del Terzo settore al fine di valutare l’attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge" e possa coinvolgere questi organismi in gruppi di lavoro "finalizzati alla predisposizione di analisi e di proposte in materia di contrasto della povertà".

La legge delega fissa come principi anche:

- rafforzamento della gestione associata nella programmazione e nella gestione degli interventi a livello di ambito territoriale (…) anche mediante la previsione di meccanismi premiali nella distribuzione delle risorse;

- promozione di accordi territoriali tra i servizi sociali e gli altri enti od organismi competenti per l’inserimento lavorativo, l’istruzione e la formazione, le politiche abitative e la salute, nonché attivazione delle risorse della comunità e, in particolare, delle organizzazioni del Terzo settore e del privato sociale impegnate nell’ambito delle politiche sociali;

- rafforzamento del sistema informativo dei servizi sociali (…) e in particolare, del Casellario dell’assistenza.

Si tratta di una legge delega: fissa dei principi generali a cui dovrà attenersi il Governo nei suoi decreti attuativi. Ma è solo quando saranno approvati questi decreti che i principi generali si tradurranno in pratica (come per la Riforma del Terzo Settore).

http://www.senato.it/

http://www.lavoro.gov.it/

http://www.forumterzosettore.it/

http://www.uneba.org/



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