(29/10/2018) Riforma dell'ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario

Decreto Legislativo 2 ottobre 2018 n. 124, G.U. 26 ottobre 2018 n. 250
29/10/2018


Il Consiglio dei Ministri lo scorso 27 settembre ha approvato, in esame definitivo, cinque decreti legislativi che, in attuazione della legge delega per la riforma del Codice penale, del Codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario (legge 23 giugno 2017, n. 103), introducono nuove disposizioni relative all’ordinamento penitenziario, alla disciplina del casellario giudiziale, a quella delle spese di giustizia funzionali alle operazioni di intercettazione e all’esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 26 ottobre 2018 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 2 ottobre 2018 n. 124, "Riforma dell'ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario, in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere g), h) e r), della legge 23 giugno 2017, n. 103".

L'obiettivo principale è quello di incrementare le attività di lavoro retribuito, sia all'interno che all'esterno delle carceri, e di incentivare attività di volontariato individuale e il reinserimento sociale dei condannati.
Altre norme tendono al miglioramento della vita carceraria, prevedendo la responsabilizzazione dei detenuti e la massima conformità della vita all'interno delle strutture penitenziarie a quella all'esterno delle carceri.

Relativamente al lavoro, negli istituti penitenziari devono essere favorite in ogni modo la destinazione dei detenuti al lavoro e la loro partecipazione a corsi di formazione professionale.
A tal fine, possono essere organizzati, all'interno e all'esterno dell'istituto, lavorazioni e corsi di formazione professionale, gestiti da enti pubblici o privati.
L'organizzazione e i metodi del lavoro penitenziario (che è remunerato) devono riflettere quelli del lavoro nella società libera al fine di far acquisire ai soggetti una preparazione professionale adeguata alle normali condizioni lavorative per agevolarne il reinserimento sociale.
L'amministrazione penitenziaria stipula apposite convenzioni di inserimento lavorativo con soggetti pubblici o privati o cooperative sociali interessati a fornire opportunità di lavoro a detenuti o internati. Le convenzioni disciplinano l'oggetto e le condizioni di svolgimento dell'attività lavorativa, la formazione e il trattamento retributivo. I soggetti privati disponibili ad accettare le proposte di convenzione trasmettono al Dipartimento i relativi progetti di intervento unitamente al curriculum dell'ente.
Le direzioni degli istituti penitenziari, previa autorizzazione del Ministro della giustizia, possono vendere prodotti delle lavorazioni penitenziarie o rendere servizi attraverso l'impiego di prestazioni lavorative dei detenuti e degli internati a prezzo pari o anche inferiore al loro costo, tenuto conto, per quanto possibile, dei prezzi praticati per prodotti o servizi corrispondenti nella zona in cui è situato l'istituto.
I proventi delle manifatture carcerarie e il corrispettivo dei servizi, prodotti o forniti dall'amministrazione penitenziaria impiegando l'attività lavorativa dei detenuti, annualmente vengono riassegnati, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, all'apposito capitolo del Ministero della giustizia, allo scopo di promozione e sviluppo della formazione professionale e del lavoro dei detenuti e degli internati.
I detenuti e gli internati, in considerazione delle loro attitudini, possono essere ammessi a esercitare, per proprio conto, attività artigianali, intellettuali o artistiche, nell'ambito del programma di trattamento.

Per quanto concerne il lavoro di pubblica utilità, i detenuti e gli internati possono chiedere di essere ammessi a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito nell'ambito di progetti di pubblica utilità, tenendo conto anche delle specifiche professionalità e attitudini lavorative.
La partecipazione ai progetti può consistere in attività da svolgersi a favore di amministrazioni dello Stato, regioni, province, comuni, comunità montane, aziende sanitarie locali, enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato, sulla base di apposite convenzioni.

Potete consultare il Decreto legislativo n. 124/2018 nella sezione Normativa Nazionale di Nonprofitonline.

Redazione Non profit on line