(10/04/2019) Via libera dalla Corte Costituzionale alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana

Sentenza n. 79 del 20 marzo 2019, depositata il 9 aprile 2019
10/04/2019


Non è illegittima la riorganizzazione della Croce Rossa trasformata da ente di diritto pubblico in associazione di volontariato, inquadrata in regime di diritto privato e chiamata a svolgere attività di rilevante interesse pubblico.

E' quanto deciso dalla Corte Costituzionale che con sentenza n. 79 del 20 marzo 2019, depositata il 9 aprile 2019, ha respinto le questioni di costituzionalità sollevate dal Tar Lazio:

Norme impugnate: Artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 8 del decreto legislativo 28 settembre 2012 n. 178 (Riorganizzazione dell'Associazione italiana della Croce Rossa-C.R.I., a norma dell'articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183)
Oggetto sella sentenza: Enti pubblici - Croce rossa italiana - Decreto legislativo 28 settembre 2012 n. 178 - Trasferimento di funzioni alla costituenda Associazione della Croce rossa italiana - Riordino fino alla liquidazione - Tempi e modalità - Patrimonio - Corpi militari ausiliari delle Forze armate - Inquadramento del personale - Norme transitorie e finali.
Dispositivo: non fondatezza - inammissibilità.

La riforma della Croce Rossa è stata disciplinata dal Decreto Legislativo 28 settembre 2012 n. 178 (pubblicato in G.U. 19 ottobre 2012 n. 245).

Il Tar del Lazio, sezione III, con l’ordinanza 8701 pubblicata il 19 luglio 2017, aveva dichiarato la possibile incostituzionalità del Dlgs n. 178/2012, sulla base dei ricorsi di un gruppo di dipendenti (appartenenti al Corpo Militare della Cri) che rivendicavano il riconoscimento del giusto livello di inquadramento tra il personale. Il tutto, nel contesto della delicata e complessa trasformazione organizzativa dell’Ente, con liquidazione del vecchio soggetto pubblico e istituzione della nuova Associazione privata, destinata a conservare dell’originario Corpo Militare solo un nucleo di volontari non retribuiti.
Il TAR Lazio aveva considerato rilevante e non manifestamente infondata l’eccezione di costituzionalità sollevata, trasferendo quindi la questione al Palazzo della Consulta.

Secondo la Corte Costituzionale, invece, questa riorganizzazione si è mossa nel solco della volontà del Parlamento.
Il regime privatistico della Croce Rossa caratterizza le associazioni dei maggiori Paesi europei ed è auspicato dallo Statuto della Federazione internazionale delle Croci e Mezzelune rosse, che fa esplicito riferimento alle «società non governative» riconosciute dai diversi Stati.
Con particolare riguardo al Corpo militare ausiliario, la Corte ha chiarito che il decreto legislativo censurato dal Tar Lazio ne ha revisionato l’assetto coerentemente al nuovo regime della Croce Rossa Italiana e alla sua rinnovata struttura associativa.
Gli appartenenti a quest’organismo, infatti, confluiscono in una categoria in congedo che presta servizio volontariamente e gratuitamente (come accade, oltre che per il Corpo delle infermiere volontarie, per l’Associazione del sovrano militare Ordine di Malta).
Secondo i giudici costituzionali, i diritti del personale ausiliario sono comunque salvaguardati nel loro contenuto essenziale, posto che viene lasciata la possibilità di optare per la permanenza in servizio presso la neo-istituita Associazione o, in alternativa,per la messa in mobilità presso altre amministrazioni dello Stato.
Resta ferma l’integrità delle voci principali del trattamento retributivo del personale privatizzato, che continua a percepire un’adeguata retribuzione, potendo, su domanda, entrare a far parte del Corpo militare volontario e lì svolgere, in coerenza con le finalità dell’Associazione, attività gratuita e volontaria (cioè non retribuita oltre a quanto già percepito come dipendente di diritto comune).
Quanto alle procedure di mobilità, la Corte ha ribadito che esse consentono di garantire un equilibrato contemperamento di due esigenze costituzionalmente rilevanti: il mantenimento dei rapporti di lavoro e la discrezionalità legislativa connessa al processo di riordino dello Stato e degli enti pubblici.
Ciò non esclude che in sede di applicazione di questa normativa possano verificarsi vizi nei conseguenti atti amministrativi, che spetterà eventualmente sindacare solo agli organi giurisdizionali competenti.

La sentenza 9 aprile 2019 n. 79 è disponibile nella sezione Normativa Nazionale di Nonprofitonline.

Il nostro lavoro proseguirà con serenità, come abbiamo sempre fatto. Tuttavia, siamo estremamente lieti per quella che riteniamo una scelta illuminata da parte della Consulta a proposito del via libera dato sulla riorganizzazione dell’Associazione. E’ la conferma della correttezza di un percorso volto esclusivamente a riconsegnare la Croce Rossa Italiana nelle mani della sua anima più vera: quella degli oltre 160.000 volontari. La CRI oggi ha una struttura simile a quella delle altre Consorelle di tutto il mondo e gode di una gestione in grado di rilanciarne l'operato e le funzionalità. Era un cammino doveroso e richiesto, del quale siamo molto orgogliosi. D’altronde, chiunque si intenda di diritto non poteva aspettarsi una decisione diversa”.
E' la dichiarazione di Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

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